Europa, pace, lavoro: confronto Tajani-Mcl

di Redazione romana
Il presidente Alfonso Luzzi: le sedi Mcl riferimento fondamentale per la vita sociale del territorio
February 12, 2026
Europa, pace, lavoro: confronto Tajani-Mcl
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il presidente del Mcl Alfonso Luzzi durante l’inaugurazione della nuova sede MCL di Roma
Un "faccia a faccia" su Europa, pace, lavoro. Da una parte il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dall'altra il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Alfonso Luzzi. Occasione: l'inaugurazione della nuova sede di Roma del Mcl. Il ministro da sempre vicino al Movimento ha visitato la struttura nel cuore di Roma. Luzzi si è soffermato sulla crescita del Mcl. Sull'impegno dei 1.250 dipendenti presenti in tutta Italia e nel mondo (e ieri collegati via web) con la sede di Roma. Sull' «opera instancabile di oltre 2.000 volontari e degli 800 circoli, non solo un presidio territoriale, ma veri e propri spazi di socialità e comunità». Luzzi parla di lavoro. E del ruolo del Movimento. «In molte piccole città e nelle realtà montane, le sedi MCL costituiscono un punto di riferimento fondamentale per la vita sociale del territorio... Sono la nostra linfa vitale in tanti contesti la vita delle comunità passa anche da qui. Un contributo significativo è dato anche dagli 800 giovani impegnati nel servizio civile all'interno delle sedi MCL, così come dai dirigenti presenti, che svolgono il loro ruolo a titolo completamente volontario». Il vero confronto tra il Mcl e Tajani è stato su Europa e pace. Luzzi è netto: «Viviamo in un ordine mondiale che fino a poco tempo fa vedeva negli Stati Uniti e nell'Europa i principali punti di riferimento. Oggi l'Europa è chiamata ad assumere un ruolo diverso, più forte e più consapevole. Alla vigilia del Consiglio Europeo, nel quale si discuterà di questioni cruciali per il futuro dell'Unione, riteniamo fondamentale condividere una visione di Europa popolare, radicata nell'insegnamento e nell'eredità dei padri fondatori come Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA