sabato 30 giugno 2018
L'obiettivo di Merkel è di regolamentare i movimenti secondari in Europa: oltre a Grecia e Spagna, anche i Paesi dell'Est sono pronti a firmare accordo che renda più rapidi i respingimenti
Angela Merkel (Ansa)

Angela Merkel (Ansa)

La cancelliera tedesca, Angela Merkel va oltre all'accordo sulle politiche migratorie raggiunto a Bruxelles e fa sapere che 14 Paesi europei sono pronti a firmare accordi amministrativi per provare a rendere più rapido il respingimento dei migranti che tentano di entrare in Germania, dopo essere stati registrati altrove in Ue.

Nella lista dei Paesi pronti a firmare ci sarebbero anche i Paesi del blocco orientale (Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca), oltre a Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia. Ma nel tardo pomeriggio Budapest e Praga smentiscono: nessun accordo con Berlino.

L'elenco dei Paesi e il testo dell'accordo si leggono in un documento di otto pagine - anticipato dall'agenzia tedesca Deutsche Presse-Agentur (Dpa) - consegnato dalla cancelliera ai partiti della sua coalizione di governo, la Grosse Koalition tripartita, composta dalla Cdu di Merkel, Csu bavarese di Seehofer e dai socialdemocratici della Spd, guidati da Andrea Nahles.

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I richiedenti asilo già registrati nel Paese d'arrivo e bloccati alla frontiera tedesca saranno trasferiti in «centri di sorveglianza» dove aspetteranno l'esito della loro richiesta, ha spiegato la cancelliera nel documento. I centri che Angela Merkel chiama «di ancoraggio» saranno allestiti in Germania: ospiteranno migranti che hanno cercato di superare i controlli alle frontiere e coloro che non hanno fatto il loro primo ingresso in Europa in uno dei paesi con cui la Germania ha stretto accordi bilaterali per il rientro.

Va ricordato che oltre ai 14 Paesi menzionati nel documento, anche con la Spagna e la Grecia sono previsti accordi affinché vengano ripresi indietro i migranti che riuscivano ad arrivare in Germania, nonostante fossero già registrati nelle banche dati europee. «La Grecia e la Spagna sono pronte ad accogliere i richiedenti asilo che in futuro saranno identificati dalle autorità tedesche al confine tedesco-austriaco e che hanno una registrazione Eurodac in uno di quei due Paesi», aveva spiegato due giorni fa Merkel, riferendosi alla banca dati dell'Ue sull'asilo.

Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer, della Csu, aveva dato tempo a Merkel fino a fine giugno per raggiungere una soluzione europea all'immigrazione, minacciando che altrimenti avrebbe avviato i respingimenti al confine con la Germania dei migranti che arrivino dopo essersi registrati in altri Paesi Ue, provocando una possibile crisi di governo. A questo punto Merkel raggiungendo questi accordi con 14 Paesi, tra cui tutti quelli del cosiddetto gruppo di Visegrád, sembra aver scongiurato un possibile scontro con l'ala più conservatrice della sua coalizione, la Csu bavarese.

Intanto trapelano le prime indiscrezioni su cosa abbia promesso la Germania agli altri 14 Paesi: in particolare sembra che Angela Merkel intenda inviare agenti di polizia tedeschi per aiutare a rafforzare i controlli sui confini esterni della Ue in Bulgaria entro la fine di agosto. Inoltre, sarà rafforzata la presenza dell'agenzia europea di confine Frontex in Grecia lungo i confini con Macedonia ed Albania. «Dobbiamo essere preparati a sostenere Slovenia e Croazia con i controlli di confine se necessario», afferma ancora la cancelliera nel documento visionato dalla agenzia tedesca Dpa.


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