venerdì 14 settembre 2018
Domani, sabato, Bergoglio sarà nel capoluogo siciliano a 25 anni dall'uccisione del beato a cui è stata intitolata la piazza dove avvenne il martirio
La croce fatta coi legni dei barconi dei migranti sta per essere innalzata (Petyx)

La croce fatta coi legni dei barconi dei migranti sta per essere innalzata (Petyx)

È raggiante l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, quando a fine mattina rientra nell’episcopio. Siamo alla vigilia dell’arrivo di papa Francesco nel capoluogo siciliano che giungerà domani 15 settembre in occasione dei 25 anni dall’uccisione di padre Pino Puglisi. E Lorefice ripete: «Finalmente ci siamo. Non vediamo l’ora di accoglierlo». Strette di mani, pacche sulle spalle e qualche selfie con alcuni dei suoi numerosi collaboratori che hanno contribuito a organizzare la visita.

Una macchina complessa da mettere a punto. Come dimostrano i numeri: almeno 80mila i fedeli in arrivo da tutta la Sicilia e da fuori regione; 650 i pullman; 40 i vescovi; 700 fra sacerdoti, diaconi e religioni; 5mila i ragazzi che attenderanno Francesco per il loro incontro alle 17.

Palermo è blindata. Per motivi di sicurezza. Transenne lungo tutte le strade che il Papa e i pellegrini toccheranno. Non sono bastate quelle che c’erano nell’isola e una parte è giunta via nave dal resto d’Italia. Chiusa da venerdì anche la Cattedrale dove Bergoglio incontrerà il clero. «Volevo pregare di fronte alla tomba di padre Puglisi ma non è stato possibile», sussurra Anna. Perché le reliquie del primo martire di mafia dichiarato beato dalla Chiesa sono proprio nel Duomo ormai off-limits. Nella piazza le bandiere bianche e gialle del Vaticano scendono dalle terrazze. Oppure compaiono all’ingresso dei negozi, compresi quelli di souvenir dove le spille con l’immagine del Papa sono accanto alle tazze ispirate al film “Il Padrino”. Ma tant’è… E la tipografia al civico 421 di via Vittorio Emanuele, di rimpetto alla chiesa seicentesca del Santissimo Salvatore, ha scelto di rendere omaggio a Francesco con una gigantografia del Papa accanto a padre Puglisi su cui spicca la scritta “Benvenuto a Palermo”. Al lato decine di magneti con il suo volto sorridente.

La casa museo di padre Puglisi

La casa museo di padre Puglisi

Brancaccio è in festa per il Papa. Anche nel quartiere che è stato il fortino della mafia e dove don Puglisi è stato ucciso da Cosa Nostra, i vessilli vaticani sono a tutte le finestre. Bergoglio arriverà sabato pomeriggio e pregherà nei luoghi di don Pino. E dalla scorsa notte la piazza in cui il beato è stato assassinato non è intitolata più soltanto ad “Anita Garibaldi” ma anche al “Beato Pino Puglisi”. La targa con il nuovo nome è stata sistemata nelle scorse ore proprio in un angolo del condominio dove abitata la famiglia Puglisi. A dare il via libera alla modifica della toponomastica è stato il Comune di Palermo anche se la targa è stata donata dal Centro Padre Nostro, il “pronto soccorso” sociale voluto dal martire per “redimere” il suo rione d’origine.

Centinaia le persone che alla vigilia della visita del Pontefice hanno visitato l’abitazione del beato che è diventata la casa-museo “Padre Puglisi”. Anche il Papa ci entrerà in silenzio. Intanto nel pomeriggio di sabato è stata inaugurata l’aula didattica sopra l’”abitazione santuario” per accogliere soprattutto i numerosi studenti che arrivano da tutta Italia. «Questi sono luoghi santi che ci invitano alla preghiera ma anche a recepire gli insegnamenti di padre Puglisi», ha spiegato il vescovo emerito di Fiesole, Luciano Giovannetti, che nelle vesti di presidente della Fondazione Giovanni Paolo II ha benedetto la nuova struttura. A tagliare il nastro uno dei fratelli di don Puglisi, Francesco, commosso per l’iniziativa.

La piazza che intitolata al beato

La piazza che intitolata al beato

Al Foro Italico, sul lungomare della città, il palco per la Messa svetta in un angolo. E lo stesso accade in piazza Politeama per l’abbraccio “giovane” a Bergoglio. Vicino alla sedia del Papa c’è già il crocifisso in legno realizzato con i resti delle barche dei migranti. E per i ragazzi la festa, che doveva iniziare oggi con un pomeriggio di testimonianze e nel dopocena con il musical su don Puglisi “L’amore salverà il mondo”, è solo rinviata: un nubifragio ha costretto ad annullare il programma.

Papa Francesco torna per la seconda volta in Sicilia dopo la tappa a Lampedusa nel 2013 all’inizio del suo pontificato. La prima tappa sarà a Piazza Armerina dove l’elicottero del Papa atterrerà alle 8.30. L’incontro con i fedeli è previsto domani alle 9 in piazza Europa. Alle 10 la partenza verso Palermo dove Bergoglio giungerà sempre in elicottero alle 10.45 nell’area del porto. Alle 11.45, al Foro Italico sul lungomare della città, la Messa nella memoria liturgica del beato Puglisi. Alle 13.30 il Papa sarà alla “Missione di speranza e carità” di fratel Biagio Conte dove pranzerà con i poveri e una rappresentanza di detenuti e migranti. Alle 15 la visita in forma privata nel quartiere Brancaccio dove il sacerdote martire è stato ucciso: prima Francesco sarà nella parrocchia di San Gaetano che ebbe come parroco don Pino e poi si fermerà nella casa-museo di Puglisi di fronte a cui il prete di strada è stato assassinato. Alle 15.30, nella Cattedrale, l’incontro con il clero, i religiosi e i seminaristi. Infine alle 17 il dialogo con i giovani in piazza Politeama. Il Papa ripartirà dall’aeroporto Punta Raisi di Palermo alle 18.30 e in poco meno di un’ora di volo sarà a Ciampino. Da qui il trasferimento in auto in Vaticano.

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