Falchi, rondoni, upupe: come è possibile che tra i grattacieli di Milano vivano 80 specie di uccelli
di Giovanna Sciacchitano, Milano
Un nuovo atlante della biodiversità urbana censisce i volatili che vivono (felici, pare) tra grattacieli e sottotetti. Il merito è del verde urbano, che nel capoluogo è molto aumentato, ma anche dei birdwatchers

La maggior parte dei milanesi non sa che in città nidificano moltissimi uccelli. Non solo germani, aironi, gallinelle e folaghe, che possiamo vedere facilmente nei nostri specchi d’acqua, ma anche sparvieri, picchi, gruccioni, falchi pellegrini, upupe e cinciarelle, che dimorano fra grattacieli, giardini e quartieri residenziali. Solo per citare i pennuti più conosciuti. Ci sono anche vip come “Giò e Giulia”, la coppia di falchi balzati agli onori delle cronache, che nidifica da più di dieci anni in cima al Pirellone. Un’altra coppia di falchi pellegrini si riproduce all’interno dello stadio di San Siro: per questa specie le pareti della struttura sono il surrogato di una scogliera. Centinaia di uccelli nidificano nel tempio del calcio, che è la dimora della più grande colonia urbana di rondoni maggiori, ma anche del codirosso spazzacamino, del colombaccio e del gheppio. Proprio il gheppio, che ama anche le feritoie del Castello sforzesco e le buche pontaie delle chiese, è considerato il falchetto della nostra città.
L’estate è un buon periodo per alzare lo sguardo, osservare voli acrobatici e ascoltare suoni e canti, conoscere nuove specie e saperne di più. Uno strumento prezioso per i cittadini è l’ “Atlante degli uccelli nidificanti nella città di Milano ”, fresco di stampa digitale, che ha individuato ben 80 specie in città. Questa guida illustrata, ricca di informazioni e curiosità, è ad accesso libero sul sito: www. guarda.mi.it. Marina Nova, naturalista e ornitologa, che da anni si occupa con passione di biodiversità urbana, ha coordinato la realizzazione di questa importante pubblicazione scientifico-divulgativa in collaborazione con Diego Rubolini, docente dell’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Milano. Nova ha anche coordinato l’Atlante, finanziato in parte per la sua pubblicazione da Fondazione Cariplo. «Il nostro atlante urbano fotografa la presenza degli uccelli sul territorio ed è uno strumento per studiare l’evoluzione della biodiversità, specie in declino, diffusione di specie non native, supportare la pianificazione urbana e promuovere processi di educazione e sensibilizzazione ambientale; strumento utile anche per le amministrazioni locali – spiega Nova -. Non è stato semplice realizzarlo, perché Milano è una città complessa e lo studio raccoglie e analizza quasi 60.000 dati provenienti da diverse associazioni del settore milanesi nell’arco degli ultimi 15 anni. Gli autori sono numerosi, tutti esperti del settore».
Nel corso degli anni la presenza degli uccelli in città è cambiata. Basti pensare che dagli anni ‘90 ad oggi le specie urbane registrate sono passate da 42 a 80. Un incremento dovuto al fatto che sono aumentati i birdwatchers, che la città è mutata e ha visto ampliare la presenza del verde urbano. Gli alberi, infatti, sono cresciuti e i parchi hanno assunto una configurazione forestale. Così è comparso il picchio rosso maggiore, la ghiandaia, il fiorrancino e volatili tipici dei boschi. Al contempo si è assistito a una diminuzione di presenze della passera d’Italia (quello che chiamiamo comunemente passerotto) e del balestruccio, due tipiche specie urbane. «Probabilmente questo spopolamento è dovuto alla chiusura di buche e cavità, oltreché alla ristrutturazione dei sottotetti», osserva Nova. Fra i nuovi arrivi c’è il parrocchetto dal collare, la gazza e le taccole. I merli hanno acquistato maggiore confidenza nei nostri confronti. Nova spiega che il momento migliore per osservare gli uccelli in città è la mattina presto quando sono più attivi e c’è meno rumore oppure nel tardo pomeriggio e al tramonto. «Per aiutarli ad affrontare il clima torrido di questa estate tropicale possiamo lasciare una bacinella d’acqua nei nostri balconi». Gran parte degli uccelli ha bisogno, poi, di anfratti e fessure dove potersi riprodurre. Secondo l’ornitologa, le ristrutturazioni di questi anni hanno prodotto danni irreparabili, soprattutto per le specie insettivore, come i rondoni. Pochi anche i pipistrelli all’appello a causa del massiccio uso di insetticidi. Anche se si tratta di mammiferi, hanno una funzione importante perché si nutrono di zanzare. Molti li temono, ma se entrano in casa basta spegnere le luci e aprire le finestre. Grazie al biosonar di cui sono dotati riescono facilmente a trovare la via di uscita.
GuardaMi è nato all’interno del liceo artistico di Brera per poi diventare un’ associazione che promuove monitoraggi e studi ecosistemici attraverso attività di citizen science o scienza partecipata affinché i ragazzi e i cittadini possano contribuire con le loro osservazioni a realizzare studi sulla biodiversità come quello dell’Atlante. L’associazione GuardaMI, grazie a Massimiliano Deaddis, ha inoltre messo a punto un’applicazione gratuita che consente di geolocalizzare e registrare gli animali che si incontrano nell’area metropolitana. L’iniziativa non si occupa solo di uccelli, ma anche di farfalle, libellule, mammiferi, rettili e anfibi.
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