Così la Compagnia del Gusto mette in rete le eccellenze
Dai Krumiri Rossi alle Cantine Romagnoli, dal salmone di Fjord alla piattaforma Winelivery: la holding promossa dalla famiglia Cosulich costruisce un polo agroalimentare attraverso acquisizioni, competenze manageriali e sviluppo commerciale. Obiettivo: 200 milioni di euro di fatturato

C’è un’elegante scatola rossa di latta che racconta Casale Monferrato da quasi centocinquant’anni. Dentro ci sono i Krumiri, i biscotti nati nel 1878 dalla ricetta di Domenico Rossi, diventati uno dei simboli della città grazie all’impegno, nel tempo, della famiglia Portinaro, in una continuità generazionale arrivata fino a oggi. Ci sono le Cantine Romagnoli dei Colli Piacentini, fondate nel 1857 a Villò di Vigolzone, con 45 ettari di vigne e una storia costruita attorno a Barbera, Croatina, Ortrugo, Malvasia e Metodo Classico. E poi ci sono il salmone, il caviale e le specialità di mare di Fjord, azienda fondata nel 1969 a Varese, con sede a Busto Arsizio, specializzata nella selezione, importazione, lavorazione e distribuzione di prodotti ittici di fascia alta. Il nome richiama i fiordi norvegesi, ma la storia è quella di un’impresa italiana.
I Krumiri Rossi, i vini di Romagnoli e il salmone Fjord: mondi apparentemente lontani che si ritrovano sotto lo stesso tetto, messaggeri del gusto e dell’eccellenza agroalimentare. A tenerli insieme è una piattaforma industriale che punta a sostenerne il valore con capitali, competenze manageriali e sviluppo commerciale, accompagnandoli verso nuovi mercati. È la scommessa di Compagnia del Gusto, holding nata nell’aprile 2024 su iniziativa della famiglia Cosulich, insieme a un gruppo di manager e investitori con esperienza nella finanza, nel private equity e nel food & beverage.
Il modello punta ad aggregare aziende e marchi con una forte identità territoriale e un posizionamento premium, lasciando autonomia ai singoli brand e mettendo in comune le competenze necessarie per crescere: dalla finanza al controllo di gestione, dalle risorse umane ai sistemi digitali, fino alle attività legali e alle operazioni di acquisizione. «Compagnia del Gusto nasce con una visione industriale di lungo periodo: costruire una piattaforma capace di valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano attraverso un modello che coniuga crescita, managerializzazione e rispetto delle identità aziendali», spiega Sergio Albarelli, presidente della holding. Il punto è accompagnare imprese spesso nate e cresciute attorno a una famiglia, a un prodotto, a un territorio verso una dimensione più strutturata, senza snaturarle.
Quando Compagnia del Gusto ha acquisito il 100% dei Krumiri Rossi dalla famiglia Portinaro, Francesco Cosulich, fondatore della holding e presidente del Comitato investimenti, ha spiegato il senso dell’operazione con parole che vanno oltre il valore economico: «Non ci è stata consegnata in mano solo un’azienda, ma la vita di una famiglia». Per questo, ha aggiunto, «ci riteniamo custodi di un tesoro». È la differenza che la holding vuole marcare rispetto a una logica puramente finanziaria: investire nelle imprese per svilupparne il potenziale, salvaguardandone la storia e il legame con il territorio. «Le acquisizioni realizzate finora confermano la validità di questo approccio e rappresentano la base su cui sviluppare ulteriormente il progetto nei prossimi anni», sottolinea Ettore Nicoletto, ceo e partner di Compagnia del Gusto.

La struttura si articola in tre business unit: Compagnia del Mare, dedicata alle eccellenze ittiche e alle specialità affumicate; Compagnia delle Vigne, per il vino e l’enoturismo; Compagnia dei Sapori, focalizzata sulle specialità alimentari artigianali italiane. La logica è quella della complementarità: mettere in relazione aziende diverse, creare sinergie commerciali e distributive, condividere alcune funzioni centrali e generare economie di scala. Non una somma di marchi, dunque, ma un sistema nel quale le singole imprese possono beneficiare di competenze e strumenti comuni, mantenendo la propria specificità.
Il progetto sta assumendo anche una dimensione internazionale. Nel Regno Unito è arrivata Jascots Wine Merchants, storico distributore britannico fondato nel 1986 e specializzato nel canale on-trade, che comprende ristoranti, hotel e wine bar. Con ricavi di 10 milioni di sterline nel 2025, la società rappresenta una porta d’accesso al mercato britannico per i vini e le specialità del gruppo, oltre a mettere a disposizione una rete commerciale e competenze distributive già consolidate.
I numeri raccontano la velocità del percorso. A giugno, con l’ingresso di Cantine Romagnoli, Compagnia del Gusto contava 133 dipendenti e aveva chiuso il 2025 con circa 32 milioni di euro di fatturato consolidato. Il target per il 2026 è di circa 70 milioni, mentre l’obiettivo industriale per il 2030 è raggiungere i 200 milioni di euro di ricavi. Una crescita da costruire attraverso nuove acquisizioni e lo sviluppo delle attività esistenti, con l’ambizione di presidiare una filiera sempre più completa: dalla selezione delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione fino al consumatore finale. «Intendiamo controllare l’intera catena del valore, dalle materie prime al cliente finale, includendo la distribuzione», ha spiegato Cosulich.

In questa direzione si colloca l’ultima operazione, che a settembre ha portato nel gruppo Winelivery. Nata a Milano nel 2017 da un’idea imprenditoriale di tre giovani under 30, la piattaforma specializzata nella consegna a domicilio di vino e altre bevande aggiunge al portafoglio della holding una componente diversa da quelle delle precedenti acquisizioni. Non una cantina né un marchio alimentare, ma un’infrastruttura digitale e fisica che mette in relazione prodotti, brand e consumatori. Conta circa 1,7 milioni di download e oltre 400 mila clienti e combina delivery, retail, Bar & Enoteca e servizi di digital marketing, dati e intelligenza artificiale. Winelivery entra nella business unit Compagnia delle Vigne, ma il suo valore potenziale va oltre il comparto vitivinicolo. L’acquisizione porta in dote competenze tecnologiche e strumenti per rafforzare il rapporto diretto con il consumatore, comprendere meglio la domanda, sperimentare nuovi prodotti e occasioni di consumo. La piattaforma potrà diventare così un laboratorio di mercato per l’intero gruppo, creando nuove opportunità commerciali e mettendo in relazione vino, specialità alimentari ed eccellenze ittiche.
Dai Krumiri a Winelivery, la Compagnia del Gusto prova a trasformare tante storie dell’agroalimentare italiano in un’unica storia industriale. Con una sfida: dare alle eccellenze la dimensione necessaria per competere, senza perdere l'identità.

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