È morto Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, voce coraggiosa della legalità

di Antonio Averaimo, Napoli
Il presule si è spento oggi, 6 gennaio 2026, all'età di 92 anni. Sempre dalla parte degli ultimi, si era opposto alle logiche della camorra. L'annuncio di Lagnese sui social; venerdì i funerali
January 6, 2026
È morto Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, voce coraggiosa della legalità
Il vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro (a destra) assieme all'arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, l'anno scorso in occasione del 91° compleanno
Contro la guerra e le mafie, dalla parte degli ultimi, in particolare dei migranti, spesso in polemica con i “potenti”. Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è morto oggi pomeriggio all’età di 92 anni. Nato a Gradisca, frazione di Sedegliano, in provincia di Udine, il suo ministero episcopale si è svolto interamente in Campania, che lui chiamava «la mia terra». Nominato vescovo di Sessa Aurunca da Giovanni Paolo II nel 1982, otto anni dopo arrivò alla guida della diocesi di Caserta. È lì che Nogaro ha vissuto per il resto della sua vita. La notizia della sua morte è stata data via Facebook dal vescovo di Caserta, Pietro Lagnese. «Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Caserta, con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrena monsignore Raffele Nogaro. Affidiamo padre Nogaro alla misericordia di Dio e ringraziamo il Signore per averlo donato a tutti noi», ha scritto Lagnese.
In entrambe le diocesi che ha guidato, la voce di Nogaro si è alzata contro la camorra – che in quegli anni sparava, faceva soldi e alimentava lo scempio ambientale poi divenuto noto come “Terra dei fuochi” – e le collusioni col mondo della politica, non risparmiando i vertici locali della Democrazia Cristiana. Sempre in prima linea per quanto riguarda l’accoglienza degli immigrati, particolarmente numerosi nel Casertano, Nogaro è stato membro della Commissione Ecclesiale per le Migrazioni, l’organismo della Cei preposto al sostegno e al coordinamento della pastorale migratoria. Definì la legge Bossi-Fini «disumana».
L’impegno per la pace è stato al centro del suo magistero sociale. Nel 2001, all’indomani del voto parlamentare che approvò l’intervento militare italiano in Afghanistan, l’allora vescovo di Caserta affermò che i cristiani devono sempre schierarsi contro la guerra e biasimò i parlamentari cattolici che si erano espressi a favore. L’episodio scatenò un duro botta e risposta tra il vescovo e il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. Dopo l’attentato alla base italiana dei carabinieri a Nassirya, in Iraq, che costò la vita a 17 militari e 2 civili, pronunciò un’omelia nella quale invitò a evitare la retorica bellica dell’eroismo. Anche in quel caso le sue dichiarazioni generarono diverse polemiche nel mondo della politica, in particolare da parte dell’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, rispedite al mittente come «ignobile strumentalizzazione». Le esequie di monsignor Nogaro saranno celebrate venerdì mattina.

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