L'Europa di De Gasperi per il futuro delle aree interne: la Scuola Estiva a Montenerodomo

Gli studenti si confronteranno con esperti su temi come identità, memoria, sviluppo sostenibile, coesione sociale
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July 7, 2026
L'Europa di De Gasperi per il futuro delle aree interne: la Scuola Estiva a Montenerodomo
Un momento dell'edizione 2025 della scuola estiva

Dal 13 al 18 luglio, Montenerodomo (Chieti), alle pendici della Maiella, ospiterà la quinta edizione della Scuola Estiva dedicata alle aree interne del Mezzogiorno, un'iniziativa che negli anni si è affermata come luogo di confronto tra università, istituzioni, amministratori, studiosi e associazioni impegnati nella valorizzazione dei territori dell'Italia interna e nella ricerca di nuove strategie per contrastarne lo spopolamento e favorirne uno sviluppo sostenibile.
Le attività si svolgeranno nel Parco archeologico di Iuvanum e saranno ispirate al motto latino Non Nobis Solum Nati Sumus ("Non siamo nati per noi stessi"), inciso all'ingresso del borgo antico di Gessopalena. Un principio che richiama il valore della responsabilità di ciascuno, della partecipazione civica e della costruzione del bene comune, indicando nella collaborazione tra istituzioni, comunità e giovani una delle condizioni essenziali per il rilancio delle aree interne.
Per l'intera settimana gli studenti delle Università di Napoli Federico II, del Molise (Unimol), "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara, di Teramo e dell'Aquila si confronteranno con docenti, ricercatori, amministratori pubblici ed esponenti del mondo associativo sui principali temi che interessano il futuro delle aree interne: identità, memoria, sviluppo sostenibile, coesione sociale, patrimonio culturale, innovazione e valorizzazione delle risorse locali.
La Scuola è promossa dal Comune di Montenerodomo, dal Parco Letterario "Benedetto Croce e l'Abruzzo" e dal Centro Studi per il Mezzogiorno "Giuseppe de Thomasis", con il coordinamento organizzativo di Angelo Piccoli, Marcella Leombruni e Pasquale D'Alberto.7L'apertura dei lavori sarà dedicata alla mostra Servus inutilis. Alcide De Gasperi e la politica come servizio, realizzata dalla Fondazione De Gasperi e dalla Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli. L'inaugurazione sarà accompagnata da una tavola rotonda con Rocco Buttiglione, Lucio D'Orazio, Flavio Felice e Armando Vittoria, incentrata sul pensiero europeista dello statista trentino e sul valore dell'integrazione europea come progetto di pace, cooperazione e sviluppo condiviso.
Per De Gasperi l'Europa rappresentava molto più di una semplice cooperazione tra Stati: era una scelta politica e morale nata dalla consapevolezza che le tragedie delle due guerre mondiali avevano dimostrato il fallimento dei nazionalismi. L'alternativa era costruire una comunità fondata sulla solidarietà, sulla collaborazione e sulla condivisione di valori comuni.
De Gasperi sosteneva che il processo di integrazione dovesse poggiare non soltanto su istituzioni comuni, ma soprattutto su una volontà politica condivisa. Gli organismi sovranazionali, infatti, non avrebbero potuto funzionare senza una coscienza europea capace di anteporre l'interesse generale alle singole convenienze nazionali.
Lo statista immaginava un percorso graduale verso una federazione europea, costruita per tappe e rispettosa delle identità dei singoli Paesi, chiamati però a condividere alcune competenze essenziali. In questa prospettiva anche la Comunità Europea di Difesa avrebbe rappresentato un passaggio decisivo, destinato a rafforzare progressivamente l'integrazione politica del continente. Accanto alle riforme istituzionali, De Gasperi attribuiva un ruolo centrale alla formazione di una cultura europea, convinto che nessuna unione potesse consolidarsi senza cittadini e classi dirigenti capaci di riconoscersi in un destino comune. Una visione condivisa anche da Robert Schuman e Konrad Adenauer, protagonisti del processo di integrazione del Secondo Dopoguerra.
L'europeismo di De Gasperi si fondava quindi su gradualità, cooperazione tra Stati sovrani e costruzione di istituzioni sostenute da una forte coscienza politica, contribuendo in modo determinante alla nascita dell'Europa contemporanea.
La riflessione sul suo pensiero si inserisce nel più ampio percorso della Scuola Estiva, che anche quest'anno propone un programma dedicato alle prospettive di sviluppo delle aree interne. Attraverso lezioni, seminari e momenti di confronto, l'iniziativa affronterà temi quali spopolamento, fragilità demografiche, tutela del patrimonio culturale e valorizzazione delle risorse locali, ponendo al centro anche il ruolo che il processo di integrazione europea può svolgere nel rilancio del Mezzogiorno. Le politiche di coesione dell'Unione Europea, i programmi di cooperazione territoriale e gli strumenti finanziari comunitari rappresentano infatti opportunità concrete per sostenere innovazione, infrastrutture, servizi, ricerca, tutela del patrimonio e sviluppo sostenibile.
In questa prospettiva, la visione europeista di De Gasperi conserva una particolare attualità: un'Europa fondata sulla solidarietà tra territori, sulla cooperazione istituzionale e sulla condivisione delle responsabilità può contribuire a ridurre i divari territoriali, rafforzare la capacità progettuale delle comunità locali e creare nuove opportunità di crescita per le aree interne del Mezzogiorno.

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