giovedì 21 marzo 2019
Dal 19 al 23 febbraio 2020 i pastori dei Paesi rivieraschi per l'Incontro di riflessione e spiritualità voluto dalla Cei. Il cardinale Bassetti: un'iniziativa dallo stile sinodale
Il comitato organizzatore e scientifico dell'Incontro "Mediterraneo, frontiera di pace" promosso dalla Cei (foto Siciliani)

Il comitato organizzatore e scientifico dell'Incontro "Mediterraneo, frontiera di pace" promosso dalla Cei (foto Siciliani)

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Prende forma l’Incontro di riflessione e di spiritualità per il Mediterraneo promosso dalla Cei che porterà a Bari i vescovi e i patriarchi cattolici dei Paesi che si affacciano sul grande mare. Ieri nella sede della Conferenza episcopale italiana in Circonvallazione Aurelia a Roma si è riunito per la prima volta il comitato scientifico e organizzatore dell’evento. Ufficializzate le date: il summit che avrà per protagonisti i pastori di tre continenti (Europa, Asia e Africa) si terrà nel capoluogo pugliese dal 19 al 23 febbraio 2020. Definito anche il titolo: «Mediterraneo, frontiera di pace».

«Sarà un’iniziativa dallo stile sinodale, di ascolto e confronto che coinvolgerà l’intera Chiesa italiana e le Chiese cattoliche rivierasche», ha spiegato il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti introducendo i lavori. «Occorre osare la pace. Se il Mediterraneo non unisce i popoli, è destinato a dividerli. Allora a farne le spese saranno i più poveri». A fare gli onori di casa il segretario generale della Cei, il vescovo Stefano Russo. «L’appuntamento del prossimo febbraio vuole essere un punto di arrivo e di partenza al tempo stesso», ha chiarito.

A presiedere il comitato è il vescovo di Acireale e vicepresidente della Cei per il Sud, Antonino Raspanti. «Dalla complessità e dalla multiformità del Mediterraneo percepiamo un appello che non sentiamo estraneo e che intendiamo accogliere nel segno della speranza per apportare un contributo peculiare», ha affermato. Al centro ci saranno i dolori e le speranze dei popoli. «Ogni questione che riguarda l’uomo è tutt’una con il Vangelo», ha aggiunto. Nell’agenda anche i flussi migratori. «Ma non sarà il solo tema. Avremo uno sguardo ampio per condividere sensibilità, ricchezze e fragilità».

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