Ma le chiese possono essere più belle? A Firenze una scuola per progettare gli spazi sacri
di Manlio Sodi
La Facoltà Teologica dell’Italia Centrale lancia un percorso di alta formazione per architetti, artisti e professionisti impegnati nella progettazione e all’adeguamento liturgico di chiese, cappelle e cattedrali

Quando Dante Alighieri concludeva la sua vita nel 1321, a Firenze iniziavano i primi corsi universitari offerti dallo Studium Generale istituito dalla Repubblica nel 1320. L’insegnamento teologico è rimasto sempre attivo, sia pur con alterne vicende, fin quando in tempi recenti, grazie all’opera degli arcivescovi Ermenegildo Florit e Giovanni Benelli, nel 1976 lo Studio Teologico riprese vigore, tanto che nel 1986 la Presidenza della Cei riconobbe a Firenze l’opportunità ad essere sede di un centro culturale, con l’intento di sostenere e promuovere la teologia nel territorio dell’Italia centrale, in dialogo con i saperi umanistici, artistici e scientifici che da secoli plasmano le nostre culture. Finalmente nel 1997, con il decreto Florentiae, clarissima in urbe, veniva costituita la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.
Consapevole di poter offrire proposte formative nel contesto dell’arte, valorizzando anche la propria posizione fiorentina e soprattutto in considerazione dei vari contesti legati al culto in cui la bellezza ha un ruolo determinante, ecco che si prospetta un corso particolare rivolto a tutti coloro, a cominciare dagli architetti, che operano in rapporto alla liturgia. Si tratta della Scuola di Alta Formazione in Teologia e Arti della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale che per l’anno accademico 2026/27, si propone di offrire una compiuta formazione interdisciplinare nella progettazione e all’adeguamento liturgico di chiese, cappelle e cattedrali. Prezioso e incoraggiante il patrocinio dell’Ufficio liturgico nazionale della Cei per questa iniziativa accademica.
La proposta formativa è strutturata secondo tempi e modalità in modo da facilitare la più ampia partecipazione. Il percorso propone esperienze in presenza e giornate di studio; inoltre dà diritto a 30 crediti formativi (Cfp). Come annuncia il preside della Facoltà, don Alessandro Clemenzia, si tratta di «una proposta di alto profilo per rispondere alla richiesta di competenze sempre più qualificate», attivando una compiuta formazione interdisciplinare in vista della progettazione e dell’adeguamento liturgico di chiese, cappelle e cattedrali.
Il percorso si rivolge in particolare alla preparazione di architetti, artisti e incaricati degli uffici dei Beni Culturali diocesani e di tutti gli interessati in possesso di titoli accademici in ambito architettonico, storico, artistico e teologico. Previo colloquio verrà valutata l’ammissione di studenti provenienti da altre esperienze formative. In modalità online, l’offerta accademica è strutturata in sei ore per materia, con cadenza bimensile, il venerdì pomeriggio e il sabato mattina. Si tratta di una proposta di alto profilo, unica in Italia con queste specifiche.
«Riteniamo che sia una proposta attraente e di grande attualità – dichiara l’architetto Leto – perché si rivolge a quelle figure professionali chiamate a valorizzare e a gestire il patrimonio artistico di natura religiosa, di cui il nostro Paese è straordinariamente ricco. Il riferimento è a quel variegato mondo composto da storici dell’arte, docenti, responsabili di musei, organizzatori e promotori turistici che hanno necessità di acquisire competenze multidisciplinari, fondamentali per affrontare la propria attività. Per questo abbiamo coinvolto i migliori docenti di ciascuna area. E tenendo conto dell’obbligatoria composizione dei team di progettazione dei concorsi per la progettazione di nuove chiese o adeguamenti delle cattedrali, abbiamo suddiviso la formazione nelle tre aree tematiche fondamentali - teologica, architettonica e artistica - in modo da permettere a tutte le componenti una conoscenza multidisciplinare».
«La progettazione, valorizzazione e gestione del nostro patrimonio artistico – dichiara ancora il Preside della Facoltà – richiede competenze sempre più qualificate e specializzate. Per questa ragione il nuovo percorso rappresenta uno dei fiori all’occhiello della Facoltà, consapevoli che è importante introdurre alle questioni teologiche e liturgiche fondamentali per la lettura dell’architettura e dell’arte sacra, offrendo un doveroso orizzonte ecclesiologico entro cui collocare il proprio impegno».
È con grande lucidità che Benedetto XVI nell’Esortazione Sacramentum caritatis (2007) scriveva: «Il rapporto tra mistero creduto e celebrato si manifesta in modo peculiare nel valore teologico e liturgico della bellezza. La liturgia ha un intrinseco legame con la bellezza: è veritatis splendor». Educare e formare a questa realtà è il servizio culturale che la Facoltà fiorentina intende offrire, consapevole che «la vera bellezza è l’amore di Dio che si è definitivamente a noi rivelato nel Mistero pasquale».
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