Per i pendolari dell'alta velocità prima vittoria sui biglietti smart

Dal 1 novembre Trenitalia ha intenzione di sopprimere il sistema dei carnet a prezzi calmierati .Dopo le proteste e la mobilitazione delle opposizioni ieri l’annuncio di Salvini: subito un tavolo di confronto
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October 22, 2026
Per i pendolari dell'alta velocità prima vittoria sui biglietti smart
Il Frecciarossa alla stazione Termini di Roma .Grazie all'alta velocità cresce il numero di persone che vive in una città diversa da quella in cui lavora/Marco Calvarese
Per i pendolari dell’alta velocità è una vera e propria àncora di salvezza: un modo per potersi permettere di vivere in una città e lavorare in un’altra ad almeno un centinaio di chilometri di distanza. Un carnet di dieci biglietti, come quello dei mezzi pubblici per intenderci, da usare nell’arco di un mese. A prezzi abbordabili, parliamo di 13,9 euro per la Milano-Torino e di 9,9 per Milano-Bologna, con una buona dose di flessibilità nei cambi di programma. Un sistema tariffario “smart” nato subito dopo la pandemia quando il lavoro agile da privilegio di pochi si è trasformato in un modello applicato su larga scala. Oggi lo smartworking non solo è entrato nel dna delle aziende ma in generale sono molti i lavoratori atipici, liberi professionisti, consulenti e collaboratori che hanno esigenze di mobilità modulari. Senza considerare gli studenti universitari e chi si sposta per motivi familiari. Proprio per questo la scelta di Trenitalia di abolire questa formula dal prossimo 1 novembre ha lasciato l’amaro in bocca ai tanti utilizzatori delle tratte più gettonate, mobilitato la politica con una serie di richieste di chiarimenti e alla fine costretto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a scendere in campo. «Ho chiesto a Trenitalia di sospendere qualsiasi tipo di novità prima di un tavolo da me convocato con le associazioni dei consumatori al ministero dei Trasporti. E hanno risposto di sì». Carnet salvi insomma, almeno per il momento. La protesta dei comitati di pendolari ha viaggiato sulla rete con centinaia di messaggi. «La situazione dei treni è già insostenibile per i continui disagi e ritardi» dice Alessia, una delle tante impiegate che ha scelto di vivere a Torino per sfuggire dal caro-casa. «Il servizio peggiora di giorno in giorno», aggiunge Matteo. «I rincari continui trasformano la distanza in una tassa pesante» sintetizza Viviana. A fronte di stipendi fermi passare all’abbonamento (che costerà 294 euro più due euro per ogni prenotazione) significa destinare il 30% dello stipendio al treno, Clara la definisce una vera “beffa”. Per Carola, studentessa universitaria che viaggiava da Brescia a Milano e alla fine ha scelto di prendere una casa in affitto il problema è la mancanza di posti a bordo, «una caccia al tesoro visto che la priorità va agli abbonati».
Trenitalia ha motivato l’abolizione del carnet con le mutate esigenze di mobilità, ipotizzando un ridimensionamento dello smartworking, e con la volontà di contrastare il fenomeno delle prenotazioni non utilizzate che lasciano posti vuoti sui treni perché possono essere annullate sino a poco prima della partenza. «I nuovi abbonamenti mensili avranno una riduzione di 80 euro con un costo di 2 euro per ciascuna prenotazione. A conti fatti per chi viaggia tre volte a settimana ci sarà un risparmio» ha spiegato l’azienda. Immutata la possibilità di acquistare i carnet “tradizionali” (con scadenza a tre o sei mesi) che hanno costi più elevati. Sul fronte della concorrenza Italo ha scelto di mantenere invece i tagliandi smart (da dieci o venti viaggi) che «sono molto apprezzati da chi ha l’esigenza di spostarsi tra due città all’incirca due volte a settimana». I prezzi sono leggermente più alti e i treni ovviamente meno numerosi: 179 per la Milano-Torino e la Roma-Napoli, 139 per Milano-Bologna.
In difesa dei pendolari nell’ultima settimana si erano schierate compatte le opposizioni (dal M5S ad Italia Viva) che hanno chiesto a più riprese a Salvini una moral suasion su Trenitalia. Che alla fine è arrivata. Perché se è vero che l’alta velocità è un settore completamente a mercato da quando è nata nel 2009 (mentre le tariffe regionali e intercity sono mitigate dai fondi pubblici) è anche vero che si tratta di un servizio essenziale. Con salari da fame e prezzi della benzina alle stelle, l’abolizione del carnet suona come una punizione per chi sceglie il treno come mezzo di trasporto, proprio mentre Trenitalia parla di creare una “metropolitana d’Europa” è il senso delle richieste di riferire in Parlamento arrivate da diverse parti. Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera è stato tra i primi a mobilitarsi per i diritti dei pendolari e anche il primo ad esultare per il punto messo a segno. «Difendere il carnet significa difendere chi usa il treno per lavorare e studiare, non chi fa cassa sui pendolari durante il carovita più duro degli ultimi 20 anni. Continuiamo a mobilitarci: senza pressione dal basso questi diritti ce li tolgono in silenzio». Sulla stessa lunghezza d’onda il Partito democratico. Il vicepresidente della Commissione Trasporti Andrea Casu ha chiesto a Salvini di riferire domani in aula «sull’interpellaza urgente con oltre 40 firme di deputati Pd per avere certezza che la notizia della reintroduzione del carnet smart venga confermata ufficialmente».
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