Alla rivoluzione
sul triciclo elettrico:
«Così noi donne
siamo protagoniste»

In Zimbabwe la startup Mobility for Africa ha sviluppato gli Hamba, tricicli elettrici pensati per le aree rurali. Dalla filiera agricola alle campagne sanitarie con Gavi, il progetto intreccia mobilità, inclusione e crescita locale in uno dei contesti più fragili
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June 11, 2026
Alla rivoluzione
sul triciclo elettrico:
«Così noi donne
siamo protagoniste»
Per fare una rivoluzione serve l'idea giusta, che si concretizza e, anche con poco, cambia le vite delle persone. In questo casa si tratta di un triciclo, non per bambini, ma per adulti, a energia elettrica, progettato per percorrere le strade sterrate delle zone rurali fuori dalla città. È l'idea di Mobility for Africa, startup africana nata alle Mauritius, ma che ha il quartier generale e ambito operativo in Zimbabwe. La svolta vincente è arrivata grazie a Shantha Bloemen, australiana innamorata dell'Africa con alle spalle esperienze nel Terzo settore in Zambia e Sudafrica anche con l'Unicef, che ha capito quanto, con la giusta mobilità, possano arrivare non una ma più rivoluzioni contemporaneamente, sia quella della sostenibilità ambientale sia dell'emancipazione economica femminile.
Al centro del progetto di Shantha Bloemen e della sua squadra vi è quello chiamato Hamba, il primo triciclo elettrico africano, completamente realizzato nella capitale Harare da tecnici che si spostano per assistere i mezzi in caso di necessità. Gli Hamba sono pensati per le donne, perché l'Ong punta a incentivare la mobilità femminile per permettere quella crescita della finanza domestica capace di dare un vero impulso anche alla società. Grazie a questi tricicli elettrici, in grado di portare pesi fino a 400 chilogrammi e di coprire una distanza di 100 chilometri con una carica, le donne possono spostarsi e trasportare beni dalle campagne alle città, in sicurezza e con percorrenze contenute.
Accanto agli Hamba vi sono, a complemento, i punti in cui è possibile ricaricare la batteria al litio che consente di muoversi, contenendo l'inquinamento perché senza gas di scarico, e con uno smaltimento, una volta esaurita, che non inquini l'ambiente. I tricicli possono raggiungere una velocità massima di 25 chilometri orari, in modo da non mettere in pericolo le donne che li guidano, e hanno un manubrio leggero e facilmente manovrabile, per venire incontro alle guidatrici. Il progetto ha fin da subito ottenuto un grande successo, non soltanto tra la popolazione femminile, ma anche tra gli uomini coinvolti nella produzione e nella manutenzione sia dei tricicli sia della rete di centraline di ricarica, che in questo modo possono lavorare mettendo in pratica la loro professionalità nei settori della meccanica e dell'elettricità. Grazie a essi, le donne hanno la possibilità di portare al mercato i prodotti delle loro terre, di rivenderli e di contribuire al bilancio familiare, in molti casi completamente a loro carico. Vengono così drasticamente ridotti i tempi per arrivare in città, cariche di frutta e verdura, mettendo in pericolo anche la loro salute. Con 10 euro al giorno si può avere in affitto un Hamba e nel prezzo sono comprese la manutenzione del mezzo e la sostituzione della batteria: un costo contenuto se si pensa a quanti più prodotti, anche manifatturieri, possono essere trasportati.
L'idea dei tricicli elettrici di Mobility for Africa è stata vincente anche nel settore sanitario, tanto che Gavi (sigla che sta per “Global alliance for vaccine immunization”) ha iniziato a utilizzarli per consentire ai propri operatori di raggiunge i villaggi difficilmente collegati e portare avanti, a domicilio, le fondamentali campagne di vaccinazione della popolazione e prestare assistenza distribuendo medicine e fornendo visite mediche.
Lo Zimbabwe, l'ex Rhodesia meridionale (mentre l'ex Rhodesia settentrionale è l'attuale Zambia), è caratterizzato da un territorio eccezionalmente fertile, tanto da essere definito, in passato, il “granaio d'Africa”, in particolare per la produzione di cereali. Ma la sua travagliata storia moderna, con l'indipendenza dal Regno Unito proclamata nel 1965 e ottenuta soltanto nel 1980 assieme al cambio del nome, ha portato il Paese dalla ricchezza proveniente dalla terra alla fame per la mala gestione del potere, con il presidente Robert Mugabe che da eroe della liberazione dal colonizzatore si è trasformato in tiranno. Con la sua uscita di scena, nel colpo di Stato del novembre 2017, lo Zimbabwe ha avviato un lento cammino verso la democrazia e il risanamento della sua economia.

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