L’Assunta nell’Oriente siriaco: un esodo dalla terra al cielo

La tradizione siro-occidentale celebra il Transito della Madre di Dio come un passaggio pasquale: gli apostoli ne accompagnano il corpo, gli angeli la accolgono presso il Figlio
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August 15, 2026
L’Assunta nell’Oriente siriaco: un esodo dalla terra al cielo
Dormizione della Madre di Dio siriaca
La tradizione liturgica siro occidentale celebra, assieme a tutte le altre liturgie cristiane, la festa del Transito della Madre di Dio il 15 di agosto. Mentre la tradizione bizantina usa quasi esclusivamente il termine «Dormizione» per la festa odierna, la tradizione siro occidentale si serve ripetutamente nei testi liturgici di diversi termini che possono essere tradotti come «transito», «esodo», «traslazione», «sepoltura», ed infine anche in termini «salita», «migrazione al cielo». Il libri liturgici prevedono un periodo di digiuno di quattordici giorni che precede la festa, periodo che mette in parallelo questa festa della Madre di Dio con la stessa Pasqua del Signore, e la prepara con la preghiera assidua per mezzo di diversi testi che mettono in evidenza la dimensione penitenziale di questo periodo: «Concedici, Signore Dio l'aiuto che ci viene da te, affinché col digiuno, la veglia, la preghiera e l'astinenza ci prepariamo alla festa del Transito della tua Madre benedetta dalla terra al cielo…». La tradizione siro occidentale, fin dall’inizio, ha contemplato la Madre di Dio sempre inscindibilmente inserita nel mistero del Verbo di Dio incarnato, e di questo i testi della liturgia ne diventano una bella mistagogia.
La festa odierna della Madre di Dio è presentata come fonte che fa sgorgare la gioia per tutta la creazione, per gli angeli e per gli uomini: «Il transito della Madre pura e santa del nostro Salvatore rallegra gli angeli e gli abitanti della terra…; gli apostoli celebrano una sacra liturgia, e le schiere di fuoco con le anime dei giusti si avviano in processione per la sua sepoltura». La liturgia evidenzia anche in modo molto chiaro come colei che oggi muore ed è messa in un sepolcro, è veramente la Madre del Datore di vita che si incarnò nel suo grembo: «Oggi la schiera dei vigilanti ignei e spirituali con tutte le legioni degli angeli onorano il giorno del transito della vergine Maria figlia di Davide, Madre genitrice di Dio».
È importante sottolineare anche la lunga lista di titoli cristologici che la liturgia siro occidentale dà alla Madre di Dio in questa festa, messi in bocca agli uomini che la lodano dalla terra, e agli angeli che la accolgono in cielo. I primi la cantano come: «Sposa irreprensibile e madre pura ignara di nozze, sorgente di benefici e nave carica delle gioie che dai al mondo dei benefici indescrivibili...». Gli angeli in cielo ancora la lodano così: «Sei benvenuta, dimora dello Spirito Santo e camera nuziale del Re celeste; vigna fertile che ha dato il grappolo di gioia il cui vino inebria tutta la creazione, tavola di vita che offre il pane benedetto». Uno dei testi del vespro ancora facendo un'esegesi propria del testo di Mt 13,33, la canta dicendo: «Tu sei il lievito di vita mescolato alle tre misure di frumento che è il Verbo di Dio». Due immagini «vigna fertile» e «lievito di vita» che hanno anche una forte dimensione ecclesiologica.
La liturgia odierna riprende dal Protovangelo di Giacomo il tema che troviamo presente anche nelle altre liturgie cristiane, cioè l'arrivo miracoloso degli apostoli, venuti anche da paesi lontani, per la celebrazione del Transito di Maria: «Giorno benedetto in cui la Madre raggiunge il Figlio, giorno in cui gli apostoli portano il suo corpo, e la terra la congeda nella gioia. Colei che portò nel suo grembo il Signore altissimo muore come gli altri uomini…; Pietro il primo degli apostoli e che ha le chiavi del Regno porta il suo sarcofago, e Gabriele i primo degli angeli canta davanti al suo corpo». La presenza degli apostoli e degli angeli attorno al corpo di Maria ripropone anche la stessa sepoltura e l'ascensione di Cristo stesso: «Gli apostoli, venuti da paesi lontani e alcuni usciti dalle loro tombe, si radunarono per seppellire il tuo corpo prezioso… Videro i cieli aperti e gli angeli scendere per onorarti». Ed è ancora Giovanni l'evangelista che oggi nella sepoltura di Maria prende il posto che Nicodemo ebbe nella sepoltura di Cristo: «Venne Giovanni per seppellire il corpo puro della Tutta benedetta; come Nicodemo seppellì il corpo di suo Figlio, anche ora il puro e luminoso figlio del tuono seppellì il suo corpo. La schiera degli apostoli accompagnò l'anima splendente di colei che è la Madre del Figlio di Dio».
Il transito della Madre di Dio è visto e presentato quasi come una celebrazione liturgica in cui gli apostoli concelebrano attorno al letto funebre di Maria che diventa anche l’altare dove riposa il corpo della Madre di Dio: «Quando giunse il giorno in cui la tutta benedetta doveva lasciare questo mondo per quello nuovo e immortale, chiese con insistenza al suo Figlio Gesù di mandare gli apostoli che ella desiderava di vedere prima di partire; ella desiderava infatti ricevere la benedizione di coloro che erano stati testimoni di suo Figlio e strumenti dei suoi misteri». La liturgia, quindi, riesce a dare una bella immagine degli apostoli come coloro che sono testimoni della passione, della morte e della risurrezione di Cristo, e strumenti, celebranti dei Santi Misteri.
Tutta l'opera della redenzione viene riproposta nella preghiera conclusiva del vespro della festa: «Gloria al Padre che scelse Maria fra tutti i popoli e magnificò il giorno del suo transito. Adorazione al Figlio, che per la sepoltura di sua Madre radunò profeti, apostoli e patriarchi. Lode allo Spirito Santo per mezzo del quale ella raggiunse il riposo desiderato. Nel suo transito ella si diletta con il suo Figlio».

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