Chi era don Crispino Valenziano, una vita per l'arte e la liturgia

di Dario Barà, Cefalù
Oggi nella sua Cefalù i funerali. Sacerdote, filosofo, teologo e liturgista si è sempre dedicato allo studio dei segni della bellezza divina nella storia
January 27, 2026
Monsignor Crispino Valenziano
Monsignor Crispino Valenziano / OSB.ORG
La Chiesa italiana piange la scomparsa, a 93 anni, di monsignor Crispino Valenziano. I funerali si sono svolti oggi nella Basilica Cattedrale di Cefalù (Palermo). Sacerdote, filosofo, teologo e liturgista è stato una figura di straordinaria importanza per la vita ecclesiale, per i beni culturali e per la liturgia. Le esequie sono state presiedute dal vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante. Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio e di stima giunti alla notizia della sua morte. La sua vita è stata interamente segnata dalla via pulchritudinis, vissuta nella liturgia, nella vita ecclesiale e nell’arte, luoghi privilegiati in cui la bellezza di Dio incontra l’umano.
Nato a Cefalù nel 1932, compì gli studi nel seminario diocesano e proseguì la sua formazione accademica tra Roma, Genova, Strasburgo e Parigi, con maestri come Maurice Nédoncelle, Michele Federico Sciacca e Claude Lévi-Strauss. Gli furono conferite tre lauree honoris causa in Sacra Liturgia, Teologia e Architettura. Ordinato presbitero nel 1954, ha incarnato la figura del sacerdote-intellettuale, uomo di preghiera e pensatore apprezzato a livello nazionale e internazionale. È stato docente ordinario di antropologia culturale presso il Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo di Roma e ha insegnato in diverse istituzioni accademiche. Del seminario di Cefalù è stato vice rettore e professore di Filosofia. Assieme al cardinale Salvatore Pappalardo fu tra i fondatori della Facoltà Teologica di Sicilia, di cui fu il primo preside.
Di rilievo il suo impegno per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici: è stato membro della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa e di quella di Archeologia sacra, oltre che consultore dell’Ufficio per le celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice. Negli anni ha seguito interventi di adeguamento liturgico in diverse chiese, coniugando tradizione e sensibilità contemporanea. Si è occupato anche di musica sacra: è stato autore di diversi testi e inni liturgici musicati da don Antonino Ortolano e da monsignor Giuseppe Liberto.
Profondo è stato il legame con la sua Cefalù, in particolare con la Cattedrale da lui studiata e valorizzata attraverso importanti lavori di restauro e iniziative culturali. La Fondazione “Accademia Via Pulchritudinis”, da lui istituita e presieduta fino alla morte, è testimonianza della convinzione profonda che bellezza e verità sono vie autentiche di umanizzazione; non un semplice centro studi, ma un laboratorio che promuove l'incontro tra culture e favorisce la reciprocità piena e inclusiva.
Sabato 24 gennaio si è svolto a Cefalù, ideato da Valenziano e dalla Fondazione, il convegno “Mediterraneo: mare di pace?” con la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che gli ha tributato la sua riconoscenza personale. Valenziano non aveva potuto parteciparvi a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. La sua eredità vive nei suoi scritti, nelle istituzioni che ha animato e in quella via pulchritudinis da lui tracciata.

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