sabato 30 settembre 2017
Si aprirà il 17 ottobre la causa di beatificazione del porporato. Parla Pellegrini vescovo di Concordia-Pordenone: un contributo provvidenziale al disgelo delle relazioni con il governo di Pechino
Evangelizzazione della Cina, al via la causa di beatificazione di Costantini

«Il cardinale Celso Costantini è stato un pioniere dell’inculturazione della fede in Cina e dopo la Prima guerra mondiale ha testimoniato tutta la sua santità, anche dal punto di vista umano, a sostegno dei sopravvissuti, fondando l’Istituto San Filippo Neri per i figli della guerra». Ecco perché la diocesi di Concordia-Pordenone ha avviato la causa di beatificazione del servo di Dio. La solenne celebrazione sarà presieduta dal vescovo, Giuseppe Pellegrini, il 17 ottobre nella Cattedrale di Concordia Sagittaria, alla presenza, tra gli altri, di 30 religiosi cinesi della Congregatio discipulorum Domini, fondata dallo stesso Costantini nel 1927.

«La sua figura e la sua opera rappresentano un contributo provvidenziale – aggiunge il vescovo – al disgelo delle relazioni tra la Cina, il governo di Pechino in particolare, e la Chiesa di Roma». Il processo diocesano di beatificazione è stato presentato ieri, insieme a monsignor Pellegrini, da monsignor Bruno Fabio Pighin, delegato episcopale per la Causa, da don Nasr Adel, il postulatore, da Carla Panizzi, presidente della Fondazione Costantini e da Pompeo Pitter, presidente dell’associazione “Amici del cardinale Costantini”. Il porporato è morto il 17 ottobre 1958. Nato il 3 aprile 1876 a Castions di Zoppola, allora in provincia di Udine, prete dal 1889, Costantini è stato parroco in diverse comunità della diocesi e nel frattempo ha praticato la scultura. Dal 1913 continua le pubblicazioni la rivista Arte cristiana, da lui fondata e diretta nei primi anni. Il sacerdote ha retto anche la parrocchia di Aquileia, nel 1920 è stato promosso amministratore apostolico di Fiume. Un anno dopo diventa vescovo. La sua avventura in Cina, inizia nel 1922, come delegato apostolico.

Dal 14 maggio al 12 giugno 1924, monsignor Costantini presiede il primo concilio plenario cinese. Due anni dopo ordina sei vescovi autoctoni. Nel 1929 fonda l’Associazione generale delle gioventù cattolica cinese. Dopo aver lasciato il lontano Paese per sottoporsi a cure mediche in Italia, viene chiamato ad operare presso Propaganda fide, l’attuale Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. È del 1941 la traduzione del Rituale romano nel cinese moderno. Nel 1953 Costantini viene creato cardinale da Pio XII. Alla morte, nel 1958, viene riportato per la sepoltura nel paese natale. «Si impegnò assiduamente per la pace nel mondo – sottolinea il vescovo Pellegrini – e per il rinnovamento della Chiesa, proponendo allo scopo la convocazione di un concilio ecumenico.

Considerata la sua figura spirituale e la crescente devozione verso di lui, questa diocesi, ottenute le necessarie condivisioni, si è costituita attore per avviare l’istruttoria diocesana della sua causa di beatificazione e di canonizzazione». Vasto e approfondito il materiale che Pighin e Adel stanno raccogliendo. Solo dalla Cina – ha riferito ieri monsignor Pighin – il prelato inviava in Vaticano due relazioni alla settimana. Almeno 12mila le missive già raccolte». E numerose sono anche le segnalazioni di possibili grazie».

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