Ecco come la Chiesa può combattere le azioni del demonio

Ne parla il padre domenicano ed esorcista François-Marie Dermine: «In ogni situazione dobbiamo ricordare che da soli siamo persi. Abbiamo bisogno di affidarci a Dio per essere salvati»
February 13, 2026
Ecco come la Chiesa può combattere le azioni del demonio
Il partecipante di una passata edizione del corso su esorcismi e preghiera di liberazione dell'Ateneo pontificio Regina Apostolorum / Siciliani
Il fatto è che siamo piccoli, deboli, quasi senza forze. Bisognosi di essere salvati, perché «se lasciati a noi stessi, siamo persi». A ricordarlo, in una società che spesso suggerisce il contrario, ma sempre più segnata da un’instabilità sociale e geopolitica, è il padre domenicano François-Marie Dermine, esorcista, presidente del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) e docente del corso sul ministero dell’esorcismo e preghiera di liberazione dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Nel suo racconto appare chiaro quanto possa diventare pericoloso cercare la risposta al nostro innato bisogno di salvezza lontano da Dio. Anche se la Chiesa, nota il religioso, ha tutti gli strumenti (dalla preghiera di liberazione all’esorcismo) per far fronte a tutte le manifestazioni del male.
Padre, perché alcune persone si avvicinano al demonio? E come avviene questo?
Innanzitutto, è ovvio che ogni peccato permette al diavolo di avvicinarci, di agire su di noi e di allontanarci da Dio e dal prossimo. Ci sono poi alcune vie che favoriscono la sua azione: penso alle forme di esotero-occultismo, mediante le quali l’uomo davanti alle difficoltà cessa di vivere affidandosi a Dio, alla grazia e ai sacramenti e ricorre a vie alternative, facili o che cercano di bypassare la volontà di Dio.
Quali “fastidi” può provocare?
La forma più straordinaria (e che colpisce di più) di azione diabolica è quella della possessione, dove in un certo senso perdiamo il controllo della nostra vita e anche di noi stessi, del nostro corpo e della nostra mente. Ma mai della nostra anima. Oltre alle possessioni, che non sono tanto frequenti, ci sono poi le vessazioni: il demonio, cioè, cerca di sconvolgere la nostra vita e di compromettere tutto quello che cerchiamo di costruire (fa andare male il nostro lavoro, le nostre relazioni, eccetera). Infine, ci sono le ossessioni: dei pensieri negativi che ci martellano la mente e che rischiano di distoglierci da Dio. Per resistere, bisogna sviluppare un grande spirito di preghiera e di abbandono alla volontà di Dio, senza dubitare mai del suo amore e del suo aiuto, anche se dentro di noi queste ossessioni a volte si traducono in urla o bestemmie, di cui non abbiamo nessuna responsabilità, ma che dobbiamo cercare di allontanare, non tanto con un nostro esercizio di concentrazione, ma con la preghiera e, anche qui, una forma di abbandono nei confronti di Dio. L’attacco più diffuso e più pericoloso, perché mette in pericolo la nostra salvezza, però, è la tentazione. Noi tutti siamo tentati, non sempre abbiamo bisogno di benedizioni particolari o addirittura di esorcismi, ma tutti abbiamo bisogno di essere protetti da questa azione principale, più pericolosa, più sottile del demonio.
Perché è così pericolosa?
Perché mentre non siamo responsabili di una possessione, di una vessazione o di un’ossessione, diventiamo responsabili della tentazione quando la accogliamo e commettiamo dei peccati. Ripeto, è questa la forma di azione del demonio che dobbiamo temere di più e che coinvolge tutti noi, credenti e non credenti. Tutti ci possiamo allontanare dal progetto che Dio ha nei nostri confronti.
Riguardo alle possessioni, c’è il rischio che vengano attribuite a chi ha dei disturbi mentali?
L’esorcista deve stare attento a non confondere le due cose, per cui a volte può essere utile fare ricorso al concorso di persone esperte in psicologia e psichiatria. Però, se una persona vive, al di fuori del momento dell’esorcismo, una vita normale (lavora, conduce una vita familiare possibilmente armoniosa) e non è un caso patologico, può diventare comunque vittima di un’azione del demonio di cui non ha una responsabilità diretta. In quel caso, quello che succede durante l’esorcismo di sicuro non è farina del suo sacco. Diventa pericoloso se la persona vive lontano dalla grazia e impedisce a Dio di agire in lui.
Come può accadere questo?
Il demonio è un essere più intelligente di noi e più potente fisicamente, quindi è in grado di farci reagire, durante un esorcismo, in modo negativo e farci fare delle cose che normalmente o non saremmo in grado di fare o non vorremmo fare. Una persona può urlare, perdere il contatto con la realtà, apparentemente diventare ostile nei confronti di ciò in cui appena prima di iniziare l’esorcismo diceva di credere, può cercare di colpire l’esorcista e la tentazione della bestemmia è sempre in agguato. Durante un esorcismo, in un certo senso, tutto può succedere.
La Chiesa come raggiunge e accompagna queste persone?
Prima di tutto con la predicazione, anche se bisogna puntualizzare che rischia di essere carente se trascura di curare delle catechesi su questo argomento. Dobbiamo ricordarci che la fede cristiana è un mistero di salvezza. Ma, da cosa? Dall’azione del demonio (che è principalmente la tentazione), davanti alla quale noi non abbiamo abbastanza forze per salvarci da soli. Senza questo, la fede rimane solo una bella morale. Ma è molto di più: per la nostra salvezza Dio ha mandato il suo Figlio e attraverso la Chiesa ci ha donato dei “mezzi”, come i sacramenti.
Chi subisce dei “fastidi” da parte del diavolo cosa deve fare?
Trovare un sacerdote con esperienza, che possa aiutare la persona a liberarsene con delle preghiere specifiche. Non necessariamente esorcismi, ma anche “preghiere di liberazione”, che tutti i sacerdoti e i cristiani possono utilizzare. Quando è accertata una presenza più diretta di azione del demonio, tuttavia, è meglio lasciare queste cose ad un sacerdote, che può pregare, imponendo le mani sulla persona per aiutarla. Per compiere esorcismi, invece, un prete deve aver ricevuto un mandato da un vescovo.
Conoscere questa realtà ci può aiutare ad avere una fede più matura?
Io penserei proprio di sì. Anche più concreta e quotidiana, perché in tutti i momenti della giornata il demonio cerca di distoglierci dalla volontà di Dio, per cui abbiamo bisogno di un aiuto preciso.
C’è qualche rischio?
Quello di insistere sugli aspetti straordinari, che hanno portato anche al successo di certi film dell’orrore e contribuiscono a fare cassa. L’esorcista, quando riceve delle persone, deve capire con chi ha a che fare: c’è chi è attratto da questi aspetti e chi vive nella paura, come se Dio non esistesse, non agisse e ci abbandonasse a noi stessi. Al centro dobbiamo sempre mettere il suo amore per noi, il cui segno è il Figlio, mandato per salvarci.

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