Pina e Gianna, le “amiche geniali”: si può restare unite 85 anni (e anche oltre)
Si sono conosciute all'asilo nel 1941 e hanno attraversato insieme guerra, lavoro, famiglia e vecchiaia. Cresciute insieme, separate dalla vita, poi di nuovo insieme: le due donne hanno custodito la loro amicizia fino all'ultimo saluto. E nemmeno quest'ultimo è riuscito a spezzarlo

Una donna piegata su una bara si regge in un torrido pomeriggio di inizio luglio, mentre le lacrime le rigano il volto ed i ricordi corrono inesorabili nel cuore. La morte può interrompere davvero un’amicizia lunga 85 anni? No. Eppure dopo il funerale, avvenuto quasi un mese fa, Giuseppina – Pina per tutti – non l’ha più nominata la sua amica del cuore, Giovanna, detta Gianna. A tre anni, in un paese dell’alto vicentino hanno iniziato a frequentare l’asilo. Insieme, sempre insieme. Mentre fuori imperversava ancora la seconda guerra mondiale – era il 1941 – loro ricordavano le Messe delle 7 del mattino nella fredda cappellina delle suore, le loro maestre della scuola materna: «Eravamo le prime ad arrivare, perché le nostre mamme avevano già alcuni dei nostri fratelli da sistemare». Sorridevano complici, quando con la memoria tornavano alle uscite da scuola e si rammentavano le prime deviazioni sul percorso con le innocenti coperture per le marachelle combinate insieme: magari solo per qualche chiacchiera in più. Erano le maggiori entrambe, senza grilli per la testa. Donne semplici, ma forti, con una postura interiore integra, nonostante le sofferenze, tante, vissute. Fuori da scuola si concedevano al massimo qualche ritardo, ma poi via di corsa (ché poi, a casa, le aspettavano i fratelli da guardare, i lavori da fare…). Fino ai 14 anni, quando Pina e Giovanna hanno iniziato a lavorare alla Lanerossi diventando adulte in un soffio. Anni trascorsi al telaio e poi i primi svaghi di domenica pomeriggio. Robe d’altri tempi, certo. Ma anche dei nostri perché storie come la loro sono le radici di molti uomini e donne di oggi ed è bello sapere che l’amicizia, quella vera (a proposito, proprio oggi se ne celebra la Giornata mondiale), è per sempre.
Sedute nel giardino del bar di un parco, decenni più tardi, ricordavano le cioccolate calde, d’inverno, con gli storti, i tipici biscotti che allora erano proprio un lusso. E poi le corse da una casa all’altra per accompagnare le loro amiche, perché loro abitavano più lontane e facevano il giro lungo, così che nessuna tornasse sola. Mentre gli strascichi della guerra lasciavano spazio alla ripresa economica iniziata negli anni ’50, Pina e Giovanna vivevano i primi innamoramenti, i desideri di metter su famiglia e la vita va avanti. A un certo punto le dure vicende personali le hanno allontanate. Pina pensa Giovanna in Australia, dove l’amica aveva espresso spesso il desiderio di voler emigrare in cerca di fortuna per avere una vita meno grama e offrire ai figli un futuro più sereno. Giovanna invece non si trasferisce affatto lontana, solo qualche chilometro più il là. È uno dei 7 fratelli di Pina a riconoscerla, quando ormai la pensione è arrivata da diverso tempo e anche i nipoti. Immaginate la felicità al primo incontro: «Sei tu Giovanna? E come stai?».
Poi è passato il tempo. Le scale difficili da salire per Pina e impossibili da scendere per Giovanna sono diventate piano piano un muro. Veniva scalato lo stesso, un gradino dopo l’altro, ma sempre più lentamente. Quando si incontravano e si abbracciavano era festa, anche solo con un caffè senza zucchero «perché il diabete è alto e devo stare attenta». I figli ed i nipoti erano gli argomenti più rilevanti, come in una gara a chi riusciva a raccontare di più. Per ultimo arrivava il tema della salute, sempre più precaria per entrambe. Un abbraccio affettuoso ed un bacio era il rito di saluto, sempre, anche al telefono. E ora quel rito manca come l’aria, perché Giovanna non era una semplice amica e nemmeno una sorella, ma un pezzo di cuore, perso e ricomposto fino a pochi giorni fa. Chissà se è con lei che la sera, prima di addormentarsi, Pina si ferma a pensare e pregare, affidando anche i figli ed i nipoti di Giovanna, in un’amicizia senza tempo e senza confini, ben oltre gli 88 anni compiuti.
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