sabato 20 giugno 2020
I test scientifici ci dicono che l’opera è databile tra gli ultimi decenni dell’VIII e l’inizio del IX secolo. Confermando la Leggenda di Leobino
Il Volto Santo di Lucca. Svelata la sua età

Il Volto Santo di Lucca. Svelata la sua età - Archivio

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Il Volto Santo di Lucca è la più antica scultura lignea dell’occidente. A dirlo è uno studio con il metodo al carbonio-14 eseguito a Firenze nell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Cnr), commissionato dall’Opera del Duomo di Lucca in occasione del 950° anniversario della fondazione della Cattedrale lucchese. Tre campioni di legno della scultura e un frammento di tela applicata sulla superficie lignea hanno dato l’eclatante risultato: l’opera è databile tra gli ultimi decenni dell’VIII e l’inizio del IX secolo.

Fondamentale il dato del frammento di tela (770-880 d.C.) la cui tessitura di norma non precedeva molto l’applicazione sulle statue: ma anche i frammenti lignei confermano lo stesso intervallo cronologico. Questa notizia è stata data ieri nella Cattedrale di Lucca dove da secoli è esposto il venerato crocifisso.

Annamaria Giusti, consulente scientifica per le celebrazioni del 950° e già direttrice all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ha spiegato: «Per secoli molto è stato scritto sul Volto Santo ma sempre in termini di fede e religiosità. Solo nel XX secolo ha preso avvio un nutrito dibattito critico su datazione e stile. L’opinione prevalente era che si trattasse di un’opera della seconda metà del XII secolo. Non potendo poi sorvolare sul fatto che la sua esistenza è documentata in epoca più antica – il primo documento che lo cita risale al 1050 – si ipotizzava che si trattasse della seconda versione di un più antico Volto Santo, andato per qualche ragione distrutto. Finalmente la sua accertata antichità chiude l’annoso e controverso problema sull’epoca di esecuzione di quest’opera, che ora possiamo considerare la più antica scultura lignea dell’occidente arrivata fino a noi».

Il culto del grandioso crocifisso ligneo del Volto Santo (247 centimetri di altezza), si diffuse dall’alto medioevo in tutta Europa creando un flusso ininterrotto di pellegrinaggi, sulla via Francigena, e una serie di repliche tuttora visibili in tutto il continente.

Tale era la sua fama che in Inghilterra, nel 1087, il re Guglielmo II prestava solenne giuramento in nome del Volto Santo. Anche Dante lo citerà più tardi nella Divina Commedia. Considerato miracoloso, un’opera acheropita (non realizzata da mano umana), si riteneva che fosse la vera immagine di Cristo e la sua venerazione non si è mai interrotta.

L’annuncio scientifico dato ieri confermerebbe pure l’essenzialità storica della Leggenda di Leobino (narrazione scritta databile alla fine dell’anno mille basata su una possibile tradizione precedente) che, prodigioso viaggio dalla Palestina a parte, daterebbe l’arrivo a Lucca del Volto Santo nel 782.

«Per la comunità cristiana di Lucca, grazie ai pellegrinaggi lungo la Via Francigena, e per l’intera cristianità occidentale» dichiara Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, «il Volto Santo non è solo uno dei tanti crocifissi di cui è costellata la nostra Italia e la nostra Europa; è una reliquia, cioè un “ricordo vivente” del Cristo crocifisso e risorto. È un memoriale che affonda le sue origini nell’antichità, come confermato, e che ha lasciato tracce indelebili nella cultura, nella spiritualità di Lucca e dell’intero continente. Questa immagine così antica è capace di dire ancora oggi il messaggio della salvezza che viene da Gesù di Nazareth, crocifisso per amore e risorto nella potenza di Dio».





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