Cristiani sempre più “piccolo gregge”.
Ma se stanno insieme possono guarire il mondo

Pubblicato il sussidio per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2027: preparato in Irlanda, invita le Chiese
a testimoniare il Vangelo nel servizio agli ultimi, trasformando
la marginalità in un segno di speranza Il testo propone di intronizzare la croce di san Colombano e valorizza gli scritti degli asceti e mistici protagonisti della grande stagione monastica irlandese, coinvolgendo anche i più giovani nella celebrazione
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July 11, 2026
Cristiani sempre più “piccolo gregge”.
Ma se stanno insieme possono guarire il mondo
Roma, 25 gennaio 2023. Papa Francesco presiede la celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della 56.ma Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.
Sono appena usciti i materiali per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2027. Il testo, preparato in Irlanda, si focalizza sul tema «Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno» (Luca 12,32), un versetto biblico che spalanca orizzonti di speranza e fiducia, anche nei contesti difficili. L’immagine del piccolo gregge è stata messa in evidenza sia perché i cristiani in tante parti del mondo sono una minoranza, e talora una minoranza perseguitata, sia perché anche in Irlanda, a causa della crescente secolarizzazione, il cristianesimo sta diventando marginale. Ma, secondo gli estensori del sussidio, questa realtà non deve essere fonte di scoraggiamento, anzi è occasione di purificazione e di un impegno ancora più generoso, che sente con forza quanto sia importante testimoniare con stile ecumenico, considerando sempre prioritario il servizio agli ultimi. Nell’introduzione teologica e pastorale è scritto: «Riconosciamo le nostre debolezze, i nostri limiti e la nostra vulnerabilità, e che dipendiamo totalmente da Dio, sperimentando così una grazia trasformante. Sul piano pratico, l’unità dei cristiani contribuisce anche a portare avanti un processo di guarigione a favore dell’intera società. Quando le Chiese collaborano nel servizio agli emarginati, testimoniano i valori del Regno proclamati da Gesù. In questo modo la speranza del brano di Luca 12, 32 diventa tangibile: il «piccolo gregge», pur non essendo più culturalmente dominante, si pone come segno del Regno, un Regno costruito non sul potere, ma sull’amore, la misericordia e il servizio». I curatori del sussidio propongono che, durante la liturgia ecumenica, come segno di salvezza e di speranza, venga intronizzata una croce di san Colombano. Modellata sull’immagine del sole nascente, questa croce, tipica della tradizione irlandese, presenta un cerchio in corrispondenza del suo centro, per rappresentare Cristo risorto, luce del mondo. Con una significativa attenzione a coinvolgere i più giovani, si chiede che «qualche tempo prima della celebrazione, vengano distribuite ai bambini e ai ragazzi delle copie della croce di san Colombano da colorare o dipingere. Dopo l’omelia, queste immagini della croce verranno portate in processione tra i fedeli e disposte insieme in modo da formare una grande croce, che verrà collocata in modo da essere visibile a tutti, magari in un luogo rialzato. Seguirà la lettura di un brano degli scritti di san Patrizio».  Per l’ottavario è stata preparata una serie di intense meditazioni che commentano alcuni Salmi. Le preghiere scelte hanno anche l’intento di far conoscere gli scritti di alcuni grandi santi irlandesi: san Patrizio, san Brendano il Navigatore, san Colombano, san Dallan Forgaill. Vissuti tutti agli inizi del Medioevo, sono figure statuarie: san Patrizio fu il grande evangelizzatore dell’isola, gli altri sono esponenti della ricca tradizione monastica che tanto incise nella spiritualità, nella cultura, nella storia del territorio.
I sussidi sono stati curati da un gruppo di rappresentanti delle varie tradizioni cristiane dell’Irlanda, coordinate dal Consiglio delle Chiese d’Irlanda e dalla Conferenza episcopale irlandese. Questo gruppo ecumenico locale ha collaborato con la commissione internazionale nominata congiuntamente dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese. La revisione finale dei testi è avvenuta presso il Saint Patrick’s College, a Maynooth, dal 31 agosto al 5 settembre 2025. Non è la prima volta che l’isola viene incaricata di preparare i testi per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Significativamente, lo stesso avvenne anche negli anni 1983, 1994 e 2006. In un contesto come quello irlandese, insanguinato per decenni dalle violenze del settarismo, l’ecumenismo ha rappresentato, con una fiducia mai venuta meno, la capacità di trasformare le tragedie, lo strazio e i lutti in anelito ed impegno per la pace e l’unità. Proprio come suggerisce una delle preghiere del sussidio: «Donami la fede necessaria per abbandonare le vecchie abitudini e aprire nuove strade insieme a te. Cristo dei misteri, confido in te che sei più forte di ogni tempesta che mi scuote. Mi fiderò nell’oscurità e saprò che il mio tempo, anche adesso, è nelle tue mani. Accorda il mio spirito alla musica del cielo, e fa’ che la mia obbedienza abbia valore ai tuoi occhi».

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