Chi sono i poveri che hanno pranzato con Leone XIV. «Abbiamo fame di giustizia e di una Chiesa aperta a tutti»

di Agnese Palmucci, inviata a Castel Gandolfo
Duecento persone in condizione di vulnerabilità, tra cui rifugiati, famiglie e bambini, hanno condiviso il pasto con Leone XIV al Borgo Laudato Sì. Il Pontefice: eliminiamo le cause della povertà e dell’ingiustizia
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July 11, 2026
Leone XIV al pranzo con i poveri a Castel Gandolfo / SICILIANI
Leone XIV al pranzo con i poveri a Castel Gandolfo / SICILIANI
Verso il fondo un bambino ha appoggiato il suo peluche sulla tovaglia bianca. Davanti a lui una mamma africana culla la sua bimba, che mangia un pezzo di pizza in attesa di iniziare il lungo pranzo, sotto l’ombra dei lecci del Borgo Laudato si', a Castel Gandolfo. Tra le due lunghe tavolate, decorate con cura con fiori e piante, ce n’è una tonda per dodici persone, con un posto vuoto per papa Leone XIV. Seduti ci sono già Irene, donna rifugiata nata nella Repubblica Democratica del Congo, con i suoi due figli di 5 e 7 anni, e Isabel dal Perù, studentessa universitaria rifugiata, seguita a Roma dal Centro Astalli. Poi Kondé, giovane fuggito dalla guerra civile in Sierra Leone, che due settimane fa ha conseguito il diploma del corso di formazione in pasticceria, proprio al Borgo Laudato Sì. Al tavolo del Papa c’è posto anche per altri due uomini, uno ucraino e uno italiano, assistiti dai centri Caritas di due parrocchie delle periferie romane. Un pranzo che è un «ponte» di speranza, un simbolo della possibilità di costruire «un mondo dolce e migliore di questo, spesso lacerato dalla violenza, dall’odio e dalla discriminazione», ha detto il Papa, salutando i commensali, prima di iniziare a mangiare.
Il saluto del cardinale Reina all'inizio del pranzo dei poveri con il Papa a Castel Gandolfo / SICILIANI
Il saluto del cardinale Reina all'inizio del pranzo dei poveri con il Papa a Castel Gandolfo / SICILIANI
Sono 200 le persone in condizioni di vulnerabilità originarie di molte parti del mondo, tra cui 35 bambini, che oggi per tutta la mattinata sono stati ospiti del Borgo Laudato si' per l'iniziativa “A pranzo con il Papa”, iniziata con la Messa con il rito per la Custodia del Creato e finita con il pranzo insieme a Leone XIV lungo i vialoni alberati di Villa Barberini. «Non vengo con un discorso, ma vengo con molta fame - ha scherzato Prevost -. Una fame di giustizia, una fame di carità autentica, una fame di una Chiesa che sappia davvero aprire le porte, accogliere, ricevere tutti, dove ci sia amore per tutti e dove nessuno sia nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione e il perdono, la pace».
Prima di lui, al caldo del luglio romano, sono intervenuti per un saluto e un ringraziamento il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di alta formazione Laudato si', il cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldo Reina, e il nuovo prefetto del Dicastero per il servizio della carità, il vescovo Luis Marín de San Martín. A tavola era presente anche suor Alessandra Smerilli, che Leone XIV ha da poco nominato prefetto del Dicastero per lo sviluppo umano integrale. Questa edizione dell’iniziativa con il Papa, infatti, che si è svolta per la prima volta lo scorso anno sempre al Borgo il 17 agosto, nasce dalla collaborazione tra il Centro di alta formazione, il Dicastero della Carità e la Diocesi romana, con il coinvolgimento delle realtà ecclesiali e delle associazioni che ogni giorno sono impegnate sul territorio per l’assistenza ai più bisognosi. Tra queste la Caritas diocesana, le Acli, il Centro Astalli, la Comunità di Sant’Egidio, la Famiglia vincenziana.
Il Papa al pranzo con i poveri nei giardini di Castel Gandolfo / SICILIANI
Il Papa al pranzo con i poveri nei giardini di Castel Gandolfo / SICILIANI
A tavola con il Papa, tra le amatriciane fumanti, gli arrosti di vitella e le fragole con panna, c’erano storie di sofferenza e rinascita. Mamme sole, persone migranti, anziani in condizioni di indigenza, ragazzi con disabilità, uomini e donne che stanno cercando di costruirsi una vita nuova, grazie all’aiuto di tante associazioni e parrocchie. «Sapete benissimo che il Papa ha tra i suoi titoli, tra gli altri, Pontefice, costruttore di ponti - ha proseguito Leone XIV sorridendo -. E oggi vorremmo anche costruire un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società in cui vogliamo vivere». Poi ha colto l’occasione per lanciare ancora una volta l’appello alla giustizia e all’uguaglianza. «Vogliamo vivere dove si possano eliminare le cause della povertà, dove si possano eliminare le cause dell'ingiustizia che ancora esistono nel nostro mondo. Questa è la Chiesa che vogliamo essere».
Infine il ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile lo «splendido» pranzo in unità nella diversità, perché, ha concluso, «quando siamo insieme, quando viviamo questo spirito di incontro, tutti insieme attorno alla tavola, l'unica tavola dove anche Gesù è presente con noi, stiamo davvero costruendo un mondo diverso». L’ultimo pensiero del Pontefice, prima di sedersi e dare inizio al pranzo insieme, è stato per le famiglie e per «tutti coloro che sono in difficoltà, nel dolore, affinché anch'essi possano trovare pace, perdono e riconciliazione».

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