Le voci dietro le sbarre, in mostra scene di speranza
La Caritas di Potenza, assieme all'Istituto penale per i minorenni e ai Servizi sociali del capoluogo, propone la rassegna fotografica “Con i nostri occhi”

Scorci di vita, urla trasformate in poesia, fragilità spogliate di ogni difesa ma anche raggi di speranza oltre le sbarre del carcere, a cementare una voglia disperata di ricominciare. Sono tante le suggestioni in foto, lettere, disegni, nati dalla domanda senza filtri “Riuscite a vedere quello che vediamo noi?”, che ha accompagnato la presentazione della mostra fotografica “Con i nostri occhi”, allestita nel Centro Caritas "A Casa di Leo", nel quartiere Bucaletto, a Potenza.
L’iniziativa, promossa dalla Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, assieme all’Istituto penale per i minorenni (Ipm) e all’Ufficio Servizi sociali minorenni (Ussm) del capoluogo, si inserisce nel progetto nazionale "Jobel". Un cammino, spiega una nota della Caritas, reso possibile dal lavoro appassionato di Giorgia Russo e Irene Morlino, con la luce degli scatti di Andrea Mattiacci, i testi di Dino De Angelis e la veste grafica di Giovanni Langerame. «Attraverso la scrittura, la lettura e la pittura, i ragazzi dell’Ipm hanno ribaltato ogni prospettiva, trasformando il silenzio e l'errore in un linguaggio universale».
Siamo abituati a guardare questi ragazzi attraverso il reato commesso, dice il vicario episcopale, don Antonio Savone. «Più raramente – aggiunge - lasciamo che siano loro a guardare il mondo e a raccontarci ciò che vedono. Questa mostra offre loro la possibilità di dirsi senza essere spiegati da qualcun altro, facendo ricomparire dietro l'etichetta un ragazzo con le sue responsabilità, ma anche con desideri e speranze che nessuna sentenza può contenere. Il momento più forte è stato l'ascolto di uno di loro che, grazie a Jobel, svolge volontariato in Caritas e ha scelto di iscriversi all'università. Ci ha ricordato quanto pesino i pregiudizi: quando gli altri ti guardano solo attraverso il tuo errore, finisci per far diventare quel pregiudizio il nemico più difficile da vincere dentro te stesso».L'






Un appello alla comunità cittadina è stato espresso dalla direttrice della Caritas diocesana, Marina Buoncristiano: «Questa mostra non è solo una sequenza di immagini, ma una vera e propria crepa salutare e dirompente nel muro dei pregiudizi. Guardare negli occhi questi ragazzi significa risvegliare le coscienze assopite di una società troppo spesso miope. Come Caritas avvertiamo il dovere morale e il privilegio immenso di camminare al loro fianco: l'errore commesso non può e non deve mai essere la parola fine, ma l'inizio audace di una storia completamente nuova».
Dal canto suo, lo Stato vuol fare la sua parte. Per il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, «il terzo comma dell'Articolo 27 della Costituzione rappresenta il baluardo di un Paese civile: la pena deve tendere alla rieducazione, alla dignità e alla possibilità di riscatto. In questa mostra, con i ragazzi dell'Ipm di Potenza, quel principio fondamentale prende vita. Le istituzioni hanno il dovere di essere presenti e di accompagnare percorsi capaci di restituire un futuro a questi giovani». La mostra "Con i nostri occhi" è liberamente fruibile nel Centro Caritas “A Casa di Leo” (quartiere Bucaletto, Potenza) fino al 13 settembre (dal lunedì al venerdì, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





