Renzi: «Sui migranti non inseguire Vannacci. Governo miope, servono più Europa e realismo»
Intervista al leader di Iv: gli arrivi sono usati come strumento di pressione geopolitica, ma ci vuole solidarietà. Invece Meloni già pensa alla campagna per il voto e farà la legge elettorale. «Al centrosinistra non basterà il “tutti contro Giorgia”. E il centro non serve per fare aritmetica, ma perché porta idee riformiste»

Senatore Matteo Renzi, a Ceuta abbiamo visto una delle più gravi crisi migratoria degli ultimi anni. E l’Italia ha reagito chiudendo le frontiere con la Spagna. Quale giudizio dà?
A Ceuta è avvenuto qualcosa che abbiamo già visto, se pur non in queste dimensioni: l’uso dei migranti come strumento di pressione geopolitica - risponde l’ex presidente del Consiglio, ora leader di Italia Viva-Casa riformista -. L’Europa deve combattere i trafficanti di esseri umani e presidiare i confini, ma nessun Paese può pensare di cavarsela da solo. Sospendere Schengen nel tentativo di inseguire Vannacci nel momento in cui un Paese europeo aveva bisogno di solidarietà, è stato miope e, peraltro, è completamente inutile.
Ha parlato di «opposti populismi» sul tema. A cosa si riferisce?
Mi riferisco a chi pensa che ogni problema si risolva con uno slogan. Da una parte c’è chi dice: «Nessun limite, venite tutti», come se bastasse evocare un principio morale; dall’altra chi, come Trump, Meloni, Afd in Germania, utilizza la crisi in corso per provare a fare campagna elettorale in patria. Entrambi vendono illusioni. Servono umanità, realismo, cooperazione europea e capacità di governare i fenomeni, non di cavalcarli.
Il disarmo di Hamas: si può parlare di passo avanti reale?
Difficile dirlo. Ogni passo verso il disarmo è positivo, ma purtroppo conta la verifica dei fatti. Non può senz’altro esserci pace finché Hamas controllerà Gaza. E mi auguro davvero che l’opposizione israeliana possa vincere le prossime elezioni e sostituire Netanyahu, che è un avversario di una pace giusta. Serve rilanciare una prospettiva politica per due popoli e due Stati.
Dal governo è giunto un mezzo sì ai fondi Safe, seppur confuso. Il riarmo è davvero un’opzione ineludibile, mentre l’Ue continua a non avere un inviato speciale per l’Ucraina?
Sono stato il primo a chiedere un inviato speciale per l’Ucraina. Pensai, e ancora penso, che l’arma più grande in mano all’Europa non sia un drone o un carro armato, ma la diplomazia. Tuttavia l’arsenale della diplomazia è vuoto per colpa di Bruxelles. Quanto agli investimenti in difesa: dire no a finanziamenti europei a condizioni vantaggiose è un errore oggi sul Safe, come era un errore ieri sul Mes per la sanità. La vera domanda è come utilizzare quelle risorse. Devono servire a innovazione, ricerca, tecnologia e industria della difesa europea. Internet nasce anche dagli investimenti nella difesa: investire bene significa rafforzare sicurezza e competitività.
Mattarella ha definito «intempestive» le tensioni elettorali che abbiamo registrato in queste settimane. Come valuta lo stato di salute della maggioranza?
Non stanno benissimo, litigano su tutto, vanno sotto a scrutinio segreto. Ma sono uniti dalla voglia di prendersi il Colle. E proprio vedendo la statura morale e il rigore politico di Mattarella dico che è fondamentale che il Quirinale sia la casa di un Arbitro con la A maiuscola, che ha a cuore la Costituzione e gli ultimi. Meno male che Sergio c’è.
Pensa che la legge elettorale si farà? E con o senza le preferenze e il ballottaggio?
Meloni ha paura di perdere le elezioni e per questo farà approvare la legge elettorale. Spero che introduca le preferenze e spero che nel caso il centrosinistra voti a favore.
Crede che alla fine Meloni si alleerà con Vannacci?
Vannacci è davanti a un bivio: se si allea con il centrodestra, perde la faccia. Se resta fuori, invece, Meloni perde le elezioni. In ogni caso quella coalizione non è più la “invencible armada” che non litiga su niente, come era fino a un anno fa, ma una litigiosa assemblea di condominio dove tutti odiano tutti.
Sull’economia il governo Meloni continua però, almeno stando ai dati su Pil e occupazione, a dare risultati migliori del disastro paventato nel 2022. Non dovreste ammetterlo?
Fosse vero, lo ammetterei. Ma parli con qualche suo amico: state meglio o peggio di cinque anni fa? Le famiglie continuano a fare i conti con il caro vita, la benzina pesa, la produzione industriale è negativa, le bollette crescono. Soprattutto manca una visione. I mercati forse brindano, i supermercati piangono.
Ha ribadito che il campo largo senza il centro perde. Ma passare dal “tutti contro Silvio” al “tutti contro Giorgia” non è troppo poco per presentare agli elettori una coalizione valida?
Infatti non basta. Una coalizione può nascere contro qualcuno, ma poi deve unirsi anche e soprattutto su un’idea di futuro. Il centro serve perché porta idee riformiste, non perché fa aritmetica. Se l’alternativa a Meloni è solo l’antimelonismo, Meloni vince. Se invece costruiamo un progetto credibile su lavoro, innovazione, sicurezza, scuola e sanità, allora la partita cambia. E vinciamo noi.
La natalità ha segnato nel 2025 un nuovo minimo storico. Oltre alla proposta sulla Start Tax, Italia Viva ha altre idee per favorirla?
La Start Tax nasce per fermare la fuga dei cervelli. Ogni anno perdiamo migliaia di giovani qualificati e questo impoverisce il Paese. Se i giovani restano in Italia fanno figli qui e non all’estero, certo, ma il calo delle nascite è un problema molto più complesso. Noi abbiamo introdotto l’assegno unico e proposto il congedo paritario, bocciato dal governo. E poi c’è l’ipocrisia della destra: a parole dice di difendere la famiglia, nei fatti ha aumentato l’Iva sui pannolini. Le famiglie non si aiutano con gli slogan, ma con politiche concrete. Alla Leopolda d'inizio ottobre presenteremo nuove proposte anche su questo grande tema.
Il caso Delmastro è senza fine, ora con le chat negate dal presidente della Camera, Fontana. È una brutta pagina in generale?
C’è una questione di forma. I pm hanno seguito la Costituzione, ora la maggioranza non sa come salvare Delmastro senza perdere la faccia. E una di sostanza: non servono le chat per conoscere Delmastro, basta ciò che ha fatto a Biella, al ministero e nella gestione delle carceri. Per me rappresenta un modo di fare politica cinico e senza umanità, inaccettabile anche per molti elettori di destra.
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