I cento volontari che si sono presi cura dell’isola santuario in mezzo alla laguna di Grado
di Mauro Ungaro
Ieri il "Barbana Day": una giornata dedicata alla sistemazione dell'area dove sorge l'antico santuario mariano raggiungibile solo con la barca. Presenta anche l'arcivescovo di Gorizia, Gampaolo Dianin

Da oltre 1500 anni il santuario mariano di Barbana, al centro della laguna di Grado e nel territorio dell’arcidiocesi di Gorizia, è meta di pellegrinaggi provenienti da tutta Europa. Le origini del culto mariano vengono fatte risalire al 582 quando, a seguito di una mareggiata, un’immagine della Madre del Signore venne ritrovata fra i rami di un olmo da due eremiti che abitavano l’isola. Da allora il flusso dei pellegrini non si è mai arrestato e l’attuale basilica ospita sulle sue pareti centinaia di ex voto che testimoniano una devozione, personale e comunitaria, tramandata di generazione in generazione. L’isola, di proprietà dell’arcidiocesi di Gorizia, è attualmente affidata alla cura pastorale di una comunità di monaci appartenenti alla Congregazione benedettina del Brasile. Essendo raggiungibile solo via mare, il santuario accoglie i fedeli soprattutto nel periodo legato alla stagione turistica delle località balneari del nord Adriatico (da marzo ad ottobre) mentre nel resto dell’anno i collegamenti dalla vicina Grado sono assicurati solo in occasione della Messa mattutina festiva.

Da alcuni anni, il Consiglio per gli affari economici del Santuario, guidato dal rettore don Sinuhe Marotta, ha avviato una serie di importanti interventi di ristrutturazione per rendere l’isola e la chiesa con l’adiacente Casa di accoglienza, sempre più accessibili, in un’ottica di sostenibilità ecologica, mettendo contemporaneamente in cantiere anche nuovi percorsi di formazione ed accompagnamento spirituale, destinati tanto a gruppi quanto a singoli. All’inizio e alla fine della stagione, viene organizzata una giornata, il “Barbana day”, dedicata alla cura e manutenzione dell’isola e delle sue strutture.
E così ieri sono stati oltre un centinaio i volontari (fra cui numerosi ragazzi) che hanno risposto all’appello e che si sono impegnati nella manutenzione del verde, nella pulizia dell’arenile e dei sentieri, nella sistemazione delle aree comuni. A portare loro il saluto e il ringraziamento è stato l’arcivescovo di Gorizia, Giampaolo Dianin, che ha espresso la gioia per questa sua prima presenza sull’isola a pochi mesi dall’ingresso in diocesi: luogo simbolico della laguna, Barbana ha una dimensione che travalica i confini diocesani o regionali, offrendosi come testimonianza concreta della fede delle popolazioni di lingua latina, slava e tedesca che dalla vicina Aquileia ricevettero il dono della fede.
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