martedì 13 ottobre 2015
​Ecco quali sono le principali novità introdotte dal ddl sulla cittadinanza approvato alla Camera. L'Italia ha deciso di optare per uno ius soli temperato e per lo ius culturae. Può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. E' necessaria comunque una dichiarazione di volontà di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale, da presentare al Comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. In assenza della dichiarazione, chi vuole diventare cittadino italiano può farne richiesta entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Quanto allo straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età. Le nuove regole per acquisire la cittadinanza per nascita non saranno applicabili ai cittadini europei, perché possono ottenere un permesso dell'Unione europea per soggiornanti di lungo periodo, ma solo ai cittadini di Stati non appartenenti all'Ue. Tale permesso è rilasciato allo straniero cittadino di Stati non appartenenti all'Ue in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno valido. Inoltre, la famiglia deve dimostrare di avere un reddito minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, occorre la disponibilità di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge e bisogna superare un test di conoscenza della lingua italiana. Non hanno diritto al permesso gli stranieri che soggiornano per motivi di studio o formazione professionale; a titolo di "protezione temporanea" o per motivi umanitari; quanti hanno chiesto la protezione internazionale e sono in attesa di una decisione definitiva; chi è titolare di un permesso di soggiorno di breve durata; quanti godono di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche. Tra le novità più rilevanti l'introduzione dello ius culturae: può ottenere la cittadinanza il minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro paese entro il dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale. Un'ulteriore novità riguarda il merito: è infatti necessario che il ciclo delle scuole primarie sia superato con successo. Chi viene bocciato alle elementari dovrà aspettare per chiedere la cittadinanza. Le nuove norme si applicheranno anche ai 127mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, al momento di approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Il ministero dell'Interno avrà sei mesi di tempo per rilasciare il nulla osta.
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