San Francesco “parla” anche in Valsesia

Una terra ricca di spiritualità e di storia religiosa, crocevia di genti e culture, ricorda il santo di Assisi a 800 anni dalla morte con una serie di manifestazioni a Varallo. La gente della valle poi andrà in pellegrinaggio nei luoghi francescani
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September 20, 2026
San Francesco “parla” anche in Valsesia
San Francesco raffigurato da Simone Martini nel 1315 nella Basilica Inferiore di Assisi / SICILIANI
È stata una “buona” estate per tutta la Valsesia quella che si è appena chiusa. Turisticamente parlando, si sono incrementate le presenze, con una forte risposta religiosa alle molteplici iniziative proposte dalle parrocchie dell’intera vallata.
Don Roberto Collarini, dal 2010 prevosto della comunità di San Gaudenzio, prete della diocesi di Novara, da sempre aperto alla missione e all’ascolto, per anni è stato missionario in Ciad e tiene a sottolineare che «anche la nostra comunità è impegnata a ricordare gli 800 anni dalla morte di san Francesco d'Assisi. La parrocchia di Varallo, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Imago Verbi”, ha organizzato una serie di eventi interessanti per presentare la figura di questo santo straordinario che ha segnato spiritualmente, artisticamente e culturalmente il Paese e anche le nostre terre».
Il 20 settembre un giovane frate cappuccino di Torino, fra Valentino Crugnoli, ha presentato a Varallo “Il vero san Francesco” «offrendoci il volto di un santo popolare, spogliato da tutti gli orpelli che la letteratura popolare gli ha messo addosso in questi secoli – spiega Collarini –. Inoltre un interessante spettacolo teatrale verrà allestito dalla Compagnia vicentina “Mercanti di Sorrisi” al Teatro Civico di Varallo la sera del 3 ottobre: “Tau, nel segno di Francesco”. Una rilettura musicale della vita del Santo patrono d'Italia».
Sabato 10 ottobre presso la biblioteca civica Farinone Centa è in programma dalle 9,30 un convengo sul francescano Bernardino Caimi, fondatore del Sacro Monte di Varallo, con le presenze di don Damiano Pomi, don Paolo Milani, don Fabrizio Cammelli e Fiorella Mattioli Carcano.
«Dal 27 al 30 ottobre poi – aggiunge don Collarini – andremo in Umbria, sulle orme di san Francesco con un pellegrinaggio ad Assisi, al santuario della Verna, a Cascia, ad Arezzo, e Monterchi».
Il Sacro Monte di Varallo, dal 2003 Patrimonio Unesco dell’Umanità, tanto caro ai pellegrini lombardi ma anche delle regioni confinanti e di fedeli e turisti della Svizzera, è meta ogni anno di migliaia di fedeli, di pellegrini, di amanti dell’arte, che accanto alla spiritualità trasmessa da questi luoghi ammirano la bellezza delle tante opere d’arte che conserva.
Per Gianmario Gregori, appassionato cultore delle tradizioni e della storia di grandi e piccoli centri montani della Regione, le presenze dei visitatori confermano il valore che ha acquisito nel tempo la Valsesia e Varallo in particolare: «Per queste strade – dice Gregori – da millenni passa una delle vie più praticate da secoli per raggiungere il Canton Vallese, in Svizzera, dal Piemonte. Qui con il sale avveniva il commercio dei latticini prodotti negli alpeggi».
Non è un caso che Varallo si stringa attorno a san Francesco. La stessa chiesa principale dedicata a Santa Maria delle Grazie in passato aveva ospitato i Frati Minori. Qui tutta da ammirare sulla grande parete “Gaudenziana”, tra lo spazio riservato ai fedeli e quello che in passato era destinato ai frati, c’è una delle opere più preziose del pittore Guadenzio Ferrari che racconta la Vita, la Passione e la Morte di Cristo. La pittura del maestro racconta la storia che conquistò Francesco al punto da trasformarne la vita facendo del Poverello di Assisi un gigante della fede, che ancora parla a tutti.

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