martedì 9 aprile 2024
Il bacino artificiale fu costruito negli anni Venti con la diga, per lo sfruttamento dell'energia elettrica. La centrale di Bargi risale agli anni Settanta
La centrale idroelettrica di Suviana

La centrale idroelettrica di Suviana - ANSA

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Situato al confine fra Toscana ed Emilia-Romagna, il lago di Suviana dove nel pomeriggio si è verificata l'esplosione che ha provocato la morte e il ferimento di numerosi operai, è un bacino artificiale costruito negli anni Venti per lo sfruttamento dell'energia elettrica, diventato poi anche un luogo di attrazione turistica che, vista la relativa vicinanza alle aree metropolitane di Bologna e Firenze, richiama spesso chi vuole sfuggire per una giornata alla calura estiva.

Sul lago si affacciano due centrali idroelettriche: Suviana e Bargi. È quest'ultima quella coinvolta nell'esplosione e incendio. Viene alimentata anche dalle acque del bacino del Brasimone attraverso condotte.

Quello di Bargi è un impianto di generazione/pompaggio composto da due gruppi di produzione da 165 MW ciascuno per una potenza installata di 330 MW. È il più grande a livello di potenza installata nella regione emiliano-romagnola e ha una funzione rilevante di regolazione, esercizio e gestione della rete elettrica nazionale. La centrale è per tre quarti sommersa.

Il lago è nato dalla costruzione della diga, ultimata nel 1932, ed è alimentato dal torrente Limentra.

Si trova sull'Appennino Bolognese, fra i Comuni di Camugnano e Castel di Casio. Si tratta di un impianto fortemente legato alla storia recente dell'Appennino, tanto che la sua costruzione venne inizialmente realizzata per alimentare la linea ferroviaria Bologna-Firenze di recente costruzione. La centrale di Bargi risale agli anni '70. La zona nei dintorni dei due laghi forma un parco regionale ed è considerata esempio di come ambiente ed energia pulita rinnovabile possano convivere.

Il bacino di Suviana-Brasimone conta anche altri impianti idroelettrici, minori rispetto a Bargi: Suviana da 27 MW, Le Piane da 10 MW, Santa Maria da 6 MW, Le Pioppe da 0,3 MW e Pavana da 0,11 MW per una potenza complessiva di circa 373 MW.

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