Ai medici che scelgono Agnone incentivi per casa, bollette e tempo libero
di Igor Traboni
Il Comune molisano prova ad arginare la carenza di camici bianchi: 4.000 euro l'anno per l'affitto e il 50% di utenze pagate

L’abbonamento gratuito alla stagione del teatro cittadino “Italo Argentino”, con un cartellone di tutto rispetto, ma anche l’accesso gratis a tutte le strutture sportive sul territorio comunale. E ancora: niente parcheggi a pagamento sulle strisce blu e l’ingresso libero alle attività culturali e spettacoli vari. Sono solo alcuni degli ulteriori incentivi che la giunta comunale di Agnone, cittadina di 4.500 abitanti nell’alto Molise, ha deciso di adottare per invogliare medici da tutta Italia a trasferirsi in questo territorio e lavorare al “Caracciolo”, ospedale che rischia di chiudere non solo per i tagli alla sanità, ma proprio per la sempre più cronica carenza di medici. Incentivi che sono anche di natura economica: 4.000 euro l’anno per contribuire alle spese di affitto e il 50% delle bollette delle utenze a carico del Comune.
«In verità – spiega ad Avvenire il sindaco Daniele Saia, 53 anni, geologo – il provvedimento dei quattromila euro l’avevamo già preso nell’estate 2025, ma nessun medico ha aderito. Forse però la colpa è stata anche nostra perché non abbiamo saputo comunicarlo a dovere. Adesso, oltre agli incentivi economici, abbiamo aggiunto tutto il resto, anche per far capire che questo è un territorio vivo, che ci sono tanti servizi di cui godere. Noi stiamo facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità e siamo disposti a mettere sul piatto della bilancia anche altri incentivi. Mi auguro che qualcuno recepisca l’invito, anche come un atto di responsabilità civica, non solo professionale. Certo, è brutto a dirsi, ma se come amministratori siamo costretti a creare delle condizioni di mercato per tenere aperto un ospedale, allora vuol dire che qualcosa nella sanità nazionale non funziona».
Il primo cittadino di Agnone non si nasconde dietro un dito e paventa anche un altro paio di possibili scenari: «Non vorremmo che si scatenasse una guerra tra poveri, ovvero tra aree interne d’Italia. Mi risulta, ad esempio, che anche alcuni territori della Toscana stanno pensando a questi incentivi. Così come ci stiamo ponendo il problema dei medici che già lavorano qui ma che però non hanno gli stessi incentivi. Comunque, questa delibera è immediatamente esecutiva e dunque la Asrem, l’azienda sanitaria molisana, deve inserire gli incentivi nei bandi di assunzione dei nuovi medici».
Una sanità pubblica da area interna che deve fare i conti sia con lo spopolamento di decine di paesi sia con il progressivo invecchiamento della popolazione, come ben sa don Alberto Conti, direttore della Caritas diocesana di Trivento, da anni impegnato su questo fronte: «L’idea di offrire incentivi ai medici che si trasferiscono a lavorare ad Agnone mi sembra nel complesso sensata e pragmatica, soprattutto se inserita nel contesto delle aree interne e della cronica carenza di personale sanitario. Lo spopolamento continuo dei nostri paesi porta negli abitanti desolazione e scoraggiamento. Se a questo si aggiunge la carenza dei servizi, da quello sanitario alle infrastrutture, il tutto diventa ancora più difficile e porta molti a fare la scelta di emigrare per cercare la dignità della vita. Voglio ricordare che ci sono paesi che non hanno più l’ambulatorio medico e questo è gravissimo. Credo, infine, che bisogna riconsiderare la possibilità che la sanità torni alla centralità dello Stato, come era una volta, togliendola alle Regioni».
Un’altra antenna sul territorio, capace di captare problemi e prospettive, è quella del giornale online dell’Eco dell’Alto Molise-Vastese, il cui direttore, Maurizio D’Ottavio, giudica la decisione della giunta agnonese «apprezzabile, anche se arriva con ogni probabilità fuori tempo massimo. Con il nuovo Pos 2025-2027, elaborato dai commissari e in via di approvazione, che prevede il declassamento dell’ospedale di Agnone, la domanda è brutale: quale medico sceglierà di venire qui? A mio parere il nodo, però, resta politico e ha un nome preciso: Decreto Balduzzi. In Molise quella norma, che sulla carta tutela gli ospedali delle aree disagiate, viene applicata alla lettera quando c’è da tagliare servizi, ma viene totalmente ignorata quando potrebbe e dovrebbe essere utilizzata per difendere tali presidi».
Una difesa che, a pochi chilometri da Agnone, dal 26 dicembre scorso, sta portando avanti, dormendo in una tenda piazzata davanti all’ospedale di Isernia oggetto di pesanti tagli, il sindaco del capoluogo di provincia molisano, Piero Castrataro.
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