Manipolare i dati economici, spaventare con i migranti: sveliamo il gioco sporco del Cremlino

La guerra ibrida di Mosca all'Europa non è una novità recente, anzi. C'è da sempre, anche da prima del conflitto in Ucraina. L'obiettivo è uno solo: seminare sfiducia nelle democrazie del Vecchio Continente, attraverso la diffusione di notizie e di dati falsi. Nel mirino della rete di sabotaggi ci sono innanzitutto le elezioni dei singoli Paesi
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September 3, 2026
Manipolare i dati economici, spaventare con i migranti: sveliamo il gioco sporco del Cremlino
Dalla propaganda ai sabotaggi, dalle campagne di disinformazione ad alleati strumentali che, forse a loro insaputa, fanno il gioco del Cremlino. Se si dovesse descrivere la guerra ibrida russa, allora andrebbe metaforicamente paragonata a una piovra, meno prosaicamente a un sistema olistico di azioni per colpire il nemico senza che questo se ne accorga. Per questo aver assegnato alla Russia la paternità dell’attacco di droni a Lipsia è una novità importante.
Fino a questo momento, la guerra ibrida russa era stata caratterizzata da due componenti. La prima era rappresentata dalla atemporalità. Una guerra convenzionale inizia e finisce. La guerra ibrida no, è perpetua. Pensiamo, per esempio, alle operazioni di propaganda. La guerra in Ucraina è iniziata il 24 febbraio del 2022, ma la disinformazione russa ha iniziato a colpire in modo strutturale e organizzato ben prima. Report ufficiali hanno ormai accertato che le campagne di disinformazione e di orientamento dell’opinione pubblica hanno avuto un ruolo determinante sia nella vittoria del leave al referendum sulla Brexit sia nel trionfo di Donald Trump nel 2016.
Le tattiche di manipolazione dell’elettorato da quel momento si sono affinate. Non si usano più solo gli appuntamenti elettorali per influenzare il comportamento al seggio, ma anche i grandi temi internazionali. Ne possiamo individuare soprattutto due, ma la scelta sta diventando progressivamente ampia. Il primo è caratterizzato dalla selezione dei dati economici, opportunamente manipolati per rendere una situazione di crisi ancora più delicata di quanto non sia in realtà. In questo momento, per esempio, sui social è molto attivo il dibattito sui prezzi della benzina, falsamente legato agli attacchi alle raffinerie russe e non alla crisi sullo Stretto di Hormuz che ha impattato in modo importante sulle quotazioni.
Il secondo è l’arma in questo momento più potente di tutte, ossia quella dei migranti. In Polonia, Ungheria, ma anche in Italia e in Germania, si sono diffuse narrazioni fallaci che vogliono i migranti portatori di malattie e un peso per il sistema sociale a scapito delle relative popolazioni. A queste corrispondono, soprattutto dalle forze politiche spiccatamente sovraniste, attacchi all’Unione Europea e a una politica sui migranti che svantaggerebbe i Paesi di primo approdo, fra cui l’Italia. È interessante notare come in Italia il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, cavalchi entrambe le narrazioni con grande disinvoltura e, anzi, ne abbia fatto la bandiera del suo movimento, tanto che il Financial Times, riprendendo un’analisi dell’European Council on Foreign Relations, lo ha definito «cavallo di Troia» dell'influenza russa in Italia.
È lecito dunque pensare che da qui in avanti l’intervento di Mosca nelle consultazioni elettorali sarà sempre più invasivo. Una prima prova potrebbe essere stato il referendum in Islanda che ha visto prevalere per un soffio il no all’adesione all’Ue. Ma il 2027 sarà un anno di banchi di prova a partire dalle elezioni presidenziali in Francia, dove il candidato socialista, Raphaël Glucksmann, ha già annunciato ingerenze del Cremlino nella campagna elettorale.
Nel frattempo, l’Orso russo lavora ai fianchi, con gli altri modi in cui la guerra ibrida può esprimersi. Nei prossimi mesi, dobbiamo aspettarci nuovi attacchi alle infrastrutture civili, dove Mosca rinnegherà il suo intervento anche davanti all’evidenza come sta facendo ora. Nel mirino del Cremlino ci sono aeroporti, reti ferroviarie, centri logistici, cavi sottomarini, tutte infrastrutture che impattano in modo diretto sulla nostra quotidianità e il cui danneggiamento può suscitare un senso di insicurezza e angoscia. L’obiettivo è generare nella popolazione un senso di sfiducia nei confronti dell’Unione Europea.

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