Se passeggiando nei Giardini vaticani incontri il Papa (e lui si ferma a chiacchierare)
di Igor Traboni
Un incontro fortuito di una suora con la sorella e la nipote è diventato occasione per conoscere il lato più umano e paterno di Leone XIV

«Stavamo camminando tranquillamente per i Giardini Vaticani, la pioggia aveva smesso di cadere proprio durante quella parte della visita. Passando dal Giardino Biblico, improvvisamente abbiamo visto il Santo Padre con alcune persone e anche lui ha notato la nostra presenza. Quando si è avvicinato, ci siamo avvicinate anche noi. Lo abbiamo salutato ed egli si è fermato a lungo a conversare con noi, con grande cordialità». Ha ancora la voce rotta dall’emozione suor Chiara Wudzinska, religiosa della Congregazione delle suore di Santa Elisabetta, polacca ma da alcuni anni in Italia, prima a Fiuggi e ora presso la Casa generalizia di Roma, mentre racconta dell’incontro inaspettato con papa Leone, nella mattinata di venerdì 2 gennaio, insieme alla sorella Grazyna e la nipote Wiktoria, arrivate dalla Polonia per il periodo di Capodanno.
«Il Papa ha voluto conoscere i nostri nomi, da dove venivamo, poi ci ha ascoltate mentre parlavamo di tante cose, sempre con un sorriso ha parlato con noi di tante cose, sempre sorridente». Un paio di aneddoti in particolare svela suor Chiara, sempre più emozionata nel racconto: «Mia sorella, che è mastra d'asilo e lavora tra tanti i bambini, ha detto al Pontefice che il suo terzogenito si chiama Timoteo, ma che in realtà voleva chiamarlo Leone, però poi ha pensato che tutti i Leone che conosce sono un po’... vivaci, e allora ha cambiato idea. Nel sentire queste parole, papa Leone ha sorriso, molto divertito».
La religiosa polacca ha poi donato al Pontefice un Rosario che teneva tra le mani, consumato dalle sue preghiere: «Il Papa lo ha accettato con piacere, anche se era un po’ rovinato. Sono piccoli Rosari che faccio io stessa, piccoli oggetti tascabili, buoni per chi va in bicicletta, fa jogging o vuole pregare lavorando. Li regalo alle persone, ma quelli nuovi. In quel momento avevo con me solo questo da donare al Papa e lui ha accettato con un altro sorriso». Prevost, infine, si è concesso volentieri per una foto di gruppo, attento che ci fosse anche il “cupolone” di San Pietro sullo sfondo. «Mia nipote Viktoria – conclude suor Chiara – si vergognava un po’ di avvicinarsi al Santo Padre, ma la madre le ha detto: “Non ti vergognerai di incontrare Gesù in Paradiso? Ecco, lui è il successore di Pietro, preparati a questo incontro con Gesù».
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