Le accuse di molestie, l'inchiesta, l'autosospensione: cosa sta succedendo con il cardinale López Romero

In seguito all'apertura di un'indagine preliminare ecclesiastica seguita alla segnalazione da parte di alcune donne adulte di presunti comportamenti inappropriati, l'arcivescovo di Rabat, in Marocco, annuncia che per ora non parteciperà a celebrazioni o attività pubbliche
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July 10, 2026
Il cardinale Cristóbal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat
Il cardinale Cristóbal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat
Il cardinale Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat, in Marocco, ha annunciato la sospensione da tutte le attività pubbliche e pastorali dopo l’apertura di un’indagine preliminare della Chiesa su accuse di comportamenti inappropriati nei confronti di donne. Lo stesso porporato ha reso nota la vicenda con un comunicato indirizzato ai fedeli della diocesi. «Sono accusato di comportamenti inappropriati verso donne adulte. Questa situazione ha portato la Chiesa ad aprire un’indagine preliminare», scrive López Romero nel testo diffuso il 6 luglio dalla diocesi di Rabat. Il cardinale spiega che l’inchiesta è attualmente affidata alle competenti istanze della Santa Sede e assicura la propria collaborazione. Per non interferire con gli accertamenti, ha deciso di «prendere le distanze» dal ministero: non presiederà celebrazioni pubbliche né parteciperà ad attività pastorali fino a nuove decisioni dell’autorità ecclesiastica.
La notizia è emersa dopo un’inchiesta dell’agenzia France Presse, ripresa da numerosi media internazionali. Secondo quanto riferito dall’AFP, almeno cinque donne avrebbero denunciato comportamenti ritenuti inappropriati da parte del cardinale. Una delle segnalazioni, visionata dall’agenzia, sarebbe stata trasmessa alla nunziatura apostolica in Marocco e descrive abbracci insistenti e prolungati, oltre a un tentativo di contatto fisico giudicato indesiderato dalla denunciante. Fonti ecclesiali citate dall’AFP hanno parlato anche di altre testimonianze analoghe.
López Romero respinge però le accuse. In dichiarazioni rilasciate all’AFP e riprese da Vatican News e Reuters, il porporato ha affermato di non avere «commesso né aggressioni, né violenze, né molestie sessuali», ribadendo la volontà di collaborare pienamente con l’indagine in corso. Nel suo messaggio alla diocesi, il cardinale riconosce lo sconcerto provocato dalla vicenda e parla delle «legittime domande» che possono nascere tra i fedeli. Per questo ha ritenuto opportuno informare subito la comunità ecclesiale, invitando alla preghiera per tutte le persone coinvolte, per la Chiesa e per sé stesso. Nel comunicato viene inoltre indicato ai fedeli il servizio di ascolto della diocesi dedicato alla prevenzione degli abusi.
Settantaquattro anni, salesiano, originario della Spagna, López Romero guida l’arcidiocesi di Rabat dal 2018 ed è stato creato cardinale da papa Francesco nel 2019. Negli ultimi anni si è distinto soprattutto per l’impegno nel dialogo interreligioso e per la sua presenza in una Chiesa di minoranza nel contesto marocchino. Dopo la morte di papa Francesco il suo nome era stato indicato da alcuni osservatori tra quelli dei cardinali considerati papabili in vista del conclave.
Al momento non risultano conclusioni sull’accaduto. L’indagine preliminare ecclesiastica è ancora in corso e dovrà chiarire la fondatezza delle accuse rivolte all’arcivescovo di Rabat.

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