Il Papa ai giornalisti: «Siate voce di chi disarma i cuori dall'odio e dal fanatismo»
di Irene Funghi
Nel messaggio a firma di Parolin alla Federazione dei media cattolici francesi, l'invito a seguire l'esempio di padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016 mentre celebrava la Messa, costruttore di relazioni fraterne prive di pregiudizi. «Offrite la verità anche a chi non crede»

Tocca le ferite aperte di un mondo frammentato il messaggio del Papa a firma del cardinale Pietro Parolin, inviato ieri, mercoledì 21 gennaio, alla Federazione dei media cattolici francesi, che fino al 23 gennaio vivono a Lourdes le “Giornate di san Francesco di Sales”, quest’anno incentrate sulle sfide della tecnologia digitale, sull’uso dei social network e sulla condizione minoritaria del cattolicesimo in Francia.
In primo piano, il tema dell’«irruzione» dell’intelligenza artificiale, in risposta alla quale «tornare alle ragioni del cuore, alla centralità delle buone relazioni e alla capacità di sapersi rapportare con gli altri, senza escludere nessuno». Da qui l’urgenza di mettersi a servizio del dialogo e dell’incontro, in uno scenario di contrapposizioni sempre più forti. Dove la verità, a volte, si perde. Per questo il cardinale chiede agli operatori dei media di tornare a cercarla, per «offrirla a tutti, anche a chi non crede», scrive, «nell’amore che spiega tutto». La cifra distintiva dei cattolici sia, dunque, quella di essere «seminatori di parole buone, amplificatori delle voci di chi ricerca coraggiosamente la riconciliazione, disarmando i cuori dall’odio e dal fanatismo». Davanti alla polarizzazione del mondo, siano «antenne che captano e trasmettono le esperienze dei vulnerabili, degli emarginati, di chi è solo e ha bisogno di conoscere la gioia di sentirsi amato», afferma.
Poi l’esempio di padre Haques Hamel, servo di Dio ucciso da due giovani militanti islamici il 26 luglio 2016, mentre celebrava la Messa nella chiesa di Santo Stefano a Sanint-Étienne-du-Rouvray, presso Rouen. Un testimone, di cui è in corso la causa di beatificazione, che ha creduto nel «valore del dialogo e dell’incontro reciproco e paziente», sottolinea Parolin, e a cui i giornalisti cattolici francesi hanno intitolato un premo per chi tra loro è impegnato nella promozione della pace e del dialogo interreligioso. Padre Hamel, ha spiegato ancora Parolin, «era convinto che fosse urgente saper essere vicini agli altri, senza eccezioni». «Per conoscerci – ha continuato quindi – dobbiamo incontrarci senza lasciarci intimidire dalle differenze, pronti a metterci in discussione per ciò che siamo e per ciò in cui crediamo». Il mandato, in chiusura, è quello ad essere «artigiani di una parola che abbraccia, in una comunicazione capace di riunire ciò che è spezzato, un balsamo per le ferite dell’umanità».
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