Perché il primo voto regionale in Germania del 2026 è un allarme per due grandi partiti
di Vincenzo Savignano, Berlino
Nel Baden-Württemberg flop per i socialdemocratici della Spd e i liberali della Fdp, che stanno vivendo la più profonda crisi della loro storia. Il trionfo dei Verdi e l'affermazione dell'Afd non sono un bel segnale per Merz, cui resta solo la tenuta della Cdu

Dalla prima elezione regionale del 2026 arrivano segnali allarmanti per il governo di Berlino. Il cancelliere Friedrich Merz sta presiedendo al cancellierato di Berlino una seduta straordinaria con il Kabinett, il Consiglio dei ministri dell’esecutivo rosso-nero, qualcosa trema nelle fondamenta della politica tedesca. Nel land del Baden Württemberg i Verdi vincono nella loro roccaforte (30,2%), sul filo di lana davanti ai conservatori della Cdu (29,7%), ma la destra ultranazionalista di Afd raddoppia i suoi elettori: è il terzo partito al 18,8%.
Il risultato sorprende perché il Baden-Württemberg è sempre stato uno dei länder occidentali più ricchi, più industrializzati, che hanno fatto la storia della politica e della società della Repubblica federale tedesca, ma è uno dei länder più colpiti dalla crisi economica ed industriale che nel land sta provocando centinaia di fallimenti di piccole e medie aziende e migliaia di disoccupati. Il voto del Baden-Württemberg conferma che la crisi economica in Germania si sta trasformando anche in crisi politica e sociale. Il partito liberale della Fdp (4,5%), uscito dal Bundestag, dopo il voto anticipato del febbraio 2025, da ieri è fuori anche dal parlamento regionale di Stoccarda, non era mai accaduto. Ed è ugualmente se non più preoccupante il risultato della Spd (5,5%) solo poche centinaia di voti hanno permesso ai socialdemocratici di superare la barriera del 5%: sotto questa soglia, come prevede il sistema elettorale tedesco, non si ha diritto a seggi nel Parlamento federale (Bundestag) e i quelli regionali (Landtag).
I socialdemocratici e i liberali, le due principali anime politiche della Germania federale, stanno vivendo la più profonda crisi della loro storia, una crisi di identità e anche di valori politici. La Spd, ora al governo con i cristiano-democratici di Merz, ha approvato una serie di provvedimenti che hanno poco a che fare con i principi di equità sociale, di umanità, pacifismo, e accoglienza dei migranti che hanno sempre ispirato la socialdemocrazia tedesca: in pochi mesi sono state votate dai socialdemocratici leggi sulla riforma delle politiche migratorie, un inasprimento senza precedenti delle norme per l’approvazione delle richieste di asilo, un rafforzamento del piano di respingimenti ai confini ed espulsioni e la realizzazione di centri di detenzione per migranti e stranieri che non hanno diritto a restare in Germania.
E ancora la Spd ha approvato e sostenuto a spada tratta con il suo ministro della Difesa, Boris Pistorius, il piano di riarmo e di rafforzamento della Bundeswehr che prevede un investimento complessivo che, in questa legislatura, potrebbe superare i 500 miliardi di euro. E allo stesso tempo la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, l’ex presidente del Bundestag, Bärbel Bas (Spd) ha dato il via libera ad una serie di provvedimenti come la riforma del Bürgergeld, il reddito di cittadinanza tedesco, tagli nel welfare tedesco, ma anche la riforma delle pensioni. Tutte misure legislative e politiche che in realtà hanno poco a che fare con i principi del più importante partito socialdemocratico d’Europa. Anche l’anima liberalconservatrice tedesca è in piena crisi.
Quello che è stato spesso definito l’unico vero partito liberale d’Europa, la Fdp di Guido Westwelle e di Christian Lindner, definito nel periodo della sua ascesa politica l’Emannuel Macron di Germania, ora è fuori dalle strategie politiche della Repubblica federale tedesca. L’intero elettorato liberalconservatore può guardare solo alla Cdu di Merz, oppure ancora più a destra all’Afd. Partito votato sempre di più dai più giovani, dagli under 30, scontenti del presente e insicuri del futuro politico ed economico della Germania. Il 22 marzo si vota nel land della Renania Palatinato, dove Spd e Cdu hanno sempre lasciato le briciole agli altri partiti politici, ma Afd sta volando negli ultimi sondaggi, che danno il partito ultranazionalista tra il 18 ed il 21%, all’ultima tornata elettorale ottenne l’8,3%. Se i sondaggi il 22 marzo dovessero essere confermati dalle urne le fondamenta del governo di Berlino continueranno a tremare, ma non si possono escludere conseguenze.
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