Nuove tragedie delle migrazioni ai confini dell'Ue, due naufragi nel Mediterraneo e alle Baleari
Quindici morti in un barcone alla deriva, dramma sfiorato invece nella manica: 160 migranti tratti in salvo da un'imbarcazione andata a fuoco

Mentre i "grandi" si parlano in video conferenza per discutere di come frenare le "invasioni" stile Ceuta e porre uno stop agli ingressi irregolari, chi vuole entrare in Europa continua a farlo, mettendo a rischio la vita propria e quella dei propri cari. Due i naufragi nelle ultime ore: uno proprio in quelle acque spagnole al centro della discussione europea e l'altro lungo la rotta del Mediterraneo centrale, quella che collega il Nord Africa a Lampedusa e all'Italia. Due distinte barche alla deriva, rimaste in balia delle onde, invisibili e senza soccorso. Il bilancio delle vittime alla fine, come sempre avviene in questi casi, rimane sconosciuto. E il Mediterraneo è sempre più cimitero.
Una quindicina di migranti sono stati soccorsi da una fondazione umanitaria libica in seguito ad un naufragio al largo delle coste di Tobruk, in Libia. La Fondazione umanitaria libica Al Aabereen afferma di aver fornito aiuto umanitario urgente ai migranti, tutti di nazionalità egiziana, salvati da un naufragio in mare davanti alle coste di Tobruk. Dai racconti, i sopravvissuti sarebbero rimasti per nove giorni aggrappati a un'imbarcazione, mentre al momento non si sa quante persone possano essere annegate. La Ong desume che vi siano state diverse vittime e ha anche pubblicato su Facebook i documenti di due persone i cui corpi sarebbero stati buttati in mare nel naufragio nella speranza di raggiungere la costa e i familiari. Secondo la testimonianza di un sopravvissuto al naufragio, l'imbarcazione, partita dalla costa di Tobruk, è andata in avaria ed è rimasta alla deriva in mare per nove giorni prima di essere soccorsa dalla guardia costiera e dalle forze di sicurezza di Tobruk. Stando ai racconti, i corpi senza vita erano stati gettati in mare.
Sono invece 17 i migranti morti durante la traversata verso le Baleari dopo essere rimasti alla deriva per 15 giorni su un'imbarcazione partita con 19 persone a bordo. Lo riferiscono le autorità spagnole sulla base delle testimonianze dei due sopravvissuti tratti in salvo dal Salvataggio Marittimo. Secondo il racconto dei superstiti, l'imbarcazione era salpata con 19 persone a bordo dalle coste del Nord Africa ed è rimasta alla deriva per due settimane, durante le quali sarebbero morti 17 degli occupanti, prima dell'arrivo dei soccorsi.
Il naufragio nella Manica: in salvo 160 migranti
Non si sono registrate vittime, nell'enorme operazione che ha messo in salvo circa 160 persone lungo il canale della Manica. L'operazione, condotta al largo di Boulogne-sur Mer, ha visto impegnate numerose unità di soccorso francesi e britanniche. La piccola barca carica di migranti andata a fuoco era partita lunedì dalla Francia. In un primo tempo cinque passeggeri «bisognosi di soccorso»' sono stati assistiti e riportati a Boulogne-sur-Mer nella notte tra ieri e oggi. Secondo la Préfecture maritime, le altre persone a bordo '«hanno invece rifiutato il soccorso proposto dai mezzi francesi». Questa mattina, mentre la barca si avvicinava alle acque britanniche, il motore ha preso fuoco. Secondo le autorità francesi, il numero di migranti a bordo delle imbarcazioni di fortuna non ha smesso di aumentare in questi ultimi anni, passando da 26 nel 2021 a 65 da inizio 2026. La settimana scorsa, un diciannovenne è comparso davanti alla giustizia britannica con l'accusa di aver pilotato un'imbarcazione di fortuna con 167 a bordo.
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