Il Papa ai giovani dell'Iraq: «Siate testimoni della luce, per costruire un futuro di pace»

Con un videomessaggio, Leone XIV si è rivolto ai partecipanti del l'Ankawa Youth Meeting, in corso a Erbil. «Io sono con voi; la Chiesa è con voi»
Google preferred source
July 8, 2026
Il Papa ai giovani dell'Iraq: «Siate testimoni della luce, per costruire un futuro di pace»
Il Papa nel suo videomessaggio / Vatican Media
Per Prevost, costruire la pace non è un'opzione. E non solo non lo è dalla comodità di chi da lontano guarda agli scenari di guerra, ma anche per chi si trova nella condizione di «non essere in grado di controllare» la propria «situazione o le sfide che» è chiamato «ad affrontare». In un videomessaggio rivolto ai giovani riuniti ad Erbil, in Iraq, per l'Ankawa Youth Meeting, in corso da oggi all'11 luglio, il Papa lo spiega in modo limpido e paterno, ricordando loro che «io sono con voi; la Chiesa è con voi». La missione a loro affidata – tema dell'incontro di Erbil, luogo in cui un tempo i cristiani si sentivano al sicuro grazie alla presenza di un base americana, ma che è stato colpito anche nel corso delle ultime ostilità dai bombardamenti iraniani – è quella comune a tutte le comunità cristiane: «Servire il mondo condividendo la luce di Cristo e portando gli uomini e le donne alla comunione con Dio», ricorda il Pontefice. Ma «non è sempre facile essere luce nel mondo», riconosce poi, dato che «in questo momento, siete chiamati a irradiare questa luce in una situazione che è stata spesso segnata dalla guerra e dall'instabilità». Per questo, il Pontefice accompagna i giovani indicando loro tre vie per «essere la luce di Cristo in mezzo a un'oscurità che, a volte, può sembrare opprimente».
La prima è quella della testimonianza. La fede non serve a risolvere i problemi della vita, ma a riconoscere la realtà e «vivere nella verità». È vivendo radicati in Dio che gli altri potranno «vedere in voi» «il significato che anch'essi desiderano, e giungere così a condividere la stessa luce», dice il Papa. La seconda «via» suggerita è poi quella della preghiera e dei sacramenti, «specialmente la Confessione e l’Eucaristia», perché per essere testimoni di Cristo «dobbiamo imparare a conoscerlo». Infine, «radicati nella carità», anche i giovani di Erbil riusciranno ad essere «costruttori di pace». Anche difronte alle difficoltà, afferma il Pontefice, «potete sempre scegliere di lasciare che la pace di Cristo regni nei vostri cuori» e così «unire coloro che vi circondano e a infondere negli altri la speranza di un futuro segnato da una pace duratura». «Non dubitate mai della bontà di Dio e non abbiate paura del progetto che il Signore ha per la vita di ciascuno di voi», li incoraggia Prevost, «anche il profeta Geremia ha dovuto affrontare momenti difficili e testimonia che i progetti del Signore sono "progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza" (Ger 29,11)».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire