L'oratorio, casa per tutti e scuola di relazioni autentiche

Dal catechismo al doposcuola, sono molte le proposte per scoprire l’amore di Dio e mettersi al servizio dei più piccoli. Don Bottiglieri, parroco a Giffoni: «Così aiutiamo i ragazzi a vincere la seduzione di telefoni e social media»
January 8, 2026
Don Alessandro Bottiglieri, parroco a Giffoni VallePiana (Salerno) e segretario generale dell’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia), assieme ai ragazzi impegnati nelle attività dell’oratorio
Don Alessandro Bottiglieri, parroco a Giffoni VallePiana (Salerno) e segretario generale dell’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia), assieme ai ragazzi impegnati nelle attività dell’oratorio
Riunirsi per fare i compiti, trovare chi ti spiega quel problema rompicapo che non hai capito, ma anche per fare festa. Sono alcuni motivi che fanno dell’oratorio di Giffoni Valle Piana, sui verdi monti dei Picentini, un momento importante di incontro per tanti ragazzi del paese campano. La cittadina di dodicimila abitanti poco lontano da Salerno, che da oltre cinquant’anni organizza l’importante festival del cinema per ragazzi, ha uno spazio particolare per i giovani. Il doposcuola, come anche la catechesi e i cori, sono tra le attività inserite nel programma della comunità guidata da don Alessandro Bottiglieri. “Don Ale”, segretario generale dell’Anspi (l’Associazione nazionale San Paolo Italia, che raccoglie oratori e circoli giovanili in tutto il Paese), nonché presidente regionale di Anspi Campania, è convinto che lo studio, così come la possibilità di confrontarsi e di divertirsi insieme, siano tessere importanti per la formazione personale. Nonostante la crisi demografica e lo spopolamento che colpisce vaste aree d’Italia, Giffoni raccoglie numerose giovani famiglie e le attività della parrocchia rappresentano un momento importante per la condivisione in diversi momenti dell’anno. Le chiese della Santissima Annunziata, che conserva la storica reliquia della Sacra Spina, San Giorgio e San Lorenzo, costituiscono un’unica realtà pastorale. «L’unità pastorale nel centro della cittadina fa da punto di attrazione per tante proposte. Qui il coro fa le prove, abbiamo la sede della Caritas oltre a essere occasione di riunione per vari gruppi», spiega il sacerdote. L’oratorio ospita i locali per catechismo e doposcuola. In una società che isola la persona, in una cultura dominata dal pensiero individualista e “liquido” diffuso e potenziato anche dal mondo dei social e dall’intelligenza artificiale, spazi come quelli dell’oratorio danno la possibilità di incontrarsi fisicamente, non solo virtualmente, e di confrontarsi e discutere. E danno un sostegno concreto per non affondare nell’isolamento dilagante, racconta il sacerdote. «Non è facile catturare l’attenzione dei giovani, sedotti dai telefonini e dai social media. La missione dell’oratorio in un tempo di crescente sviluppo tecnologico è far comprendere il valore delle relazioni», rimarca il parroco con il suo parlare dolce ma sicuro. Ridare valore al tempo, condividendolo con animatori e ragazzi. È questo l’orientamento del lavoro dell’équipe che da anni don Bottiglieri ha avviato per lavorare insieme. E per aiutare i giovani a essere i protagonisti dell’azione pastorale.
Presso l’unità pastorale – negli oratori Anspi, “San Lorenzo” per la scuola elementare e “Giovanni Paolo II” per la scuola media – i giovanissimi si ritrovano nel pomeriggio. I giovani del servizio civile accompagnano nello studio i ragazzi che sanno su chi contare per svolgere i compiti, un aiuto prezioso per famiglie che non potrebbero permettersi di pagare un insegnante. L’impegno di una ventina di giovani del servizio civile dura per un anno. Nel periodo scolastico seguono una dozzina di studenti. In estate i ragazzini partono per il Grest, i soggiorni organizzati per vivere un periodo spensierato e assaporare la bellezza della natura. Ma c’è anche bisogno di formazione. In questi mesi continua la preparazione degli strumenti che guidano le attività degli oratori durante l’anno. «Stiamo ultimando i materiali per il sussidio estivo 2026 che sarà presentato al parco Valmontone, a pochi chilometri da Roma, ad aprile», svela il sacerdote.
Don Alessandro è docente all’Istituto superiore di Scienze religiose “San Matteo” di Salerno e all’Istituto Teologico Salernitano, un impegno che continua grazie alla collaborazione di operatori e volontari impegnati nella formazione spirituale. «Ho sperimentato l’amore di Dio e vorrei che anche i ragazzi potessero vivere la bellezza di un amore misericordioso», racconta Emma Ventre, catechista impegnata a seguire con dedizione i ragazzi. «Stiamo usando dei video, cercando le storie giuste, esempi concreti, vicini a loro». È un modo per far scoprire ai ragazzi che esiste un amore gratuito, proponendo un cammino che porta all’attenzione ai poveri e al servizio di animazione verso i più piccoli. Ogni settimana c’è grande attesa per le attività dei laboratori creativi, come per il corso di chitarra. «Non mancano la musica e il teatro – sottolinea il segretario Anspi – . I vari linguaggi sono trasmessi per socializzare e sperimentare nuove opportunità che offrono ai ragazzi la possibilità di esprimersi attraverso l’arte». Mentre sgranocchiano le tonde nocciole tipiche di questa terra, i ragazzini si preparano al prossimo appuntamento dove sperano di continuare a divertirsi in quel luogo unico, occasione di incontro, amicizia e riflessione.

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