mercoledì 8 marzo 2017
La storia di Mulinum srl di Stefano Caccavari, che ha raccolto 500mila euro online per rilanciare un macinatoio che lavora il grano calabrese bio con macine in pietra naturale
Stefano Caccavari con due agricoltori nei campi di grano calabresi

Stefano Caccavari con due agricoltori nei campi di grano calabresi

Non capita tutti i giorni di raccontare la storia di un ragazzo che non sogna la Silicon Valley ma di far rinascere l'ultimo mulino a pietra della sua Calabria; che non inventa app o prodotti digitali innovativi ma si batte per difendere la preziosa (e sana) tradizione dei grani antichi locali; che in appena quattro mesi, e con 500mila euro raccolti sul web, riesce a fare tutto questo. E anche di più.

Il protagonista di questa storia fatta di sentimenti, talenti e agricoltura è Stefano Caccavari, una laurea in Economia aziendale in tasca e nel cuore l'amore per la terra in cui è nato e cresciuto 28 anni fa: quella di San Floro, nel Catanzarese, dove fino al 1961 splendeva al sole una vallata di spighe che qui chiamavano, per via dei mulini che la punteggiavano, la “Valle dei Mulini”.

Agli inizi del 2016, forte dei successi raccolti a San Floro con il progetto “Orto di famiglia” (che ha permesso a 150 famiglie di raccogliere frutta e verdura di stagione da piccoli orti presi in affitto), Stefano si mette in testa di “salvare” l'ottocentesco macinatoio a pietra della valle, in procinto di essere ceduto dal vecchio mugnaio ad alcuni imprenditori senesi, e, così, il 14 febbraio lancia un appello su Facebook. Purtroppo il salvataggio fallisce ma, inaspettatamente, sui social sono in tanti a raccogliere l'invito: 100 persone che, da ogni parte del mondo, vogliono aiutarlo a realizzare quello che, evidentemente, è anche un loro sogno.

L'antica macina 'la Ferté' del Mulino San Floro

L'antica macina "la Ferté" del Mulino San Floro


Il ragazzo ha le idee chiarissime: “Voglio ridare ossigeno alla lavorazione delle farine, del pane e di tutti i derivati, tra cui la pizza; voglio difendere la mia terra producendo cibo buono e sano e voglio incentivare la vera vocazione del nostro territorio: l'agricoltura. Puntiamo a replicare Mulinum, pizzerie e forni compresi, nelle altre regioni italiane e, perché no, in tutta Europa”. Intanto, grazie alla
Mulinum Card, la farina può essere prenotata e ricevuta ovunque, anche all'estero, a prezzi scontati.

Il recente rapporto Ismea-Svimez ha messo l'accento sul ruolo dell'agricoltura e dei giovani imprenditori agricoli nella ripresa del Mezzogiorno: sotto questo aspetto la Calabria è stata considerata tra le più “virtuose”.“Una delle nostre maggiori soddisfazioni è l'aver cominciato ad assumere personale”, aggiunge Stefano, convinto che “la Calabria è per superficie la seconda regione in regime di agricoltura biologica dopo la Sicilia: ciò significa che possiamo diventare l'orto biologico d'Europa, possiamo creare migliaia di posti di lavoro ed educare le persone a mangiare meglio”.

© Riproduzione riservata