In Calabria scuole chiuse per un giorno: è l'ultimo effetto della protesta contro il carovita

di Domenico Marino, Cosenza
Istituti chiusi nel Cosentino, con ragazzi per le strade: impossibile per il personale raggiungere le sedi, causa criticità nel sistema dei trasporti. In Campania è tornata la didattica a distanza, ancora file di Tir bloccano la circolazione. I sindacati: nel Sud sono le comunità più fragili delle aree interne a pagare questa crisi
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October 22, 2026
In Calabria scuole chiuse per un giorno: è l'ultimo effetto della protesta contro il carovita
Studenti in piazza a Cosenza
È arrivata in classe la protesta pacifica e disciplinata che da giorni, in Calabria come in Puglia e nel resto del Sud, sta impegnando agricoltori e autotrasportatori a causa del caro carburante e, più in generale, del carovita. Dopo le manifestazioni di piazza dei giorni scorsi degli studenti in varie città della Calabria, tutte senza alcun problema di ordine pubblico, le ragazze e i ragazzi sono tornati anche ieri in strada.
A Cosenza il centro è stato invaso da migliaia di adolescenti. Mentre il blocco del trasporto su gomma comincia a farsi sentire negli scaffali, oltre che alle pompe di benzina, ieri e oggi in provincia di Cosenza le scuole sono rimaste e resteranno chiuse in diversi Comuni a causa dei disagi alla circolazione stradale e dei blocchi dei mezzi pesanti. A Paola niente campanella dopo un’ordinanza del sindaco Roberto Perrotta per le criticità sulla viabilità e nei trasporti. Una trentina di chilometri più a nord lungo la costa tirrenica, a Belvedere Marittimo, scuole di ogni ordine e grado chiuse anche ieri e oggi per l’impossibilità del personale scolastico di raggiungere la sede di lavoro. Stessa cosa ad Acquappesa, sempre sulla dorsale tirrenica, per decisione del sindaco Francesco Tripicchio a causa dei blocchi stradali. Nell’entroterra, a Grisolia, da ieri è sospeso il trasporto scolastico a causa della mancanza di carburante per gli scuolabus.
Lezioni online, o se preferite nostalgicamente “Didattica a distanza”, all’Università Federico II di Napoli. A partire da ieri, hanno chiarito dall’ateneo partenopeo, «e fino a nuova comunicazione, l’università adotterà la didattica a distanza per tutte le lezioni e le attività formative ordinarie. La decisione è stata assunta per limitare i disagi causati dalle agitazioni in corso e dalle conseguenti difficoltà di approvvigionamento del carburante. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari. Gli esami di profitto programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti. Per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente», ha spiegato la Federico II, aggiungendo che le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno in presenza.
«Scuole calabresi a rischio, servono misure immediate per studenti e personale», ha denunciato dal tacco dello Stivale il segretario generale dell’Uil Scuola Calabria, Luca Scrivano, rilanciando l’allarme del leader nazionale Giuseppe D’Aprile. «In una regione come la nostra, segnata da aree interne, piccoli Comuni e istituti articolati su più plessi distanti tra loro», ha proseguito bussando alle porte dei palazzi, «anche pochi giorni di difficoltà negli approvvigionamenti possono tradursi in classi vuote, servizi scolastici sospesi e personale nell’impossibilità oggettiva di raggiungere il posto di lavoro. A pagarne il prezzo sarebbero ancora una volta le comunità più fragili, aggravando un divario territoriale che la scuola dovrebbe colmare, non subire. L’Uil Scuola Calabria chiede tre interventi urgenti. Alla Regione e agli enti locali di garantire priorità assoluta nell’approvvigionamento di carburante ai servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico e dal trasporto pubblico locale utilizzato da studenti e lavoratori. Alle Prefetture di attivare un coordinamento con le amministrazioni comunali e le aziende di trasporto, per monitorare le criticità territorio per territorio e intervenire dove i collegamenti rischiano di interrompersi. All’Ufficio scolastico regionale di fornire indicazioni chiare e uniformi ai dirigenti scolastici, affinché le assenze e i ritardi del personale dovuti a cause oggettive e indipendenti dalla propria volontà non producano penalizzazioni economiche né disciplinari, e affinché le scuole adottino misure di flessibilità organizzativa per gestire l’emergenza», è l’appello di Scrivano.
«Alla luce dei rallentamenti che hanno interessato il territorio provinciale nei giorni scorsi, si rende noto che i gestori dei centri di approvvigionamento merci hanno la facoltà di inoltrare formale istanza alla Questura di Cosenza al fine di richiedere l’attivazione di servizi di scorta e tutela a salvaguardia dei propri automezzi», ha chiarito ieri pomeriggio la prefettura di Cosenza.
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