martedì 26 giugno 2018
Il segretario generale della Cei diventa presidente dell'organismo di gestione economica che si occupa dell'amministrazione del patrimonio della Santa Sede. Bassetti: dal Papa stima e fiducia
Monsignor Nunzio Galantino (Foto archivio Siciliani)

Monsignor Nunzio Galantino (Foto archivio Siciliani)

A pochi giorni dal Concistoro in cui creerà 14 nuovi porporati papa Francesco ha fatto due importanti nomine in uffici vaticani e ha reso pubblico un provvedimento che interviene sulla struttura del collegio cardinalizio.

Innanzitutto il Pontefice ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti di età del cardinale Domenico Calcagno, 75 anni compiuti lo scorso 3 febbraio, all’incarico di presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa). Gli subentra monsignor Nunzio Galantino, 70 anni ad agosto, vescovo emerito di Cassano all’Jonio, segretario generale della Cei dal dicembre 2013.

L’Apsa è l’organismo vaticano che ha competenze sulla gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare della Santa Sede, e gran parte dei servizi amministrativi alla Curia. Ai vertici dell’Apsa Galantino troverà due ecclesiastici che hanno lavorato negli uffici dell’episcopato italiano. Dal 2015 è infatti segretario monsignor Mauro Rivella, già sottosegretario Cei, mentre dal 2016 è sottosegretario monsignor Giuseppe Russo, già responsabile del Servizio Nazionale per l’edilizia di culto.

Ai vertici dell’Apsa papa Francesco lo scorso anno ha anche cooptato, come assessore, l’argentino Gustavo O. Zanchetta, 54 anni, vescovo emerito di Oran.

La nomina di Galantino è stata accolta dal cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti come «un grande atto di stima e di fiducia da parte del Santo Padre», che gli affida «una responsabilità enorme, in un settore estremamente delicato qual è la gestione del patrimonio economico della Sede Apostolica». Bassetti ha espresso con gratitudine «apprezzamento per quanto nella sua veste di Segretario Generale ha fatto a servizio della nostra Conferenza Episcopale».

Papa Francesco ha poi nominato il nuovo Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa che subentra al domenicano francese Jean-Louis Brugues, 75 anni il prossimo novembre, arcivescovo-vescovo emerito di Angers. Gli subentra il portoghese José Tolentino Calaça de Mendonça, 53 anni a dicembre, finora Vice Rettore dell’Universidade Católica Portuguesa a Lisbona, che viene in pari tempo elevato alla sede titolare di Suava, con dignità di arcivescovo.

Tolentino, che assumerà il nuovo incarico a partire dal prossimo 1° settembre, è stato chiamato dal Pontefice a predicare gli esercizi spirituali per la Curia romana lo scorso febbraio. Apprezzato scrittore, dal 2011 è consultore del pontificio Consiglio della cultura presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi.Infine papa Francesco ha allargato il numero dei cardinali che eleggono il decano del Collegio cardinalizio, il porporato che nel Conclave presiede la Messa "pro eligendo Pontifice" e che consacra vescovo il Papa eletto nel caso non fosse ordinato.

Secondo le norme in vigore il decano viene scelto tra i cardinali dell’ordine dei vescovi, che sono sei perché hanno il titolo delle storiche diocesi suburbicarie. Attualmente essi sono Angelo Sodano (decano, 90 anni), Giovanni Battista Re (vice-decano, 84 anni), Roger Etchegaray (95 anni, rientrato in Francia), Francis Arinze (85 anni), Tarcisio Bertone (83 anni) e José Saraiva Martins (86 anni). Tutti ottuagenari e quindi impediti di entrare in un eventuale Conclave.

Con un "rescritto" che porta la data di oggi papa Francesco ha deciso di cooptare nell’ordine dei vescovi, in deroga alle norme del Codice di diritto canonico, quattro ulteriori porporati «equiparandoli in tutto ai cardinali insigniti del titolo di una Chiesa suburbicaria». I prescelti sono il Segretario di Stato Pietro Parolin, 63 anni, e tre prefetti di Congregazione: Leonardo Sandri (74 anni, Chiese Orientali), Marc Ouellet (74, Vescovi), e Fernando Filoni (72, Evangelizzazione dei Popoli). Per spiegare questa scelta, che comunque non cambia definitivamente la composizione dell’ordine dei vescovi, il Pontefice ricorda che «in questi ultimi decenni si è registrato un significativo ampliamento del Collegio dei cardinali».

Al suo interno però «mentre i membri appartenenti agli Ordini dei presbiteri e dei diaconi sono considerevolmente aumentati, il numero di quelli che fanno parte dell’Ordine dei vescovi è rimasto costante e invariato nel tempo». Di qui «la necessità di allargare l’attuale composizione dell’Ordine dei vescovi». Ora bisognerà vedere se questa decisione è propedeutica alle dimissioni del decano, e se, nella scelta del nuovo - elettiva con approvazione papale -, si seguirà la prassi (con il subentro del vice-decano), o se invece ci sarà un "salto generazionale".

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