martedì 15 gennaio 2019
Dal 25 al 27 febbraio in Vaticano l'Assemblea dell'Accademia.
Siciliani

Siciliani

"Roboetica. Persone, macchine e salute". Sarà questo il tema della tema la prossima Assemblea generale della Pontificia accademia della Vita. Un argomento – quello della robotica e dell’intelligenza artificiale - che fino a pochi decenni fa sarebbe sembrato “fantascientifico” ma che oggi è diventato di grande attualità.

L’evento si svolgerà dal 25 al 27 febbraio 2019 in Vaticano, presso l'Aula Nuova del Sinodo, e segnerà il 25mo anniversario dell’organismo fondato da san Giovanni Paolo II. L’iniziativa, insieme alla Lettera scritta da Papa Francesco per il giubileo dell’Accademia è stata presentata questa mattina presso la Sala stampa vaticana dal presidente, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, dal cancelliere monsignor Renzo Pegoraro, da padre Paolo Benanti, docente di Teologia Morale ed Etica delle Tecnologie nella Pontificia Università Gregoriana, e da Laura Palazzani, docente di Biogiuridica e Filosofia del Diritto nella Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa), entrambi accademici della Pontificia Accademia.

“Le nanotecnologie, le biotecnologie, le tecnologie dell'informazione e le scienze cognitive dilatano in modo straordinario la nostra capacità di intervento sulla materia vivente, aprendo nuovi spazi alla nostra responsabilità – ha spiegato monsignor Paglia -. Questo vale per le terapie, ma anche per le ipotesi di potenziamento degli organismi viventi". "Quello di cui è importante rendersi conto – ha aggiunto - è che non si tratta solo di rendere più efficienti singole funzioni dell'organismo o di trasferirle su supporti artificiali; più profondamente è in gioco un nuovo rapporto con il mondo”. Infatti “nuovi dispositivi informatici si annidano con crescente pervasività in vari ambiti di realtà, incluso il nostro corpo, che si trova sempre più esposto alle dinamiche della amministrazione secondo criteri della tecno scienza”. Con il rischio di una “biopolitica” che sfoci nella “teconocrazia”.

Su questi temi, ha avvertito monsignor Paglia, occorre “partecipare alla discussione e favorire una più ampia partecipazione possibile di tutti i soggetti coinvolti, in modo che lo sviluppo e l'impiego di queste straordinarie risorse sia orientato alla promozione della dignità della persona e al bene più universale”. Di qui l’esortazione del Papa nella Lettera "ad entrare nei territori della tecnica e a percorrerli con audacia e creatività e con attento discernimento”. Il che significa “non avere risposte prefabbricate perché dedotte da una teoria astratta precostituita, ma mettersi anzitutto in attento ascolto dei fenomeni nella loro complessità e

impegnarsi in un serio lavoro di interpretazione per comprendere in che modo i nuovi ritrovati della scienza e della tecnica incidono sulla nostra umanità”. Ed elaborare quindi “criteri di valutazione che ci consentano di promuovere la dignità di ogni persona e di tutte le popolazioni che abitano il pianeta".

Monsignor Pegoraro nel suo intervento ha ricordato i recenti studi dell’Accademia sul ruolo e l’impatto della tecnologia sulla vita umana e la salute, sulla bioetica globale - in particolare nell’area materno-infantile -, sulle questioni legate alla robotica e all’intelligenza artificiale, sulle le neuroscienze e sull’ingegneria genetica. E ha spiegato che l’organismo è attualmente costituito da 151 membri: 45 ordinari, 88 corrispondenti, 14 della categoria Giovani Accademici e 4 onorari. Tra tutti loro vi sono medici, scienziati (un premio Nobel per la medicina), teologi, docenti e ricercatori nelle scienze fisiche, biologiche, naturali e scienze umane. Sono rappresentati tutti i cinque Continenti. L’Accademia, ha sottolineato il Cancelliere, ha anche un sito internet (www.academyforlife.va), ed è attiva sui social con un profilo Twitter, un canale YouTube, e Instagram.

Da parte sua padre Benanti ha osservato che “se l’orizzonte di esistenza delle persone nel prossimo futuro – in realtà già del nostro presente – è quello di una cooperazione tra intelligenza umana e intelligenza artificiale e tra agenti umani e agenti robotici autonomi” diviene allora “urgente cercare di capire in che maniera questa realtà mista, composta da agenti autonomi umani e agenti autonomi robotici, possa coesistere”. Il cuore della questione sulla gestione e lo sviluppo delle intelligenze artificiali è insomma “un ampio spazio di discernimento etico che deve tener conto dell’effetto potenzialmente dirompente di queste tecnologie legato al loro potenziale di innovazione tecnologica”.

La professoressa Palazzini infine ha anticipato come il convegno di febbraio su “Roboetica. Persone, macchine e salute” intende, nel contesto della discussione internazionale, “identificare la specificità del pensiero cattolico sull’argomento con particolare attenzione al concetto di persona ‘elettronica’ e al valore e ai limiti della autonomia e della responsabilità dell’uomo nell’era della artificializzazione del corpo e della intelligenza”.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: