Boom di pellegrini a Pavia. È l'effetto Leone XIV, che oggi visita la città sui passi di sant'Agostino
di Giacomo Gambassi, inviato a Pavia
Nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro la preghiera del Papa davanti alle reliquie del santo. Parlano i padri agostianiani che lo accoglieranno: «Qui padre Prevost è di casa da anni. Dopo l'elezione a Papa voleva venire subito. Ce lo ha scritto più volte per mail»

Questo pomeriggio Leone XIV sarà in Lombardia per una visita breve ma intensa, dal profondo significato spirituale e sociale. Arriverà in elicottero a Pavia e sarà accolto dal vescovo Corrado Sanguineti, poi, alle 15 raggiungerà in auto il Centro nazionale di adroterapia oncologica dove incontrerà i dirigenti, il personale medico, e i bambini in cura con i loro genitori. Alle 15.45 è atteso nel convento degli agostiniani dal priore generale dell’Ordine Joseph L. Farrell, dal priore provinciale d’Italia, Gabriele Pedicino e dal priore del convento Gianfranco Casagrande. Nel chiostro è previsto il saluto ai vescovi della Lombardia. Alle 16.15 nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, vivrà un momento di preghiera e venerazione delle reliquie di sant’Agostino a cui seguirà l’incontro con il clero. All’uscita saluterà i fedeli. Poi si sposterà in Duomo per un momento di preghiera sulle spoglie di san Siro, primo vescovo e patrono della città, per essere alle 17.30 in piazza Vittoria dove incontrerà la cittadinanza. Dalle 17 sarà possibile seguire la visita in diretta su Tv2000. Alle 18.45 il Papa salirà in elicottero per volare a Sant’Angelo Lodigiano dove, accolto dal vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti, e dal sindaco Cristiano Devecchi, si dirigerà verso la parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini per un momento di preghiera e la venerazione del cuore di santa Francesca Cabrini. Dalle 19 sarà possibile seguire nuovamente la diretta su Tv2000. Alle 19.30 è previsto il congedo del Papa e il suo ritorno in Vaticano. Il vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti, rilegge il senso della tappa lodigiana.
Non è più nella “facciata” dell’Arca che tutti conoscono con il nome del tesoro custodito al suo interno: l’Arca di sant’Agostino. L’urna con le reliquie del vescovo di Ippona ha lasciato la nicchia protetta da un’inferriata che la nascondeva alla vista ed è stata collocata nel retro del monumento funebre gotico che celebra la grandezza del santo con le scene della sua vita e che è il simbolo della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. «Così la gente può fermarsi in preghiera più comodamente», racconta l’agostiniano padre Antonio Baldoni. Scelta lungimirante quella della piccola “traslazione” che risale al 2023. Perché da quando sulla cattedra di Pietro siede un Papa «figlio di Agostino», come lui stesso si è definito, la più nota chiesa di Pavia «ha visto moltiplicarsi il numero di persone e di gruppi che vengono qui: non solo turisti attratti dalla bellezza della Basilica, ma anche pellegrini che arrivano da tutto il mondo per rendere omaggio ad Agostino», prosegue il monaco. È l’effetto Leone XIV nel luogo che da tredici secoli ospita le ossa del “dottore della grazia” originario del nord Africa che il re longobardo Liutprando aveva fatto trasferire a Pavia, all’epoca capitale del suo regno, dalla Sardegna dove il corpo era stato portato dai vescovi africani in esilio per proteggerlo dalle incursioni e dalle profanazioni.
Sabato 20 giugno il Papa sarà in città per pregare davanti alle reliquie del santo nella «casa-madre di tutti coloro che seguono la regola di Agostino e quindi che vivono la spiritualità agostiniana. Perché qui Agostino continua a vivere», spiega alla stampa padre Gianfranco Casagrande, priore della comunità a cui è affidata la Basilica. Otto monaci che Leone XIV incontrerà nel convento accanto alla chiesa, prima di entrare fra le navate in stile romanico. La visita del Pontefice inizierà alle 14.45 quando atterrerà l'elicottero papale. Poi la prima tappa nel Centro nazionale di adroterapia oncologica dove incontrerà i medici, i ricercatori e soprattutto i piccoli pazienti malati di tumore. Alle 15.45 l'arrivo nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro dove avverrà anche l’incontro con il clero e la comunità diocesana. Alle 17 il Pontefice raggiungerà il Duomo di Pavia per l’adorazione e l’omaggio al patrono san Siro. Prima di entrare, il saluto con i ragazzi della diocesi e la comunità latinoamericana per un momento di festa in piazza. Alle 17.30 Leone XIV incontrerà la cittadinanza in piazza della Vittoria e alle 18.45 è previsto il decollo dell’elicottero da Pavia verso Sant’Angelo Lodigiano.
È una presenza familiare quella di Robert Francis Prevost a Pavia. «Nei dodici anni da priore generale della nostra famiglia religiosa, Pavia è stata una meta quasi annuale per lui. Veniva per la festa della conversione di Agostino ad aprile oppure per la sua memoria liturgica a fine agosto», ripercorre padre Baldoni che per un decennio ha guidato la comunità di Pavia e ha accolto in più occasioni «padre Prevost», come continuano a chiamarlo i confratelli. Anche nel 2024 quando, da cardinale, aveva chiuso l’Anno agostiniano voluto per celebrare i 1300 anni della traslazione delle spoglie. Appena eletto Papa, padre Casagrande gli ha scritto. «Non sapevo come iniziare la mail. Di solito cominciavo con “Ciao Robert”, ma non mi sembrava il caso. Perché abbiamo un rapporto di fraternità da oltre trent’anni, anche per il periodo passato insieme in missione in Perù. Gli ho ricordato il suo legame con San Pietro in Ciel d’Oro, accennandogli alla possibilità di farvi ritorno appena possibile». E aggiunge: «Lui avrebbe voluto venire subito, ci teneva molto e me lo ha scritto più volte nelle mail che ci scambiamo spesso». Un proposito che si concretizza adesso.
«Talvolta Agostino appare come un santo di nicchia - sottolinea padre Baldoni -, un santo per studiosi o per chi si diletta di filosofia. In realtà è stato un mistico; un profeta dell’interiorità, della comunione, dell’umiltà, dell’amore alla Chiesa; e soprattutto un santo del cuore. Lo testimonia lo stesso stemma del Papa dove compare il cuore trafitto da una freccia, emblema dell’Ordine e della spiritualità agostiniana, ispirato alle parole delle Confessioni: “Hai ferito il mio cuore con il tuo amore”». Tutto in Leone XIV rimanda al dottore della Chiesa. «Il tratto agostiniano del Pontefice è evidente - fa sapere padre Baldoni -. Non solo per le citazioni che sono costanti nei suoi interventi ma per l’impostazione di fondo del magistero. Penso a tre mali che Leone XIV sta denunciando e che si ritrovano in Agostino: l’individualismo, la superbia e l’uniformità. All’indomani della sua elezione aveva indicato ai cardinali l’intento di sparire perché rimanga Cristo abbandonando ogni protagonismo. Poi la superbia che, secondo il santo, è letale. E, ancora, l’uniformità: ciascuno ha i propri talenti che vanno rispettati e valorizzati. Da qui due caratteristiche tipicamente agostiniane che vedo nel Pontefice: l’attenzione all’uomo, che significa comprenderne le potenzialità e le fragilità; e il dialogo, inteso come apertura anche ai lontani».
Per i monaci di Pavia l’arrivo del Papa è una sorta di “ritorno” a casa di un amico. «Quando ero in Perù - confida padre Casagrande - veniva spesso a trovarmi a 3.600 metri d’altitudine. E abbiamo avuto anche un incidente. Padre Prevost guidava il pulmino e, a una curva, il mezzo ha cominciato a slittare fino a fermarsi contro l’unica roccia prima del dirupo. Oggi mi piace pensare che sia stato un segno di protezione verso il futuro Papa». E padre Baldoni aggiunge: «Quando a novembre l’ho salutato durante un’udienza, mi ha detto subito: “Padre Antonio, come stai?”». A Baldoni si deve anche la musica di una delle preghiere lasciate da Agostino nelle Confessioni: “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai”. «Una composizione che il Papa conosce bene e che canta. Infatti è stata eseguita anche nella veglia di preghiera con Leone XIV a Madrid lo scorso 6 giugno davanti a 600mila giovani».
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