Rimesse dei migranti, dall’Italia 8,6 miliardi alle famiglie d’origine

Banca d'Italia: «Nel 2025 registrato un aumento del 3,9%». Bangladesh primo destinatario, India in crescita. In calo i trasferimenti verso l'Africa subsahariana
April 10, 2026
Migranti afghani radunati accanto a un veicolo pronti a tornare nelle proprie case vicino al confine tra Afghanistan e Iran, nel distretto di Zendeh Jan a Herat
Migranti afghani radunati accanto a un veicolo pronti a tornare nelle proprie case vicino al confine tra Afghanistan e Iran, nel distretto di Zendeh Jan a Herat / AFP
Soldi che partono dall’Italia e arrivano lontano, spesso per sostenere famiglie, pagare studi, affrontare spese quotidiane. Nel 2025 le rimesse degli immigrati hanno raggiunto gli 8,6 miliardi di euro: in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente, secondo i dati della Banca d'Italia.
La crescita non è uniforme. A muoversi di più sono i flussi verso l’Asia, che aumentano di 392 milioni (+11,5%). Salgono anche quelli diretti al Nord Africa e al Vicino Oriente (+6,4%). In direzione opposta vanno invece le rimesse verso l’Africa subsahariana (-8,2%) e verso i Paesi dell’Unione europea (-6,4%).
Il Bangladesh resta di gran lunga il primo Paese destinatario: quasi un euro su cinque finisce lì (19,6%). Subito dopo c’è l’India, al 6,9%, che in un anno ha guadagnato diverse posizioni. Più indietro Marocco (6,7%) e Filippine.
Colpisce anche un altro dato: comunità numerose in Italia come romeni, ucraini e albanesi, pur essendo tra le più presenti sul territorio, si collocano più indietro nella classifica delle rimesse verso l’estero.
Non è un dettaglio: una parte consistente dell’aumento complessivo è legata proprio ai trasferimenti verso il Bangladesh, in particolare da Roma e Napoli. Sul territorio, gli incrementi più evidenti si registrano in Campania e nel Lazio. Rimane invece stabile il peso delle Regioni da cui partono più rimesse: Lombardia (21,7%), Lazio (16,2%) ed Emilia-Romagna (9,4%).
Nel finale d’anno il ritmo resta positivo: nel quarto trimestre i flussi crescono del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, confermando una dinamica positiva dopo la flessione registrata nel 2023.
Resta invece marginale la posizione della Cina, oggi lontana dai primi posti nonostante la rilevanza della comunità. In passato i flussi risultavano più elevati anche perché includevano componenti diverse dalle rimesse in senso stretto, come transazioni commerciali o movimenti legati all’attività d’impresa. Le modifiche nelle modalità di rilevazione e nei canali di trasferimento hanno contribuito a ridimensionare questi valori nelle statistiche ufficiali.
Nel complesso, i dati indicano una crescita moderata e uno spostamento dei flussi soprattutto verso l’Asia, con una concentrazione significativa su pochi Paesi destinatari. Resta un fenomeno che accompagna la vita quotidiana di molte famiglie, qui e nei Paesi di origine.

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