«Trapiantato un cuore "danneggiato"»: la denuncia della mamma, la corsa verso una nuova operazione

Il 23 dicembre era stato eseguito l'intervento su un bambino di 2 anni ma l'organo non è partito: si ipotizza sia stato danneggiato durante il trasporto. Sospesi tre medici. Ora spetta all'inchiesta stabilire cosa è accaduto
February 12, 2026
«Trapiantato un cuore "danneggiato"»: la denuncia della mamma, la corsa verso una nuova operazione
Persone in attesa di ricovero al pronto soccorso dell'Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia di Napoli, Napoli 9 Novembre 2020 ANSA/CESARE ABBATE/
«Serve un nuovo cuore entro 48 ore o sarà tutto inutile», a parlare è l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Tommaso, il bimbo di due anni sottoposto a un trapianto di cuore nell'ospedale Monaldi di Napoli. Un intervento ora oggetto di una denuncia perché l'organo, proveniente da un donatore di Bolzano, sarebbe giunto in condizioni non ottimali, probabilmente "bruciato" dal ghiaccio secco durante il trasporto.
«Dopo una emorragia – fa sapere ancora Petruzzi – il piccolo era stato escluso dalla lista dei ricevitori, dove però è stato nuovamente inserito dopo avere superato la crisi. Ora è necessario che giunga quanto prima un organo». L'angoscia della famiglia cresce di ora in ora, così come i dubbi sull'intervento eseguito a Napoli. Tutto è iniziato quando il piccolo aveva solo quattro mesi e gli è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa. Nonostante questo, Tommaso ha vissuto due anni grazie a una cura farmacologica, in attesa del trapianto. Il 23 dicembre gli è stato dato un cuore nuovo che nonostante tutti gli sforzi del personale sanitario non è ripartito e da allora il piccolo è in coma farmacologico. Il tempo stringe, ma Patrizia, la mamma del bimbo, cerca di non perdere la speranza: «Più ore trascorrono e peggio mi sento, perché i medici mi hanno detto che le speranze diventano sempre di meno. E infatti lo vedo anche dal viso di mio figlio». La donna, madre di altri due figli (una bimba di 6 anni e un ragazzino di 12), è stata autorizzata a poter rimanere sempre al fianco del figlio dalla direttrice generale dell'Azienda. 
Sarà l'indagine già aperta dalla Procura di Napoli a chiarire se e dove ci sono stati degli errori, mentre a questa inchiesta si è aggiunta nelle ultime ore anche quella di Bolzano, dove è stato effettuato l'espianto. Gli inquirenti non escludono che, una volta acquisita tutta la documentazione, sia necessario il vaglio di specifici consulenti in grado di poter valutare se tutte le procedure, dall'espianto e il confezionamento, a Bolzano, al trasporto e fino al trapianto siano state eseguite secondo i protocolli. Nella denuncia presentata dai genitori si ipotizza che l'organo sia stato conservato in maniera scorretta, forse a causa di una eccessiva quantità di ghiaccio, che ne avrebbe congelato alcune parti rendendolo inadatto al trapianto. Intervento che comunque non poteva non essere eseguito in quanto il piccolo era già stato predisposto. A breve potrebbero anche esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati con i reati ipotizzati dalla procura di Napoli di lesioni colpose e omissioni di atti d'ufficio.
Intanto sono stati sospesi il primario di cardiochirurgia, il suo assistente e la direttrice della cardiochirurgia e dei trapianti. Misure che – sostiene in una nota l'Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Monaldi – sono solo frutto dello stop temporaneo dei trapianti pediatrici, e quindi non avrebbero valenza disciplinare: «Sono provvedimenti necessari esclusivamente legati a esigenze organizzative connesse alla temporanea interruzione del percorso. Sarà l'autorità giudiziaria a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità, valutando i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato la vicenda». Per ironia della sorte, al centro di questa vicenda c'è proprio quell'ospedale di Napoli in cui nel 1988 il professor Maurizio Cotrufo effettuò il primo trapianto di cuore nel Centro-Sud.

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