Perché nella diocesi di Alessandria è stato mandato un visitatore apostolico

I chiarimenti della diocesi sull'arrivo del cardinale Bertello su mandato del Papa: non un processo ma un gesto di premura. Il vescovo Gallese: «Amareggiato per gossip e calunnie»
January 24, 2026
Il Duomo di Alessandria, la cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Marco
Il Duomo di Alessandria, la cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Marco
«Non è un processo. E ci aiuterà a capire se la strada è giusta». Poche parole, ma chiare, sulla situazione che sta vivendo in questi giorni la diocesi di Alessandria. A pronunciarle è Enzo Governale, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e portavoce del vescovo. Si riferiscono alla visita apostolica compiuta dal cardinale Giuseppe Bertello, inviato da papa Leone XIV per valutare lo stato della diocesi piemontese. Guidata dal novembre 2012 da monsignor Guido Gallese, all’epoca il vescovo più giovane d’Italia.
Appena diffusa la notizia della visita apostolica sono esplose sia sui social che sui media locali e nazionali illazioni pesanti sullo stile di vita del vescovo. Dall’auto elettrica lussuosa alla scelta di risiedere nell’ex convento dei frati cappuccini, Casa San Francesco, e ancora sulla gestione del Collegio Santa Chiara per gli studenti. Voci che si rincorrono anche sulla gestione economica e su quella relativa a spostamenti di sacerdoti e accorpamenti di parrocchie. Atti che avrebbero non trovato pieno gradimento. È il portavoce a fare subito chiarezza sull’auto, «acquistata non con fondi della diocesi, ma personali di monsignor Gallese». Ma il chiarimento non è stato sufficiente a fermare la deriva social che attacca Gallese proprio su questo, riproducendo foto su foto.
Sulle motivazioni della visita interviene ancora Governale: «La verità è che il vescovo, come accade di prassi, non conosce il motivo specifico della visita, che riguarda la diocesi, non la singola persona del vescovo. Se il problema fosse stato lui, e quindi se fosse stato accusato di qualcosa, sarebbe stato convocato a Roma per un colloquio privato, non si mobiliterebbe un cardinale per settimane qui da noi. Tecnicamente è un esercizio di sollecitudo omnium Ecclesiarum: la premura del Papa verso ogni Chiesa locale».
Il rapporto della Chiesa con il denaro e i beni materiale è da sempre oggetto di grande attenzione (e talvolta di incomprensione) da parte dell'opinione pubblica. «Su Casa San Francesco – chiarisce a tal proposito Governale – la partenza dei frati è stata una loro scelta interna e il vescovo ha avuto il coraggio di non lasciare quel vuoto: oggi lì la mensa dei poveri ha triplicato gli ospiti. Sul Collegio Santa Chiara, vedere studenti al posto di stanze vuote è un segno di speranza. Le operazioni sono state realizzate grazie al sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Non è quindi per generare “profitto”, ma un investimento per i giovani e per i poveri».
Il cardinale Bertello, originario del basso Canavese, diocesi di Ivrea, è arrivato ad Alessandria lo scorso 11 gennaio e ha subito iniziato una serie di incontri con sacerdoti e laici che ricoprono ruoli di responsabilità all’interno della diocesi. Ora è rientrato a Roma ed è atteso il suo ritorno a febbraio. Sulla visita apostolica c’è piena tranquillità riferisce Governale, ma sulla gogna mediatica il portavoce di Gallese riporta che «il vescovo è amareggiato che ci sia un utilizzo distorto di alcuni dati reali amplificati in puro gossip e calunnie».

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