Il Papa in udienza: «I cristiani siano segno di unità tra i popoli»
di Agnese Palmucci, Roma
Stamattina Leone XIV, nel primo giorno di Quaresima, ha proseguito in piazza San Pietro le catechesi con una meditazione su «Il mistero della Chiesa, sacramento dell’unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano», a partire dalla Costituzione conciliare "Lumen gentium".

Nel celebrare il Mercoledì delle Ceneri, «chiediamo al Signore che ci aiuti ad accogliere con cuore aperto le grazie che ci vuole donare in questo tempo di Quaresima, - ha detto papa Leone XIV, durante l’udienza generale di oggi - affinché possano portare frutti abbondanti di salvezza per noi e per i fratelli». Stamattina, in piazza San Pietro, il Pontefice ha proseguito il ciclo di catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II, ripartendo dalle Costituzione dogmatica “Lumen Gentium” e concentrando la riflessione su «Il mistero della Chiesa, sacramento dell’unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano». Davanti a lui migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo, che il Papa ha salutato prima dell'udienza con un lungo giro in papamobile, sotto un cielo quasi primaverile.

Quando il Concilio «ha voluto descrivere la Chiesa», ha iniziato il Papa, «si è preoccupato di spiegare da dove essa tragga la sua origine». Per farlo, in "Lumen gentium", i padri conciliari hanno attinto dalle Lettere di san Paolo, riprendendo il termine «mistero». Con questa parola, ha proseguito, non hanno voluto dire «che la Chiesa è qualcosa di oscuro o di incomprensibile, come a volte comunemente si pensa quando si sente pronunciare» questo termine, bensì «esattamente il contrario». San Paolo infatti «vuole indicare una realtà che prima era nascosta e ora è stata rivelata»: è il «disegno di Dio» che intende «unificare tutte le creature grazie all’azione riconciliatrice di Gesù Cristo, azione che si è attuata nella sua morte in croce». Questo si sperimenta in modo particolare durante la Messa, dove le «diversità sono relativizzate» e «ciò che conta è trovarsi insieme perché attratti dall’Amore di Cristo, che ha abbattuto il muro di separazione tra persone e gruppi sociali».

La condizione dell’essere umano, però, è “frantumata” e complessa, ha sottolineato papa Leone XIV, anche se «la tensione verso l’unità» abita il cuore degli uomini. Proprio «in questa condizione si inserisce l’azione di Gesù Cristo», ha aggiunto, che «mediante lo Spirito Santo, vince le forze della divisione e il Divisore stesso». Dunque ritrovarsi insieme per la celebrazione eucaristica, «è vissuto come attrazione esercitata dalla croce di Cristo, che è la manifestazione suprema dell’amore di Dio». È «sentirsi convocati insieme da Dio», ha aggiunto il Pontefice, e «per questo si usa il termine "ekklesía", cioè assemblea di persone che riconoscono di essere convocate». Questa “convocazione”, che viene da Dio stesso, è una esperienza che riguarda tutti gli esseri umani e, come riporta ancora "Lumen gentium", «la Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano».


Attraverso la Chiesa “sacramento”, ha spiegato il Papa, «Dio raggiunge l’obiettivo di unire a sé le persone e di riunirle tra di loro». Ecco che il testo della Costituzione dogmatica «permette di capire il rapporto tra l’azione unificatrice della Pasqua di Gesù, che è mistero di passione, morte e risurrezione, e l’identità della Chiesa», ha continuato, e «nel contempo esso ci rende grati di appartenere alla Chiesa, corpo di Cristo risorto e unico popolo di Dio pellegrinante nella storia, che vive come presenza santificatrice in mezzo a un’umanità ancora frantumata, quale segno efficace di unità e riconciliazione tra i popoli». Da qui l’esortazione rivolta dal Pontefice ai fedeli di lingua araba, in molte zone del mondo provati dai conflitti, e in generale a tutti i credenti in Cristo. Come appello per la Quaresima che inizia, ha ricordato che «il cristiano è chiamato ad essere segno efficace di unità e riconciliazione tra i popoli».
Saluti dopo l’udienza
Salutando i fedeli di lingua polacca, papa Leone XIV ha sottolineato che il 22 febbraio «ricorre il 95° anniversario della prima apparizione di Gesù Misericordioso a Santa Faustina Kowalska», esortando a vivere la Quaresima come «un tempo di incontro con Cristo attraverso il Sacramento della Penitenza e le opere di misericordia». Rivolto ai pellegrini di lingua inglese, ha ribadito l’importanza del «dono della conversione del cuore», da chiedere al Signore nel tempo che separa dalla Pasqua. Il Pontefice, poi, ha rivolto il suo saluto a tutti i fedeli di lingua spagnola, tedesca, cinese, portoghese e italiana, presenti in piazza San Pietro.
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