"Risò" a Vercelli, dove ogni chicco racconta una storia

Dall’11 al 13 settembre torna la manifestazione che trasforma la città piemontese e i Borghi delle Vie d’Acqua in una suggestiva destinazione da scoprire in maniera inusuale
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September 3, 2026
"Risò" a Vercelli, dove ogni chicco racconta una storia
Le risaie davanti al principato di Lucedio, in provincia di Vercelli © Ansa - Jessica Pasqualon
C’è un modo particolare di arrivare a Vercelli e coglierne l’identità più profonda: seguire il filo d’acqua che attraversa la pianura e conduce alle risaie che la circondano. Qui il riso non è soltanto una coltura, né semplicemente uno degli ingredienti più familiari della cucina italiana. È un paesaggio, una storia, un’economia, una cultura. È il segno lasciato nei secoli dall’incontro fra acqua, terra e lavoro dell’uomo. Il Piemonte è storicamente la principale regione risicola italiana: circa 114 mila ettari sono coltivati a riso e ben 71 mila si trovano nella provincia di Vercelli. Numeri che raccontano un territorio, ma non solo. Perché dietro ogni chicco ci sono cascine e canali, antichi mulini, tecniche agricole, varietà custodite e selezionate, paesaggi che cambiano con le stagioni. E c’è una memoria del lavoro che ha nelle mondine una delle sue figure più emblematiche.
Proprio da questo legame nasce "Risò", il Festival internazionale del Riso che dall’11 al 13 settembre torna per la seconda edizione, trasformando Vercelli e i Borghi delle Vie d’Acqua in una suggestiva destinazione da scoprire. Il cuore della manifestazione sarà il Village di piazza Antico Ospedale, con padiglioni dedicati alla filiera, ai produttori e alla gastronomia. Ma il festival è soprattutto un invito ad attraversare le Terre d’Acqua. I sette tour organizzati da Lab Travel conducono tra risaie, cascine, mulini, castelli, monasteri, musei e luoghi legati alla cultura dell’acqua: itinerari dove il prodotto agricolo diventa esperienza e il paesaggio si fa racconto.
Quest’anno tre anniversari diventano altrettante chiavi di lettura: i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative da parte delle mondine e gli 80 anni della selezione del riso Arborio. Tre date per entrare nella storia di un territorio dove l’acqua ha significato sviluppo, il lavoro ha prodotto diritti e la ricerca ha trasformato una coltura antica. Non mancherà il gusto: nel Padiglione Food, il riso sarà interpretato dalla ristorazione vercellese in risotti, arancini, pizze, dolci e gelati. Domenica 13 settembre, al Padiglione Produttori, spazio alla finale del Trofeo d’la Panissa, piatto simbolo della tradizione locale, con lo chef pâtissier Ernst Knam come ospite d’eccezione. Il programma si allarga poi alla città con RisòFF: mostre, performance, installazioni e appuntamenti nei Borghi delle Vie d’Acqua. Vercelli, insomma, si lascia scoprire come una città e un territorio che hanno nel riso la propria chiave di lettura. Appuntamento a "Risò" per cominciare il viaggio (informazioni e programma sul sito festivaldelriso.it).

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