Leone XIV invia Gallagher in Ucraina: «Pregate per la pace»

Il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati sarà a Berdychiv per i 35 anni della rinascita delle strutture della Chiesa latina
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July 11, 2026
L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, assieme al presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, in Vaticano nel 2023 / SICILIANI
L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, assieme al presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, in Vaticano nel 2023 / SICILIANI
Papa Leone XIV affida all'arcivescovo Paul Richard Gallagher una nuova missione in Ucraina, nel segno della preghiera per la pace e della vicinanza a un popolo ancora ferito dalla guerra. Il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, infatti, sarà inviato speciale del Pontefice alle celebrazioni per il 35° anniversario del rinnovamento delle strutture della Chiesa cattolica di rito latino in Ucraina, in programma il 19 luglio nel Santuario nazionale della Madre di Dio del Sacro Scapolare a Berdychiv. La nomina era stata comunicata il 20 giugno, mentre oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso la lettera in latino con cui il Papa affida a Gallagher il suo mandato. Nella missione pontificia accompagneranno l’arcivescovo anche monsignor Andrzej Legowicz, segretario particolare dell’arcivescovo di Lviv, e don Pavlo Khomiak, cancelliere della diocesi di Lutsk. A chiedere la presenza di un inviato del Papa era stato il vescovo di Lutsk, Vitalij Skomarovskyi, presidente della Conferenza episcopale ucraina, a nome dei vescovi del Paese.
La lettera di Leone XIV lega la ricorrenza ecclesiale alla storia lunga e dolorosa dei cattolici latini in Ucraina. Il Pontefice richiama una lettera del 1234 di Gregorio IX al clero e ai fedeli latini residenti nel territorio dell’attuale Ucraina, ricordando una comunità posta sotto la protezione della Sede di Pietro e provata, già allora, da persecuzioni e violenze. Nei secoli successivi, scrive il Papa, sacerdoti e fedeli hanno continuato a offrire una testimonianza «strenua» di fede, soprattutto nel Novecento, quando la Chiesa cattolica nella regione subì la dura repressione del regime sovietico, che mirava a sradicarla dalla vita del popolo.
I 35 anni ricordano la ripresa della vita pubblica della Chiesa latina dopo il tempo della clandestinità e della persecuzione. Il 16 gennaio 1991 Giovanni Paolo II provvide alla ricostituzione della gerarchia cattolica in Ucraina: per il rito latino confermò l’arcidiocesi di Lviv e altre due diocesi, nominando anche i vescovi. Nel 2021, per il trentesimo anniversario, l’arcivescovo di Lviv dei latini, Mieczysław Mokrzycki, aveva sottolineato che quella memoria permetteva di ricordare sacerdoti, religiosi e laici che durante il comunismo avevano continuato il servizio pastorale e l’impegno per la Chiesa. La celebrazione di Berdychiv avrà anche un secondo significato: nel 2026 ricorre infatti il 25° anniversario del viaggio apostolico di san Giovanni Paolo II in Ucraina, compiuto nel 2001. Nella lettera Leone XIV chiede al suo inviato di presiedere la Messa nel Santuario nazionale e di portare ai presenti il saluto benevolo e la paterna vicinanza del Papa. Al centro del mandato c’è soprattutto l’invocazione della pace. Leone XIV chiede a Gallagher di affidare a Dio, nella preghiera, «tutti i fedeli vivi e defunti» di quel popolo che «soffre sommamente a causa dell’atrocità della guerra» e di invitare i partecipanti a implorare la pace «per il mondo e per le famiglie», rimanendo fedeli ai comandamenti di Dio.
Il Santuario di Berdychiv, affidato ai Carmelitani Scalzi, è uno dei luoghi mariani più cari ai cattolici ucraini di rito latino. Sorge nell’oblast di Zhytomyr, a ovest di Kyiv, ed è meta di pellegrinaggi nazionali; negli anni della guerra i fedeli vi si sono recati in modo particolare per chiedere l’intercessione di Maria per la pace. La sua storia risale al XVII secolo: il monastero fu fondato nel 1630 dal voivoda di Kyiv Yanush Tyshkevych, che donò ai religiosi un’icona della Madre di Dio della Neve, divenuta poi cuore della devozione popolare. Nel 2011 la Conferenza episcopale ucraina ha riconosciuto il santuario come nazionale.
Per Gallagher non si tratta del primo viaggio in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa su larga scala. Nel maggio 2022 il “ministro degli Esteri” vaticano si era recato nel Paese dal 18 al 22 maggio, accogliendo l’invito del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, in un viaggio che toccò Lviv e Kyiv e che aveva anche sullo sfondo il trentesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Ucraina. In quell’occasione Gallagher visitò anche Bucha, Vorzel e Irpin, luoghi simbolo delle violenze compiute contro la popolazione civile. A Kyiv, accanto a Kuleba, spiegò che la sua presenza intendeva mostrare la vicinanza della Santa Sede e di papa Francesco al popolo ucraino «alla luce dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina» e ribadì la disponibilità vaticana a favorire un autentico processo negoziale. La nuova missione di Berdychiv si colloca dunque nella continuità dell’impegno diplomatico e spirituale della Santa Sede per l’Ucraina. Non un gesto solo celebrativo, ma un segno di comunione con una Chiesa che ricorda la propria rinascita dopo la persecuzione sovietica mentre continua a vivere, insieme a tutto il Paese, la prova della guerra. Leone XIV affida la missione di Gallagher alla protezione della Vergine Maria, di san Michele arcangelo, di san Pietro apostolo e dei santi della terra ucraina.

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