venerdì 17 agosto 2018
Diciassette famiglie hanno decise per le esequie in forma privata: oggi i funerali dei 4 ragazzi di Torre del Greco, nel napoletano, e dei due fidanzati pisani
Tanti «no» ai funerali di Stato. Sepe: «Morti per incuria e negligenza»

C'è la rabbia, il dolore per la scomparsa e anche una collera malcelata contro "le passerelle dei politici". Mentre Genova si prepara per sabato a celebrare i funerali di Stato per 18 vittime del crollo del Ponte Morandi, 20 famiglie hanno invece optato per le esequie in forma privata, non senza risentimento.

Uno dei primi ad esternare disappunto è stato il padre di Giovanni Battiloro, Roberto, uno dei quattro ragazzi morti di Torre del Greco. "Mio figlio - ha scritto sui social - non diventerà un numero nell'elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane". I funerali dei giovani si sono tenuti oggi alle 17.30 nella Basilica di Santa Croce a Torre del Greco.

Dure la parole del cardinale Crescenzio Sepe, che ha presieduto il rito funebre: "Giovanni, Matteo, Gerardo e Antonio restano testimonianza viva della violenza consumata non dal destino, ma dalla mano dell'uomo, che si sostituisce a Dio per i propri interessi e diventa mano violenta, che porta morte. Siamo qui per testimoniare vicinanza e affetto a quattro giovani che hanno perso la vita mentre attraversavano il ponte della morte - ha aggiunto il presule - un pezzo del futuro che se ne va e rende poveri tutti noi". Anche se questo "è il momento del lutto - ricorda il cardinale - non pensare a cause e responsabili può essere elusivo e di comodo. Abbiamo il sacrosanto dovere di saperlo per rispetto di questi giovani e delle famiglie".

"Non si può e non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, per inedia, perché questa è la vera violenza. È la violenza contro la persona, contro l'umanità", ha continuato l'arcivescovo di Napoli. interpretando l'incredulità e il dolore delle centinaia di persone che, nonostante il caldo asfissiante, si sono riunite
nella basilica di Santa Croce.

Gli altri "no" sono arrivati anche dalla famiglia di tre vittime di Pinerolo, nel Torinese: Andrea Vittone, 49 anni, sua moglie Claudia Possetti, 48 anni, e i figli della donna Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni. La funzione si tiene sabato alle 15 in Duomo e sarà officiata dal vescovo di Pinerolo, Derio Olivero. Poco prima, alle 13.30, le auto funebri faranno sosta a Venaria, città natale di Andrea Vittone, per ricevere la benedizione da don Danilo.

Privata sarà anche la cerimonia di Elisa Bozzo, 34enne di Busalla (Genova) e di Francesco Bello, 41 anni, di Serrà Riccò, sempre nel Genovese.

Lontano dalle telecamere anche la cerimonia per la morte di Alessandro Robotti e la moglie Giovanna Bottaro, 50 e 43 anni, di Arquata Scrivia, nell'Alessandrino.

Hanno deciso per i funerali in forma privata, senza la presenza di politici, anche i familiari di Stella Boccia, 24 anni, e del peruviano Carlos Jesus Erazo Trujillo, 27 anni, i due fidanzati della provincia di Arezzo.

Si sono già svolti venerdì mattina, a Pisa, i funerali di Marta Danisi e Alberto Fanfani, nella chiesa in cui, nel maggio prossimo, si
sarebbero sposati. Alberto, fiorentino, e Marta, siciliana, si erano conosciuti a Pisa, dove lui lavorava come medico, avevano scelto di vivere. Marta, infermiera, aveva da poco vinto un concorso ad Alessandria. Il giorno della tragedia, stavano raggiungendo la città piemontese. "Ho preparato io Marta e Alberto al corso prematrimoniale e ho imparato da loro la capacità di donarsi agli altri che è stata la cifra di tutta la loro purtroppo giovane esistenza. Si sarebbero sposati qui tra meno di un anno e oggi: Marta e Alberto, questo è il vostro matrimonio". Lo ha detto durante l'omelia don Roberto Jankovic nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, dei padri lanteriani di Pisa, dove la giovane infermiera cantava anche nel coro, che oggi l'ha ricordata con un messaggio: "Canteremo sempre parole di gioia e di amore in questa chiesa e lo faremo per voi".

SABATO GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE

Intanto sabato 18 agosto alle 11 l'Italia si fermerà per onorare le vittime della tragedia del ponte Morandi a Genova. Una giornata di lutto nazionale nella quale l'arcivescovo del capoluogo ligure, il cardinale Angelo Bagnasco, celebrerà i funerali per 18 vittime nel padiglione Jean Nouvel della Fiera. C'è attesa per l'omelia del porporato che ha parlato di una necessità di "onestà morale" perché "ognuno di noi deve rispondere delle proprie azioni".

Lo Stato sarà presente in forze a partire dalle sue massime cariche ovvero il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati. Come in questi giorni tutti i vertici del governo saranno presenti alle esequie nella città così duramente colpita. "Noi ci saremo, non lasciamo sola Genova", ha assicurato il premier Giuseppe Conte.

La cerimonia si potrà seguire in diretta televisiva sul Tg1 a partire dalle 11.25. Per i genovesi sarà allestito un maxi schermo di 24 metri quadrati in piazza De Ferrari.

"Siamo un pochino schiacciati dal destino ma anche capaci di reagire, di tirare fuori la forza, l'entusiasmo. Genova si rimbocca le maniche e si dà da fare": lo ha detto al Sir padre Mauro Brezzo, cappellano dell'ospedale San Martino di Genova, cappuccino della Provincia ligure. "Sono pochi quelli che aderiscono ai funerali di Stato. Tanti non vogliono fare la passerella, e li capisco. Se invece di spendere i soldi per venire qui li avessero dati a questa povera gente, sarebbe stato meglio".

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