“Nessuno si salva da solo”, a Roma una raccolta fondi per il Benin
di Antonio Fera
Al Santo Spirito in Sassia una serata promossa da Eltiq daily welfare per sostenere l'opera missionaria e caritativa dei Frati Francescani dell'Immacolata

Un titolo che richiama una consapevolezza diventata ancora più evidente negli anni delle crisi globali e delle nuove fragilità sociali: “Nessuno si salva da solo”. È attorno a questo messaggio che sabato 27 giugno, nel complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia a Roma, si svolgerà una serata di beneficenza destinata a sostenere l'opera dei Frati Francescani dell'Immacolata nelle periferie del mondo.
L'iniziativa, promossa da Eltiq daily welfare e dal suo amministratore Biagio Simonetti, nasce con l'obiettivo di coniugare riflessione e solidarietà concreta. A partire dalle 18.30, esponenti delle istituzioni civili, del mondo ecclesiale e della diplomazia si confronteranno sui temi della cooperazione, del mutuo soccorso e della responsabilità verso le persone più vulnerabili. Un dialogo che sarà accompagnato dalla presentazione del volume Ero Forestiero e che proseguirà con una cena di gala dedicata ai nuovi progetti sociali e di ricerca sostenuti dall'organizzazione.
Il cuore dell'iniziativa sarà però il sostegno a una missione caritativa in Benin, uno dei Paesi dell'Africa occidentale dove i Frati Francescani dell'Immacolata sono impegnati in attività di assistenza e vicinanza alle comunità locali. L'intero ricavato della serata sarà infatti devoluto all'Istituto religioso per finanziare gli interventi previsti sul territorio.
«Questo evento esprime i valori di mutuo soccorso che guidano Eltiq», spiega Biagio Simonetti, amministratore di Eltiq daily welfare. «Il nostro obiettivo è trasformare il confronto istituzionale in un aiuto tangibile. “Nessuno si salva da solo” è l'impegno che assumiamo per sostenere chi opera in prima linea nelle aree più difficili del pianeta».
L'idea che ispira l'appuntamento è quella di trasformare il dialogo in responsabilità condivisa e la solidarietà in gesti concreti, mettendo in relazione mondi diversi attorno a un obiettivo comune. Un approccio che guarda alle fragilità non come a una questione delegata esclusivamente alle organizzazioni umanitarie o alla Chiesa, ma come a una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, imprese e società civile.
Nel segno di questa alleanza tra impegno sociale e testimonianza cristiana, la serata romana vuole offrire un sostegno concreto a chi opera quotidianamente accanto alle popolazioni più fragili. Perché, come ricorda il titolo scelto per l'iniziativa, nessuna comunità può affrontare da sola le sfide del proprio tempo e nessuna risposta può prescindere dalla cura dell'altro.
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