Giovani ebrei italiani assediati a Sofia: sotto l’hotel i cori dei naziskin

Un gruppo di adolescenti italiani, in gran parte membri della comunità romana, sfidati da alcuni energumeni con il famigerato grido «Siegh Heil». L’Ucei: «Crescendo preoccupante di episodi». Solidarietà bipartisan della politica
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August 4, 2026
Giovani ebrei italiani assediati a Sofia: sotto l’hotel i cori dei naziskin
I naziskin sotto l'albergo dei giovani ebrei italiani / ANSA
Al loro arrivo a Sofia, per l’ultima tappa del “camp” estivo in Bulgaria, si sarebbero aspettati ben altro tipo di benvenuto. Invece il gruppo di giovani ebrei italiani, in gran parte appartenenti alla comunità di Roma, ha sentito salire fino alle finestre dell’hotel l’urlo “Siegh Heil”, famigerato saluto nazista. È bastato guardare in basso (in tutti i sensi) per scorgere un pugno di energumeni vestiti di nero, naziskin bulgari che si sono sentiti in obbligo di portare il loro oltraggio agli ospiti. La polizia è intervenuta ma ci sono stati momenti di tensione, anche perché gli uomini neri hanno cercato di entrare con la forza.
Dissuasi dagli agenti, sono però tornati poco dopo, bloccando per diversi minuti l’ingresso dell’hotel. Facile immaginare la paura degli adolescenti, costretti a rimanere nelle loro stanze per evitare guai peggiori. La scena, risalente al 2 agosto, è stata immortalata in un video diffuso sui social dalla Comunià ebraica di Roma. «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti» è stata la durissima reazione di Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica romana, che ha bollato l’episodio come «ignobile provocazione».
L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime «solidarietà ai giovani ebrei italiani per l'episodio di minacce antisemite - che secondo le prime ricostruzioni dei fatti - è avvenuto al termine del campeggio estivo del Bene Akiva nei pressi di Sofia in Bulgaria. Sono episodi che continuano a ripetersi in un crescendo sempre più preoccupante». L’Ucei conclude promettendo filo da torcere: «Da parte nostra metteremo in atto tutte le possibili azioni affinché la vita ebraica in tutte le sue manifestazioni possa continuare a svolgersi in sicurezza e tranquillità per gli ebrei italiani ed europei».
Quanto accaduto solleva del resto interrogativi inquietanti: come facevano i naziskin a sapere della presenza del gruppo di adolescenti? Un mistero che sarà bene chiarire, e anche in fretta. «L’aggressione neonazista a un gruppo di giovani italiani a Sofia riempie di sdegno e di preoccupazione. Cresce in Europa il riproporsi della violenza e dell'intolleranza antisemita. Tutta la nostra solidarietà alle Comunità Ebraiche di Roma e di tutto il Paese.» fa sapere il Pd per voce dei deputati Andrea De Maria e Virginio Merola. Netta anche la presa di posizione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. «Immaginare dei ragazzi costretti a provare paura durante un viaggio, soltanto perché ebrei, suscita dolore e indignazione. Le minacce, i saluti nazisti e le grida che richiamano una delle pagine più buie della storia europea rappresentano un’offesa alla memoria, alla dignità umana e ai valori sui quali è stata costruita la nostra Europa. Di fronte al riemergere dell’antisemitismo non sono ammesse ambiguità o silenzi: le istituzioni e la società civile devono reagire con fermezza, proteggendo soprattutto le nuove generazioni dal veleno dell’odio».
L’indignazione è unanime. Ignazio La Russa, presidente del Senato, manifesta «profondo sdegno», mentre Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, parla di «episodio gravissimo e inaccettabile. L'antisemitismo, i richiami al nazismo e ogni forma di odio razziale non possono trovare alcuno spazio in Europa. Mi auguro che le autorità bulgare individuino rapidamente i responsabili e li assicurino alla giustizia». Anche Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva - Casa Riformista, esprime la sua vicinanza ai ragazzi, aggiungendo però che «la solidarietà non basta. Chiediamo alla Farnesina di attivarsi immediatamente con le autorità bulgare per garantire la sicurezza dei nostri connazionali e ottenere risposte chiare». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani non si è fatto pregare: «Condanno questo ennesimo episodio di antisemitismo, un germe che va combattuto, una forma di odio e discriminazione che va estirpata».
Marco Birolini

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