Religione a scuola, un’Ora di domande. «Aperti al mondo con i nostri studenti»
Da oggi a Roma il Meeting nazionale degli insegnanti (sabato l’udienza del Papa) metterà a confronto percorsi educativi e didattici innovativi. In arrivo la newsletter di Avvenire per i docenti

Spesso sono le domande il vero motore delle lezioni di religione: il terzo Meeting nazionale degli insegnanti di religione – da oggi a sabato a Roma – ne scorrerà a non finire, “pescando” anche dalle innumerevoli esperienze sul campo. Come quella degli alunni di Marco Vino, insegnante di 39 anni dell’Isi “Marconi” di Piacenza – un istituto tecnico professionale – che hanno iniziato a farle anche all’Intelligenza artificiale: «Ho diviso la classe in gruppi e assegnato a ciascuno un’opera d’arte sui patriarchi, dal “Sacrificio di Isacco” di Caravaggio al “Sogno di Giacobbe” di Chagall, e così via – racconta –. Avevano cinque domande da poter rivolgere a Google Gemini, non una di più. Io non avevo spiegato nulla: le informazioni avrebbero dovuto raccoglierle loro, per poi confrontarsi col resto della classe». La lezione di religione si è trasformata così anche in una riflessione sull’uso dell’Intelligenza artificiale e sull’importanza della verifica delle fonti, perché affidarsi alla prima risposta apparsa sullo schermo può rivelarsi un azzardo. Ma, soprattutto, si è lavorato sull’importanza della parola, sul fare le domande giuste. E i ragazzi, di domande, ne hanno a quintali: «L’altro giorno – riprende Vino – hanno iniziato una discussione sulle relazioni tra persone di religioni diverse. La nostra è una realtà multiculturale, eppure non sono così comuni le coppie formate da una persona cattolica e una musulmana. Così si sono messi a chiedere, e a chiedermi: perché? Ne è uscita una lezione molto interessante». Non era quella prevista, ma non è un problema, affatto: «Non posso chiedere ai miei studenti di mettersi in gioco se non sono disposto a farlo anch’io».
Carmelita Bonfiglio di anni ne ha 57, insegna all’Ic “De Amicis” di Randazzo (Catania). Quando entra alla scuola dell’infanzia i bambini le saltano addosso, perché per loro una settimana – tanto passa tra una lezione e l’altra – è davvero un’eternità: «Ci raccontiamo quello che ci è capitato in tutto questo tempo – spiega – prima di passare ad altri racconti, quelli della Bibbia. È sempre impegnativo tradurre concetti teologici con linguaggio a misura di cuore e di mente di bambino. Mi lancio con giochi, canzoni, piccole drammatizzazioni, e soprattutto con tutte le cose che loro hanno da dire». È un cammino che si fa insieme: «Sono cambiata anch’io: quando ho iniziato a insegnare mi chiedevo “come si fa?” Avevo quasi paura dei bambini – ricorda –, sono loro che mi hanno aiutata a tradurre i contenuti del mio insegnamento in un bagno di tenerezza».
Tecla Bardi, 45 anni, per diversi anni ha portato a Firenze i suoi alunni della scuola primaria “De André” di Quarrata (Pistoia), a visitare la chiesa della Santissima Annunziata, la sinagoga e la moschea: «Spero di poter ripetere questa esperienza in futuro – commenta –. Gli alunni sono molto interessati, e c’è bisogno più che mai di continuare a costruire ponti di dialogo». Le iniziative non mancano, anche perché, spiega Bardi, «se ripropongo sempre le stesse lezioni sono poi la prima ad annoiarmi, e allora non riesco più a essere efficace».
Luca Paolini, 62 anni, insegna alla scuola secondaria di primo grado “De Amicis” di Livorno, ed è l'anima del gruppo Facebook “Insegnanti di religione 2.0”, un punto di riferimento per migliaia di colleghi. I suoi alunni di tanto in tanto usano Minecraft, il famoso videogioco, per costruire templi, chiese o catacombe. Altre volte realizzano veri e propri giochi da tavolo: «L’importante – spiega – è usare l’aspetto ludico in modo intelligente, finalizzato all’apprendimento». E mentre lo senti parlare con entusiasmo di tutte le attività che progetta ti dispiace per i suoi alunni che il traguardo della sua pensione non sia poi così lontano.
«I bambini sono capaci di grandi pensieri – si inserisce Lara Calzolari, 39 anni, insegnante alla scuola primaria “Beata Vergine di Lourdes” di Zola Predosa (Bologna) – e non solo per le frasi buffe che pure ci sono, come quando dicono che “Gesù è risolto”». Chi conosce la maestra Lara sa che è un vulcano di idee. Due anni fa ha fatto realizzare ai suoi alunni cento “colombe della pace” di carta, che ha portato con sé in un pellegrinaggio in Terra Santa. «Le ho distribuite tutte tra Gerusalemme e Betlemme alle persone che ho incontrato, per portare un segno». Da quell’esperienza è nato un libro, con la prefazione del cardinale Matteo Zuppi. «In classe si parla spesso di pace – racconta Lara –, e ci facciamo aiutare anche da Popotus, che leggiamo nelle nostre lezioni. L’altro giorno, in gita, un bimbo mi ha chiesto: “Maestra, ma è vero che hanno eliminato la civiltà iraniana?”». Non c’è dubbio: le domande i bambini e i ragazzi sanno farle. La sfida è quella di costruire, insieme, risposte all’altezza.
“Ora Libera”, la newsletter di Avvenire per gli insegnanti di religione (e non solo).
L'attualità a volte ci colpisce, altre ci spaventa, altre ancora ci interessa. Sicuramente ci riguarda. Tutti, che ci piaccia o no. Parte da qui la sfida di Ora Libera, la nuova newsletter di Avvenire pensata (anzitutto) per gli insegnanti di religione che vuole provare a “far parlare” le storie, le persone, i temi che scandiscono la vita delle persone, facendone spunti per pensare e far pensare. Ogni due settimane partiremo da un fatto o da un tema che tiene banco, lo rivisiteremo attraverso i contenuti realizzati da Avvenire (e non solo) e proveremo ad analizzarlo in modo da avvicinarlo a noi e ai più giovani, per capire che li riguarda, li coinvolge, li chiama in causa. Seguiranno altri link e riferimenti per capire, per approfondire e scoprire anche altre storie particolarmente significative, di quelle che passano inosservate o che meritano di essere riprese. Pensata anzitutto per gli insegnanti di religione, Ora Libera è rivolta a tutti i docenti delle varie fasce d'età, e più in generale a tutti coloro – educatori, genitori, responsabili di associazioni e circoli... – che vedono nell'informazione non improvvisata uno strumento di confronto e di partecipazione, anche intergenerazionale. E vedono nella religione un pezzo, importante e pervasivo, dell'attualità. Realizzata in collaborazione con il Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l'Ufficio scuola della Cei, esce ogni due venerdì e intende anche mettere in rete tutti gli insegnanti in cerca di un luogo, informale ma serio, di scambio di esperienze e di contatti. La prima uscita è prevista per venerdì 1 maggio. Qui la pagina per iscriversi.
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