Il Papa sui passi di Agostino: «Dio è straziato dalle guerre e non sta con i prepotenti»

di Giacomo Gambassi, inviato ad Annaba
In Algeria oggi la tappa ad Annaba, nell’antica Ippona, dove il dottore della Chiesa è stato vescovo. Una giornata familiare per Leone XIV nella terra del “suo” santo. Fra i resti romani pianta l’ulivo per la pace. Nell’incontro con gli anziani l’appello a cristiani e musulmani a «vivere insieme nella fraternità»
April 14, 2026
Il Papa sui passi di Agostino: «Dio è straziato dalle guerre e non sta con i prepotenti»
Papa Leone XIV pianta l'ulivo della pace nel sito archeologico di Annaba in Algeria, l'antica Ippona, che visita sui passi di sant'Agostino / VATICAN MEDIA
La stretta di mano è calorosa. Salah Bouchemel sorride come anche il Papa che ha davanti a sé. Gli ha appena parlato in arabo, raccontando di essere un algerino musulmano che vive in mezzo ai cristiani. Ospite della casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei poveri, congregazione che in tutto il mondo è accanto alla terza età. «Ogni giorno viviamo insieme – spiega a Leone XIV -. Qui ognuno è libero di praticare la propria religione, che sia l’islam o il cristianesimo. Questa differenza non ci separa ma ci aiuta a vivere nel rispetto e nella pace». Parla con il Pontefice ad Annaba, l’antica Ippona, città che lega il suo nome ad Agostino che qui è stato vescovo. Leone XIV la visita nella sua seconda giornata in Algeria, all’interno del viaggio di undici giorni in Africa che è cominciato lunedì e che lo porterà in quattro Paesi del continente. Un’ora di volo da Algeri ad Annaba per visitare i luoghi del santo di cui il Papa è «figlio», come ha detto nel giorno della sua elezione, quasi un anno fa. Ma anche per abbracciare i più fragili. E continuare a lanciare il suo messaggio di riconciliazione fra i popoli in cui il dialogo fra le fedi gioca un ruolo cruciale. «Penso che il Signore, dal cielo, vedendo una casa come questa, dove si cerca di vivere insieme nella fraternità, possa pensare: allora c’è speranza», afferma davanti agli anziani. Sì, aggiunge, «perché il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno».
Papa Leone XIV visita la casa di accoglienza per anziani ad Annaba dove vivono ospiti sia cristiani sia musulmani / VATICAN MEDIAA
Papa Leone XIV visita la casa di accoglienza per anziani ad Annaba dove vivono ospiti sia cristiani sia musulmani / VATICAN MEDIAA
Ancora una giornata sotto la pioggia per il Pontefice. Anche nel sito archeologico dove entra al mattino. “Tour” tagliato per la bufera che lo accoglie. Avrebbe dovuto essere un momento intimo sui passi del santo che scandisce il suo pontificato. E il Papa doveva camminare fra le pietre calcate da Agostino che dal 396 al 430, anno della morte, ha svolto il suo ministero episcopale nella città-porto fondata dai Fenici sulla costa nord-orientale dell’Algeria, non distante dal confine con la Tunisia. Ma si limita a un gesto sotto i tendoni: con il volto emozionato, depone una corona di fiori vicino ai resti della “Basilica Pacis” in cui il futuro dottore della Chiesa battezzava; prega in silenzio fra le vestigia della città romana; e pianta con gli scout un ulivo che richiama sia la pace, sia le radici dell’autore delle “Confessioni”.
Il Papa al suo arrivo ad Annaba in Algeria sui passi di sant'Agostino / VATICAN MEDIA
Il Papa al suo arrivo ad Annaba in Algeria sui passi di sant'Agostino / VATICAN MEDIA
È blindata Annaba mentre dà il benvenuto al primo Papa che la visita (e visita l’Algeria). Papa agostiniano che si ferma anche nella casa della comunità agostiniana formata da tre consacrati africani dove incontra la sua “famiglia” religiosa per un confronto a porta chiuse, come era solito fare anche papa Francesco con i confratelli gesuiti durante i suoi viaggi internazionali. Robert Prevost era stato in città «già due volte, nel 2001 e nel 2013», aveva detto in apertura del viaggio. E avevo aggiunto: «Adesso sono grato alla Provvidenza divina perché, secondo il suo misterioso disegno, ha disposto che vi tornassi come successore di Pietro. Vengo in mezzo a voi come pellegrino di pace. Siamo fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli». Lo testimonia anche la Basilica di Sant’Agostino dove Leone XIV presiederà questo pomeriggio la Messa. Sorta a cavallo fra Ottocento e Novecento e rinaugurata nel 2013 dopo un imponente restauro, a cui aveva contribuito anche Benedetto XVI con una donazione personale insieme a diocesi e istituzioni italiane, è crocevia di incontro fra le fedi.

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